Ohlala! La escort in sharing

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Pia Poppenreiter, fondatrice di Ohlala.com

SocialEconomy ha incontrato Pia Poppenreiter, fondatrice di Ohlala.com, società che è stata definita da Techcrunch “A Uber for escort”. Ohalala è, infatti, un web app mobile che permette nella totale legalità l’incontro tra domanda e offerta di incontri pagamento. Il servizio, che al momento è attivo in tre città della Germania – Paese in cui la prostituzione è legale-, funziona così: il cliente inseriesce nella app la propria richiesta, specificando la zona della città dove si trova, il livello di prezzo che è disposto a pagare e l’orario dell’appuntamento; l’annuncio del cliente in modo automatico viene inviato a tutte le escort che si trovano nelle vicinanze del luogo prescelto; le donne, accettando la richiesta, potranno entrare in contatto tramite chat con il potenziale cliente e arrivare a un appuntamento. In buona sostanza sono le donne a sceglersi il proprio cliente. Particolarità del servizio è rappresentato dalla garanzia di anonimato e massima attenzione per la privacy: tutti i profili degli utenti non sono pubblici quindi il profilo delle donne verrà visualizzato dal cliente solo dopo che è stato raggiunto un accordo e fissato un appuntamento mentre quello del cliente viene mandato non atutti le escort iscritte ma solo a quelle che si trovano nelle vicinanze del luogo in cui il potenziale cliente si trova.

Pia Poppenreiter, ci descrive cosa è Ohlala?
Ohlala.com è una web app mobile che collega le donne e gli uomini per avere incontri a pagamento, immediatamente.

Come è nata l’idea di fondare Ohlala?
Si tratta di un concetto derivato dalla mia precedente società PEPPR, una app che collegava i clienti alle escort.

Le piace la definizione data da Techcrunch “una Uber per escort”?
Ha una dinamica simile e il confronto con Uber rende il concetto rapidamente e facilmente comprensibile per un pubblico più vasto. Io sono pragmatica sulla frase “una Uber per escort”.

Eliminando l’intermediario tra le donne e il cliente pensa che Ohlala dia più libertà alle donne che utilizzeranno il vostro marketplace?

Sì. Non solo la libertà, ma anche l’anonimato. Sono le donne che decideno cosa mostrare del loro profilo.

Ohlala ha iniziato a Berlino, Monaco e Francoforte, si sta pensando all’espansione in altri paesi? Se sì, dove?

Abbiamo iniziato a Berlino e lanceremo questo mese il servizio a Francoforte e Monaco. Attualmente stiamo valutando in quale paese potremmo lanciare il servizio.

Quali sono i vantaggi per le donne?
Il più grande vantaggio, secondo il mio parere, è l’anonimato. Non abbiamo un profilo pubblico.

Quali sono i vantaggi per i clienti?
Per i clienti che amano pagare, Ohlala è sicuramente una rapida risposta a una richiesta.

Si sta considerando di espandere i tipi di servizi? (Per esempio: possibilità per gli uomini di inserire un’offerta come gigolò- o aprire alla comunità LBGT?
Sì, se la domanda (di mercato nda) è lì, la prenderemo sicuramente in considerazione.

Ritenete la vostra società parte della sharing economy?
Noi stiamo soltanto ricostruendo online ciò che sta accadendo offline. Lo stiamo rendendo soltanto più efficiente e più sicuro.

Qual è la sua idea circa lo sviluppo dell’economia della condivisione ?
Credo che la tecnologia e un nuovo concetto renderà più efficiente, la condivisione

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