Nasce a San Francisco la startup per condividere il cortile della propria casa 


La sharing economy, che sta modificando le abitudini di consumo facendoci passare dal concetto di proprietà a quello di uso condiviso, si arricchisce ogni giorno di nuove startup che mettono al centro del proprio business un bene che può essere utilizzato senza esserne proprietari. L’ultima novità che arriva da San Francisco si chiama Nookzy ed
è stata definita dal San Francisco Chronicle “la Airbnb dei cortili”. Nookzy è una piattaforma peer to peer, fondata da Justin Almeida e Eric Rogers, in cui gli host mettono a disposizione dei propri guest il cortile, la veranda, il tetto, la sauna o la vasca idromassaggio della propria abitazione. I guest possono decidere di prendere in affitto gli spazi esterni delle case da un minimo di mezz’ora a un massimo di 8 ore. Nookzy sta testando in questi giorni il proprio servizio in alcune abitazioni della capitale della California e a Oakland e sta invitando i cittadini a condividere i propri spazi esterni con l’obiettivo di far sviluppare rapidamente la propria piattaforma. 

Beyoncé ha scelto una villa Airbnb per trascorrere il weekend del Super Bowl

  

 La rosa dei personaggi celebri che ripone fiducia nella sharing economy continua a aumentare. L’ultimo V.I.P. in ordine cronologico a farlo è stata Beyoncé che per il week end del Super Bowl ha scelto una abitazione su Airbnb. A rivelarlo è stata la stessa cantante che sulla sua pagina Facebook ha postato una fotografia che la ritrae su un divano accompagnata dalla frase “It was a Super weekend Airbnb”. Secondo quanto riportato dal sito USA Mashable la cantante, che è stata protagonista indiscussa dell’half time show dell’evento sportivo statunitense più importante del 2016, ha scelto una villa a Los Haltos Hills con piscina, vista mozzafiato sulla baia di San Francisco e sulla Silicon Valley, SPA e altre amenità. Il costo stando a quanto si può leggere su Airbnb è di US$ 10.000 a notte.

Firenze è la prima città d’Italia in cui Airbnb riscuoterà la tassa di soggiorno per conto del Comune. Previsti €10 milioni di introiti per le casse pubbliche

  
È stato siglato tra il Comune di Firenze e Airbnb, una delle principali società della sharing economy, un accordo per la riscossione dell’imposta di soggiorno. Alla firma del protocollo d’intesa con la piattaforma di home sharing in forte crescita anche a Firenze, oltre al sindaco Dario Nardella erano presenti il Country Manager Airbnb Italia Matteo Stifanelli, l’assessore allo Sviluppo economico e turismo Giovanni Bettarini e l’assessore al Bilancio Lorenzo Perra. “Questo accordo è un passo in avanti molto concreto e assolutamente innovativo – ha detto Nardella – È l’esperienza più avanzata in Italia tra una città ed Airbnb, il colosso della sharing economy nel campo turistico per le locazioni online. Finalmente abbiamo degli strumenti che da un lato ci consentono di prevedere entrate maggiori grazie all’imposta di soggiorno che pagheranno anche questi soggetti e dall’altro di avere un osservatorio molto articolato sulla città, visto che si parla di 7.500 operatori. Un accordo – ha proseguito il sindaco – che tiene conto della sostenibilità, del turismo della nostra città e della sfida della legalità affinché tutti i soggetti che operano in questo settore abbiano regole chiare”.

“Abbiamo firmato un accordo che prevede alcuni impegni molto importanti sia sul piano dell’informazione che dell’imposta di soggiorno – ha detto Bettarini – Tutti gli host riceveranno dalla piattaforma le informazioni sulla città e sugli obblighi previsti in materia di imposta di soggiorno, ma non solo: Airbnb si impegna a fare da collettore dell’imposta, gestendone direttamente la riscossione non appena si definiranno alcuni aspetti della normativa regionale. Siamo i primi in Italia a farlo prevedendo nell’accordo il collect and remit, che avviene per ora solo in alcune grandi città come Parigi, San Francisco e Amsterdam. Secondo i dati di Airbnb – ha proseguito Bettarini – a Firenze sono attivi 7500 host, che noi valutiamo in un introito di circa 10 milioni di euro per il Comune. Si tratta per l’84% di operatori con uno o due appartamenti, che quindi svolgono questa attività in modo assolutamente non professionale. Con loro è fondamentale instaurare un rapporto di informazione, trasparenza e lealtà reciproca”.

“Il Comune di Firenze ha dimostrato di comprendere appieno il valore della sharing economy e l’unicità dell’esperienza offerta dagli host locali – ha detto Stifanelli – E’ per questo che l’accordo di oggi per semplificare e rendere più trasparente la tassa di soggiorno è stato per noi un passo naturale. Ma è soltanto l’inizio di una collaborazione che ci vedrà presto impegnati a sostegno della città anche su temi fondamentali come la decentralizzazione e la promozione di un turismo sostenibile. Vogliamo aiutare a far conoscere al mondo la vera Firenze, dare la possibilità affinché i viaggiatori possano apprezzare appieno l’incredibile ospitalità dei fiorentini, sentendosi a casa”. 

Tre gli obiettivi della collaborazione contenuti nell’accordo: semplicità e chiarezza per la tassa di soggiorno, informazione agli host sulle regole della home sharing, promozione di un turismo sempre più responsabile. Airbnb si impegna a lavorare insieme al Comune di Firenze per attivare un processo semplice di riscossione automatica delle tasse turistiche per conto della community e ad informare gli host della tassazione vigente, anche promuovendo le linee guida ufficiali del Comune. Attraverso la piattaforma Airbnb saranno inoltre fornite informazioni ai visitatori su come essere ‘buoni ospiti’ di Firenze.

In base all’accordo, il Comune di Firenze si impegna, tra le altre cose, a promuovere il rispetto delle norme, rendendole chiare e facili da applicare e a proporre un tavolo inter-istituzionale con la Regione Toscana e Airbnb, in vista della prossima revisione della legge regionale in materia di turismo, per favorire modifiche in linea con il nuovo contesto internazionale. 

Tra le finalità anche quella di sviluppare nuove pagine istituzionali dedicate ai potenziali utenti dell’home sharing, fornendo informazioni generali e includendo link alle norme rilevanti, in modo da aiutare chi vuole concedere in locazione i propri appartamenti a Firenze.

Quello siglato tra il Comune di Firenze e Airbnb è un accordo che mostra chiaramente la direzione che, soprattutto a livello internazionale, molti amministratori locali hanno intrapreso: la sharing economy oltre a rappresentare una possibilità di guadagno extra per molti cittadini lo è anche per le casse comunali. Come SocialEconomy vi ha raccontato qualche mese fa, ad esempio, il sindaco di Jersey City sta portando avanti una iniziativa simile a quella di Firenze stimando per il Comune US$ 1 milione di entrate all’anno. 

La Sharing economy arriva sui piccoli schermi: ecco il documentario firmato da Alexandra Pelosi

 

San Francisco 2.0 – HBO

 
Alexandra Pelosi, giornalista e regista già vincitrice con “In viaggio con George” di un Emmy award nonché  figlia della leader dei democratici USA Nancy, ha portato sui piccoli schermi americani la sharing economy e l’impatto che l’economia della condivisione sta avendo su San Francisco. La città californiana è sempre stata storicamente la capitale d’America della counterculture e per questo ha attirato in epoche diverse attivisti, progressisti e pionieri di ogni genere. Con l’inizio della corsa all’oro digitale, i giovani membri dell’élite tecnologica mondiale stanno ora affollando la West Coast per fare fortuna, e questa nuova forma di ricchezza sta costringendo San Francisco a reinventarsi. Alexandra Pelosi ritorna, quindi, nella sua città natale per documentare – anche attraverso il racconto di alcune delle figure chiave della città – ciò che il boom tecnologico ha in serbo per la citta più progressista degli USA. La Pelosi nel suo film indaga su come le nuove forme dell’economia stanno modificando radicalmente la città della Baia. Questo cambiamento è visibile in modo più acuto in luoghi come Mission District, quartiere dove la comunità di immigrati che ha vissuto per decenni è stata sradicata. Il documentario San Francisco 2.0 di cui Alexadra Pelosi è regista è stato prodotto da HBO, una delle emittenti televisive via cavo più popolare negli Stati Uniti. Alla sua realizzazione hanno lavorato gli editor Phillip Schopper e Angela Gandini e per HBO la senior producer Lisa Heller e l’executive producer Sheila Nevins.

Virgin America inaugura i voli low cost per le Hawaii e sigla partnership con Airbnb

foto: Virgin America

foto: Virgin America

Virgin America, la celebre compagnia aerea low cost di cui Sir Richard Branson’s Virgin Group è azionista di minoranza, e Airbnb, uno dei massimi attori della sharing economy, hanno annunciato di aver sottoscritto una partnership. Con l’accordo siglato, i membri Virgin Elevate, il programma fedeltà della compagnia aerea simile al programma Millemiglia di Alitalia o al Miles&More di Lufthansa, potranno guadagnare punti per i soggiorni effettuati presso alloggi Airbnb. L’intesa, che segue quella siglata dalla stessa Airbnb con American Express, conferma quindi la volontà della società di home sharing di volersi conquistare le simpatie da parte dei clienti business anche attraverso accordi con primarie società.  Nel dettaglio, i membri di Virgin Elevate per la prima prenotazione effettuata su Airbnb riceveranno 1.500 punti e 20 US$ di credito da spendere sul marketplace di Airbnb. Per chi invece è gia cliente Airbnb e per tutti i soggiorni successivi al primo i frequent flyer Virgin riceveranno un punto per ogni dollaro speso sulla piattaforma di home sharing. I membri Virgin Elevate che invece decideranno di diventare host Airbnb riceveranno 20.000 punti a titolo di benvenuto. L’accordo tra le due società è stato annunciato in occasione del nuovo volo diretto San Francisco – Honolulu (Hawaii). Sempre dalla West Coast a partire dal 3 dicembre Virgin America, compagnia aerea USA separata da Virgin Atlantic, inaugurerà una nuova rotta la San Francisco – Maui. La compagnia aerea che da sette anni consecutivi, a partire dal 2007, è nominata “Best U.S. Airline” ai Condé Nast Traveler Readers’ Choice Awards e “Best Domestic Airline” ai Travel + Leisure World’s Best Awards, per collegare i propri passeggeri dalla Bay Area alle Hawaii utilizzerà un nuovo Airbus 320. Le Hawaii nel 2014, con 3,2 milioni di visitatori, sono state la prima destinazione turistica dalla West Coast. 

Gli USA confermano la propria leadership nella sharing economy. In Europa è Londra la capitale dell’economia della condivisione

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Gli Stati Uniti confermano la propria leadership a livello mondiale nel settore della sharing economy. A dirlo, come riportato dal Telegraph e da TechCityNews, è uno studio realizzato da JustPark – società britannica che consente la condivisione parcheggi privati – che ha analizzato la nazionalità delle principali realtà dell’economia della condivisione. Gli USA, con in testa le città di San Francisco e New York, sono il Paese in cui ha sede oltre la metà delle 865 start-up sharing prese in esame. In Europa il primato spetta al Regno Unito, patria del 10% dei player globali della sharing economy. A livello di capitali europee, come facilmente immaginabile, a spiccare è Londra che “ospita” 72 società sharing. Questo dato rende quindi la cittá del Big Ben la capitale europea dell’economia condivisa. Come emerge dalla mappatura realizzata dal Telegraph, le altre città del vecchio continente che inseguono Londra in questo primato sono nell’ordine Parigi, Madrid, Berlino e Amsterdam. La ricerca evidenzia oltre al dato della nazionalità la rapida crescita dell’economia della condivisione nel corso degli ultimi anni, rivelando che oltre la metà delle aziende sono state fondate nel 2013 o successivamente. Secondo uno studio realizzato da Price Waterhouse che SocialEconomy vi ha raccontato alcuni mesi fa, le stime di crescita in UK della sharing economy sembrano essere molto solide: i ricercatori di PWC prevedono, infatti, che le società UK dell’economia condivisa nel 2025 potranno arrivare a generare un fatturato complessivo di di 15 miliardi di US Dollari. A livello mondiale le stesse previsioni parlano, invece, di revenues totali al 2025 pari a US $ 335 miliardi.