Car sharing: i noleggi in Italia nel 2016 sono stati 6,2 milioni. Milano e Roma al top

IMG_1002Il 2016 è stato per il car sharing un anno di sviluppo assai sostenuto, non solo del business in sé, ma anche del numero di operatori presenti sul mercato. I dati che testimoniano il grande successo di questo segmento della sharing economy,  emergono dalla ricerca “Il car sharing in Italia: soluzione tattica o alternativa strategica?”, condotta da ANIASA – Associazione Nazionale Industria dell’Autonoleggio e Servizi Automobilistici e dalla società di consulenza strategica Bain.  A fine anno è stata infatti superata la soglia del milione di tessere di iscrizione alle diverse società fornitrici del servizio (1.080.000), con oltre 6,2 milioni di noleggi; numeri impressionanti, che testimoniano la vitalità di un comparto in forte trasformazione ed espansione, soprattutto se si considera il confronto con il 2015: +70% di tessere, +33% su flotta e noleggi. Dal punto di vista territoriale, Milano e Roma si confermano, anche per caratteristiche strutturali, città d’elezione dell’auto condivisa. Le due metropoli rappresentano infatti circa l’80% del business complessivo, seguite da Torino e Firenze.

Riuscite a trovare l’uovo di Pasqua che si nasconde tra i tulipani? Ritorna Dudolf l’artista che realizza i rompicapi più condivisi sul web


Oramai è diventato un appuntamento fisso prima di ogni grande festività. I suoi rompicapi sono tra i più condivisi sul web nell’era dei social network. Stiamo parlando di Gigerly Dudàs in arte Dudolf. L’artista e disegnatore ungherese ha pubblicato in occasione della Pasqua  l’ultimo gioco sul proprio profilo Facebook e Twitter. Il titolo è “Can you find the easter egg among the tulips?” In pieno spirito di Happy Easter la sfida lanciata da Dudolf, che è nato a Budapest, consiste nel trovare un uovo di Pasqua mimetizzato in mezzo a un infinito numero di tulipani. La sfida alla ricerca dell’uovo è aperta. Visto le 4,4 mila visualizzazioni ottenute su Facebook in poche ore dalla pubblicazione del nuovo rompicapo siamo sicuri che, come accaduto in passato (https://socialeconomy.mobi/2016/12/26/riuscite-a-trovare-la-pecora-che-si-nasconde-tra-i-babbo-natale-ritorna-dudolf-lartista-che-realizza-i-rompicapi-piu-condivisi-sul-web/ e https://socialeconomy.mobi/2017/02/14/riuscite-a-trovare-il-cuore-che-si-nasconde-tra-le-lumache-ritorna-dudolf-lartista-che-realizza-i-rompicapi-piu-condivisi-sul-web/ ), lo sharing dell’immagine sarà notevole cosi come gli articoli delle testate giornalistiche italiane e internazionali. Il link con l’immagine originale è:  http://bit.ly/2p3wIp1. La soluzione la trovate a questo link: http://bit.ly/2pf0qHG

Gnammo: “Si alla legge sull’home restaurant, ma senza limitazioni alla sharing economy”

 

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“È positivo che l’AGCM rilevi gli stessi limiti che Gnammo aveva evidenziato lo scorso gennaio, in seguito all’approvazione della legge sull’home restaurant alla Camera”. Così Cristiano Rigon, founder di Gnammo, la principale piattaforma di social eating in Italia, commenta il parere dell’Autorità garante della concorrenza e del mercato /di cui SocialEconomy ha scritto qualche giorno fa,  che si è espressa sul disegno di legge A.S. n. 2647, sulla “Disciplina dell’attività di home restaurant”. “La nuova normativa contiene alcuni punti che limitano fortemente la sharing economy – prosegue Rigon – così come lo stesso Garante ha sottolineato, riportando l’invito della Commissione Europea a favorire lo sviluppo di un’economia collaborativa, capace di creare nuove opportunità, sia per i consumatori sia per gli operatori. Ciò nonostante, ci sono alcuni punti che ci vedono distanti dalla valutazione dell’AGCM”.  Secondo il fondatore di Gnammo “Va considerato che la sharing economy, e il proprio potenziale, esistono unicamente grazie alla tecnologia: la crescita e la diffusione del fenomeno si poggia sulla viralità e sui nuovi sistemi digitali/elettronici. E’ grazie all’innovazione tecnologica che piattaforme come AirBnb o Blablacar, ma anche Gnammo stesso, hanno potuto svilupparsi ed espandersi, attraverso un passaparola ‘virtuale’ che si è tradotto in risultati concreti e positivi. Per questo – afferma Cristiano Rigon – ritengo che l’utilizzo delle piattaforme digitali per l’esercizio dell’attività di home restaurant non rappresenti tanto un limite, quanto piuttosto un’opportunità di promozione e pubblicità che altrimenti non avrebbe se rimanesse confinata tra le mura domestiche di una casa privata. Al contrario, la piattaforma e quindi internet sono l’unica via che hanno gli home restaurant per ottenere visibilità”. Riguardo all’obbligo imposto dalla legge di pagare la prestazione esclusivamente online “Riteniamo che la trasparenza sia un aspetto fondamentale. La tecnologia facilita la tracciabilità delle transazioni, allontanando i ‘furbi del contante’ e lo spauracchio del ‘è tutto fatto in nero’. È bene ricordare – sottolinea Cristiano Rigon – che l’home restaurant è un’attività destinata al privato cittadino, non all’imprenditoria: non si può pensare che lo stesso sostenga un rischio d’impresa, dove l’impresa non esiste. Riteniamo pertanto corretto che l’utente possa disdire anticipatamente, entro certi limiti temporali, la propria prenotazione, ed allo stesso tempo che il fornitore del servizio sia tutelato, non avendo magazzino, dall’aver fatto acquisti che poi non riuscirebbe a smaltire. Questo anche nell’ottica di ridurre lo spreco di cibo che si genera con il cosiddetto “no show”. Quanto all’osservazione fatta dal Garante rispetto ai limiti sui proventi che la legge va a imporre “Gnammo è assolutamente concorde anche se su basi differenti – afferma Rigon – Occorre precisare che detti limiti risulterebbero incostituzionali laddove si andasse ad inquadrare l’attività come libera impresa, cosa che la legge non va a toccare. Va ricordato che la definizione stessa di home restaurant inquadra l’attività come non professionale, e quindi fuori dai canoni propri di un’impresa, dove fondamentali sono i numeri di crescita ed il rischio che tutto ciò comporta. Per questo sosteniamo con forza che non si debbano avere limiti sul fatturato, per consentire agli operatori di valorizzare prodotti della tradizione e del territorio senza dover stare attenti al “costo del cibo”. Crediamo invece opportuno ragionare sul porre dei confini, anche numerici, così come è stato fatto a suo tempo per le attività di B&B, proprio al fine di ribadire che si sta normando un’attività non professionale, senza che questi siano di freno alla crescita del settore”.
Gnammo si trova, invece, concorde con l’AGCM nel sostenere che l’articolo 5 comma 3 del DDL in oggetto sia da riformulare. “Sarebbe positivo – dichiara Cristiano Rigon – se i B&B potessero ampliare la propria offerta, includendo quella ristorativa. Tuttavia occorre ricordare che già oggi, a prescindere da questa normativa, i regolamenti regionali sul turismo vietano questa possibilità, proprio per garantire equilibrio tra quelli che sono gli adempimenti cui devono sottostare alberghi ed hotel e le poche regole che hanno i B&B, in virtù dei loro limiti tra cui questo. Crediamo sia opportuno andare a precisare meglio il comma, per cui Gnammo aveva già fatto una proposta di emendamento che andava ad escludere, per tali soggetti, la possibilità di effettuare eventi di social eating in via esclusiva per gli ospiti del B&B o Affittacamere. Riteniamo infatti – conclude Rigon – che, in linea con quanto suggerito dalla commissione europea, occorra tutelare la crescita della sharing economy e quindi consentire a chi utilizza ad esempio piattaforme come Airbnb per affitti a breve termine di poter proporre anche eventi di social eating, unendo così l’opportunità di home sharing con quella del food sharing”.

Da oggi con Google Maps si possono condividere i propri luoghi preferiti [VIDEO]

A partire da oggi su Google Maps è possibile creare elenchi di luoghi e condividerli con i propri amici. Il tutto avviene senza mai uscire da Maps (sia su Android sia su iOS). Ad annunciare la novità sharing è la stessa Google tramite un post pubblicato sul proprio blog. Per condividere i propri luoghi preferiti basta aprire l’app Google Maps e , dopo aver individuato il luogo prescelto, selezionare l’icona “Salva” e aggiungerlo a uno degli elenchi preimpostati sull’app, ad esempio “Da visitare” e “Preferiti”. Visto che anche per Google condividere è importante la condivisione degli elenchi è stata resa molto agevole e può avvenire via messaggio, email, social network e attraverso le app di messaggistica più usate. Gli elenchi che si deciderà di salvare saranno sempre con voi all’interno delle mappe di Google e visibili sia da dispositivo mobile che da desktop anche in assenza di connessione.  Google ha reso disponibile su YouTube un video in cui viene spiegato passo dopo passo come è possibile salvare e condividere i propri luoghi del cuore.

Car2go lancia la campagna #sharekindness e invita i suoi utenti a condividere un buon gesto 

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Foto da Blog Car2Go


Arrivati alla fine del 2016, il team social media di Car2go ha pensato di creare un pò di “positività di fine anno” sui propri canali. Con la campagna #sharekindness, la più grande community di car sharing al mondo viene invitata a compiere un atto di gentilezza e a diffonderlo in reteL’intera campagna è incentrata sull’idea di ispirare il maggior numero di iscritti a dedicarsi al prossimo, cercando di fare qualcosa di buono per gli altri e allontanare così insieme il “brutto” del 2016. Alcuni studi hanno dimostrato compiere buone azioni non solo aumentano la felicità delle persone e aiutano a mantenersi in buona salute, ma spronano anche gli altri a compiere azioni simili.  La campagna #ShareKindness, che durerà fino a fine dicembre, si sviluppa attraverso diversi canali, affinché il maggior numero di utenti e appassionati di social network trovi il modo di partecipare all’iniziativa. L’obiettivo è scatenare un effetto domino di collaborazione umana a livello mondiale, con il maggior numero possibile di “Random Acts of Kindness”. La società di car sharing (l’affitto temporaneo di auto tipico della sharing economy) ha programmato diverse global actions: sia online – in cui si invita la community a condividere la propria citazione preferita o a comportarsi civilmente quando si è alla guida – sia  offline con iniziative portate avanti dal team di Car2go. Un esempio di tale tipo di azioni è un bigliettino lasciato sul parabrezza della Car2go.  Ma le iniziative non si fermano qui: i vari paesi Car2go hanno preparato anche alcune iniziative locali. Così in caso di pioggia o neve ad alcuni fortunati utenti potrà capitare ad esempio di ricevere un passaggio dal team di Car2go e di essere accompagnati a casa gratuitamente; parte dello staff travestito da elfo natalizio si è nascosto all’interno di alcune Car2go e ha sorpreso gli utenti a inizio noleggio. La particolarità di questo evento sta anche nella gestione collettiva dei contenuti, superando così i confini nazionali. Alla campagna infatti partecipano Spagna, Italia, Olanda, Germania, Austria, Usa e Canada paesi in cui la celebre società diventa famosa per le sue Smart ha attivo il proprio servizio di car sharing. È Car2go stesso, pioniere del car sharing free-floating, a partecipare attivamente alla campagna con piccoli gesti nei confronti dei suoi utenti: regali inaspettati come voucher per concerti, fitness tracker o altri gadget tecnologici, oppure un passaggio gratuito. Inoltre, come gran finale, verrà prodotto un video con le migliori campagne realizzate per continuare a diffondere l’importante messaggio.
“Ogni nostro utente, che condivide le auto Car2go anziché utilizzare la sua auto privata, contribuisce a rendere le nostre città più vivibili. Sommando tutti questi contributi, la nostra community, di oltre due milioni di persone in tutto il mondo, fa la differenza. Vogliamo sfruttare questo potenziale per essere ancora più uniti durante il periodo natalizio e per far felici quante più persone possibile”, spiega Olivier Reppert, CEO di Car2go Group GmbH. Raphael Stange, CMO aggiunge: “Il tanto citato slogan “Sharing is caring” non viene usato senza ragione, anzi è saldamente radicato nel nostro DNA e si manifesta nella condivisione dei nostri veicoli. Pertanto, la campagna natalizia #ShareKindness ci sta particolarmente a cuore”.“Think globally, act locally” recita un noto detto. Come reagiranno le community dei diversi Paesi Car2go alla “call to action”? Per scoprirlo basta andare sulla pagina Facebook e scoprilo. Eccone un esempio

https://m.facebook.com/story.php?story_fbid=890902884378880&id=179873022148540&__tn__=C

In USA arrivano le gift card Uber

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Foto Uber

Il Natale si avvicina e anche la sharing economy pensa ai regali da mettere sotto l’albero. Uber, la celebre piattaforma di ride sharing, ha, infatti, messo in vendita sul proprio sito web delle gift card che a pieno titolo possono rientrare nella categoria “regali utili”. Le carte prepagate da regalare ai propri cari sono disponibili in quattro tagli (25,50,100 e 200 dollari USA)  e possono essere utilizzate da chi li riceverà sia per pagare le corse Uber sia per acquistare cibo tramite la piattaforma di food delivery UberEATS. Le carte possono essere utilizzate in tutte le città USA in cui Uber è attivo e non hanno scadenza o commissioni. Oltre che online, le carte regalo sono in vendita negli Stati Uniti in oltre trentacinque mila rivenditori tra ciu i punti di vendita di Kroger, Target e Wal-Mart. Le carte acquistabili tramite il sito web possono essere personalizzate sia nella grafica (si può anche inserire una foto propria) sia attraverso l’inserimento di un messaggio di auguri. Una volta acquistata si potrà poi scegliere l’invio al destinatario tramite mail oppure una formula di printing at home. Delle gitft card esiste, infine, anche la versione business (con tagli che arrivano fino a 500 US$) riservata alle aziende che vogliono regalare ai propri dipendenti un dono all’insegna della sharing economy.

Oggi è l’undicesimo Cyber Monday, ecco com’è nata la festa dell’eCommerce 


Oggi il mondo dell’eCommerce celebra il Cyber Monday. Ma com’è nato il Cyber Monday? In pieno spirito di sharing knwoledge, vi raccontiamo le origini di questa ricorrenza commerciale, fatta di sconti e promozioni. Il giorno, la cui data varia tutti gli anni, coincide con il lunedì successivo al Thanksgiving, il giorno del ringraziamento negli USA. Il termine fu coniato da Ellen Davis, Senior Vice President della National Retail Federation, la più grande associazione US di retailer.
Tutto ebbe inizio nel 2005 con un comunicato stampa di Shop.org dal titolo Cyber Monday Quickly Becoming One of the Biggest Online Shopping Days of the Year. Nel comunicato si scriveva – in riferimento al 2014 – che “Il 77% dei rivenditori online dichiaravano che le vendite aumentavano notevolmente il Lunedi dopo il Giorno del Ringraziamento”. Sempre nel 2005 il The New York Times scrisse: “Il nome Cyber ​​Monday nasce dalla constatazione che milioni di americani…freschi di un weekend di Thanksgiving passato a guardare le vetrine, il lunedì si connettevano a internet dal luogo di lavoro acquistando ciò che gli era piaciuto”. In questi 10 anni l’importanza del lunedì cibernetico, che segue di quarantott’ore il Black Friday, è progressivamente aumentata in concomitanza con la crescita degli acquisti online. Il fenomeno nato, quindi, oltreoceano sta prendendo campo anche in Europa, ogni anno infatti aumentano i merchant che offrono sconti e promozioni. In Italia a portare il Black Friday nel 2010 fu ePrice e da allora ogni anno “viene cancellato il record del precede”. Nel 2015, secondo i dati diffusi da Idealo, nel Cyber Monday l’incremento percentuale di traffico rispetto alle tre settimane precedenti e successive è stato del 40%. Sempre secondo Idealo le categorie di prodotti più ricercate nel 2015 sono state per lo più legate al settore tecnologico e, in dettaglio, a riscuotere il maggiore interesse sono stati console di gioco, robot da cucina, notebook, TV LED, obiettivi, fotocamere, smartphone, ultrabook e smartwatch. Secondo i dati elaborati da Adobe, nel lunedì dedicato allo shopping su internet, negli USA le vendite online hanno toccato nel 2015 il nuovo massimo storico giornaliero con 2,98 miliardi di dollari spesi.  Rispetto al 2014 si è, quindi, registrato un incremento del 12%. Chissà se in questo giorno iniziato da poco si supererà la fatidica quota dei US$ 3 miliardi. Al momento da parte degli operatori della sharing economy non si registrano promozioni e sconti. Nascerà in futuro un giorno della scontisisca per l’economia della condivisione o nei prossimi anni questi player, che vivono nell’online,  si uniranno ai big dell’eCommerce?