Nasce WOW FI, il Wi-fi in sharing per navigare gratis dovunque

 

Fastweb

 
In pieno spirito di sharing economy, Fastweb lancia la community dedicata a tutti i propri clienti. Il suo nome è WOW FI e consente a ogni i cliente dell’operatore TLC di navigare in Wi-fi anche fuori dalla propria abitazione in modo totalmente gratuito “sfruttando” la rete di altri clienti della compagnia telefonica che decideranno di condividere la propria connessione dati. WOW FI è attualmente disponibile automaticamente e gratuitamente nelle città di Monza, Livorno, Ancona, Brescia, Verona, Pescara, Bergamo, Padova, Varese, Bari, Busto Arsizio, Legnano, Pisa, Reggio Emilia, Palermo, Catania, Como, Modena e Venezia. Da dicembre il servizio sarà disponibile anche a Milano. Per quanto attiene al funzionamento Fastweb provvederà a integrare sui modem dei propri clienti un nuovo segnale Wi-Fi (SSID), indipendente dalla rete domestica principale è che non andrà a intaccare la potenza della propria connessione domestica.
In questo modo, i modem diventeranno un hotspot per gli altri clienti Fastweb della città che si trovano in prossimità di questo segnale.
Ai membri della community WOW FI basterà selezionare la rete denominata “WOW FI – FASTWEB” tra le reti wireless disponibili sul proprio dispositivo mobile per connettersi in Wi-Fi senza nessun costo aggiuntivo. La password per accedere alla community verrà inviata direttamente da Fastweb tramite SMS e dovrà essere inserita soltanto al primo accesso.
Quando l’abbonato Fastweb sarà nella propria abitaziobe continuerà a utilizzare tutta la velocità della propria linea senza limitazioni. WOW FI è stato progettato per garantire completamente la sicurezza e la privacy della tua linea.
Quando, invece, il cliente Fastweb si troverà fuori casa potrà sfruttare tutti i vantaggi del Wi-Fi senza costi aggiuntivi, riuscendo così a limitare il consumo dati del cellulare.
Per accedere a WOW FI baserà effettuare la ricerca delle reti wireless disponibili dal dispositivo mobile e selezionare la rete WOW FI – FASTWEB.

Sul sito di Fastweb è possibile accedere alle guide (per terminali IOS, Android e Windows) per configurare il proprio smartphone o tablet. 

WOW FI (video) https://youtu.be/FaCvIpiMz8A

Dal 4 dicembre a Londra arriva UberPool

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Uber

Uber ha annunciato che dal prossimo 4 dicembre nella capitale inglese partirà il servizio UberPOOL. Con questo servizio gli utenti del colosso della sharing economy potranno decidere di condividere l’auto Uber (con driver Uber) prescelta con altri utenti Uber che vanno nella stessa direzione.

Con UberPOOL i vantaggi sono molteplici: minore congestione di auto e quindi minori emissioni di CO2, vantaggi per i driver che potranno prendere più corse contemporaneamnte e costi minori per i clienti. Uber, infatti, stima un risparmio medio per utente del 25% rispetto agli altri servizi forniti dalla società californiana di ride sharing.

UberPOOL sarà attivo in Central London e all’aereoporto di Heatrow. La capitale UK, si aggiungerà quindi alle città di Cina, India e USA in cui Uber ha messo a disposizione dei propri utenti questo servizio. In Europa al momento unica città in cui è disponibile UberPOOL è Parigi.

 

Ultimo weekend per Junior BikeMi, ripartirà in primavera

  

Quello appena iniziato sarà l’ultimo fine settimana, prima della pausa invernale, di Junior BikeMi. Il servizio gratuito di bike sharing dedicato ai più piccoli inaugurato a settembre in piazza Castello sarà a disposizione, infatti, fino a domenica 29 novembre. Il riavvio è previsto per la prossima primavera. Nei 9 weekend di attività circa 250 bambini – piccoli sostenitori involontari della sharing economy– hanno approfittato delle 21 bici BikeMi in condivisione per girare e divertirsi all’interno del Parco Sempione.
“Sospendiamo il servizio per i mesi più freddi – ha spiegato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran, ma con la bella stagione riprenderemo. Anche i più piccoli hanno dimostrato di apprezzare un servizio che ormai è diventato a tutti gli effetti un’alternativa di mobilità per molti cittadini. Per questo stiamo continuando ad ampliare il sistema, aprendo nuove stazioni in tante zone della città”.

BikeMi continua a crescere

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BikeMi, il servizio di bike sharing del Comune di Milano continua a crescere. In totale negli ultimi 7 giorni sono sei le nuove stazioni aperte in una settimana. Le nuove postazioni, che sono localizzate in Murat-Villani, Piazzale Nizza, Goffredo da Bussero-Fulvio Testi, Suzzani-Arezzo, Piazza Ospedale Maggiore, Ca’ Granda M5- Fulvio Testi, portano a quota 263 il numero complessivo delle stazioni. Quello in arrivo sarà, invece, l’ultimo fine settimana in sella alle junior bike prima della pausa invernale. Il servizio gratuito di bike sharing dedicato ai più piccoli inaugurato a settembre in piazza Castello sarà a disposizione, infatti, fino a domenica 29 novembre e tornerà in primavera. Nei 9 weekend di attività, circa 250 bambini hanno approfittato delle 21 bici in condivisione per girare e divertirsi all’interno del Parco Sempione. Insieme al numero delle stazioni, continua a crescere quello di abbonati e utilizzi a conferma quindi che Milano è in Italia la città leader in tema di sharing economy. Ad oggi sono 43.568 le tessere annuali attive, mentre dall’inizio del 2015 si sono registrati ben 2.865.309 prelievi, con picchi di 15mila utilizzi al giorno. Anche ieri, 25 novembre, nonostante il clima rigido, si sono superati gli 11 mila utilizzi.

Uber lancia a Roma la Linea U, la mobilità partecipativa per il Giubileo

  
Uber, uno dei principali attori della sharing economy ha annunciato il lancio a Roma della “Linea U”, l’esperimento di mobilità partecipativa pensato per il Giubileo.
Accedendo al sito www.linea-u.it tutti gli utenti potranno contribuire in prima persona alla creazione della nuova linea straordinaria che servirà la Capitale a partire dal prossimo 10 dicembre.
Partecipare alla realizzazione della Linea U è facile e veloce. Basta accedere a www.linea-u.it, effettuare il login ed iniziare a progettare la propria linea ideale scegliendo le fermate desiderate. Al termine della creazione verrà immediatamente generata una mappa con la propria linea ideale, pronta per essere condivisa.
Le fermate più richieste diventeranno parte del percorso della Linea U che Uber si impegna a realizzare in sole due settimane.
In questo modo sarà possibile creare un numero infinito di linee e combinazioni. Ci sarà tempo fino al 9 Dicembre per scegliere la propria linea e condividerla con i propri contatti per invitarli a partecipare.
Bastano pochi click, quindi, per realizzare il sogno di avere una fermata proprio sotto casa. Fermata dopo fermata si potrà quindi scegliere il percorso che collegherà  quartieri, vie e piazze della capitale. 
Uber, quindi parte da Roma con quest’operazione di crowdsourcing che non è altro che una risposta concreta alle esigenze di mobilità dei cittadini. Questo esperimento straordinario racconterà a tutti coloro i quali visiteranno la Capitale le potenzialità della piattaforma Uber tramite un nuovo prodotto popolare e accessibile che vuole presentarsi come alternativa complementare al trasporto pubblico romano. Una volta che gli utenti avranno definito il percorso il servizio verrà reso disponibile agli utenti Uber che tramite la propria app potranno pagare (a un prezzo fisso) questo servizio di mobilità condivisa. 
Stando a quanto scritto da Uber nel proprio blog il progetto avrà una durata temporanea, ma potrebbe diventare una realtà permanente se in Italia venissero recepite le recenti indicazioni in materia di regolamentazione auspicate dall’Autorità dei Trasporti e dall’Autorità Garante della Concorrenza che SocialEconomy vi ha raccontato nei giorni scorsi

Al via il crowdfunding civico del Comune di Milano

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E’ stato pubblicato il primo bando del Comune di Milano per selezionare i progetti destinati a essere finanziati attraverso il crowdfunding, il finanziamento collettivo della sharing economy, civico: i progetti che verranno selezionati, e che dovranno dimostrare di avere un “alto impatto sociale”, verranno inseriti sulla piattaforma Eppela e potranno accedere al cofinanziamento del Comune (fino ad un massimo di 50mila euro) se riusciranno a catalizzare l’attenzione (e le donazioni) dei cittadini milanesi. Il termine di consegna fissato dal bando è il 31 dicembre 2015.  Il cwowdfunding civico era stato annunciato dagli assessori Cristina Tajani (Politiche del lavoro e sviluppo economico) e Pierfrancesco Majorino (Politiche sociali) in occasione della Collaborative Week.  “Con l’avvio di questa piattaforma vogliamo sostenere le idee d’impresa attraverso un approccio condiviso che sostenga le giovani start up, le nuove realtà produttive nonché l’emergente modello di economia condivisa con una occhio particolare ai progetti d’innovazione sociale, che pongono la persona al centro” –  hanno sostenuto i due assessori che proseguono – : “Grazie a quest’azione di crowdfunding i progetti innovativi ad alto contenuto sociale avranno un’opportunità reale per finanziarsi ed emergere, oltre a favorire lo sviluppo di una città che guarda al futuro in maniera solidale, inclusiva e innovativa”. L’iniziativa di crowdfunding civico prevedrà un avvio sperimentale, per un periodo di 18 mesi, e potrà contare su un contributo dell’Amministrazione comunale di 400mila euro volto a sostenere idee e i progetti di persone e organizzazioni che mirano a incentivare l’avvio di processi di finanziamento “dal basso e condivisi”. Progetti e idee che potranno spaziare dallo sviluppo di una città più accessibile, grazie alla rimozione delle barriere tangibili e intangibili per soggetti con fragilità psico-fisiche, passando per l’aumento della connettività o la riduzione del digital divide sino a nuovi servizi per la cura della persone e la conciliazione famiglia-lavoro e il miglioramento della qualità della vita e progetti d’impresa sociale. I progetti che riusciranno a ottenere attraverso il crowdfunding un finanziamento almeno pari alla metà dell’importo complessivo previsto per la propria realizzazione potranno beneficiare di un contributo da parte dell’Amministrazione per la restante parte non coperta, fino ad un importo massimo di 50 mila euro per ogni singolo progetto.

 

Boat sharing: Bluewago vuole crescere anche oltre i confini italiani

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In più occasioni ci siamo occupati di boat sharing e delle Uber del mare. Accanto ai player che hanno puntato sulla sharing economy esistono realtà, di cui Bluewago è certamente quella più rappresentativa e importante, che pur avendo una componente sharing hanno preferito scegliere – per il proprio sviluppo –  il tradizionale business del tour operator declinato sulle vacanze in barca. SocialEconomy ha incontrato Nicola Davanzo, fondatore e CEO di Bluewago per approfondire il percorso della società.

Perché ha deciso alcuni anni fa di avviare un’impresa?

Per risolvere un problema di molti viaggiatori, i quali avrebbero voluto scegliere di viaggiare anche in barca a vela ma che, per difficoltà nel reperimento di informazioni e per la mancanza di un servizio efficiente e completo, non ci erano mai riusciti. Bluewago, dunque, nasce con l’intento di creare un punto di riferimento del turismo nautico dove l’offerta e la domanda di vacanze in barca si potessero incontrare in modo facile e veloce. L’idea nasce esattamente nel 2012 e si trasforma nell’ottobre 2013 in una vera e propria startup grazie al sostegno di Innovation Factory, l’incubatore di primo miglio di Area Science Park, uno dei poli tecnologici e scientifici più importanti d’Europa.

Per fare impresa in Italia secondo lei è necessario seguire l’istinto?

L’istinto è uno strumento che in determinate condizioni e situazioni si può rivelare utilissimo, questo però va accompagnato da una precisa e attenta organizzazione del “sesto senso”. E’ necessario non soltanto focalizzarsi sugli obiettivi e su come raggiungerli ma è necessario preventivare ed essere pronti ad affrontare le situazioni impreviste, anche qualora si rivelino positive.

Consiglierebbe a un giovane di avviare un’impresa in italia oppure meglio fare impresa trasferendosi all’estero?

La nostra storia all’interno del sistema di crescita e sviluppo italiano è più che positivo: dopo aver ricevuto il sostegno di un incubatore d’impresa come Innovation Factory abbiamo sottoscritto un investimento di 130 mila euro grazie a Unicredit e al fondo di garanzia messo in pratica dalle efficaci politiche di sostegno del Ministero dello Sviluppo Economico. Ovviamente il sistema non è perfetto ed è ancora tanto il lavoro da svolgere, l’Italia è all’inizio di un percorso economico che nella Silicon Valley è in atto da diversi decenni ma sono certo che le possibilità per il prossimo futuro si svilupperanno nella giusta direzione e il nostro Paese possa rappresentare un’avanguardia per molti startupper.

Recentemente ha ceduto la maggioranza di Bluewago a un incubatore per 1 milione di euro. Lei ha monetizzato o l’ingresso è avvenuto in aumento di capitale? Perché ha deciso di vendere la maggioranza?

L’acquisizione di Bluewago da parte di Ventura (oggi Ven&to), divisione turistica di Venetwork l’acceleratore di opportunità produttive e finanziarie composto da oltre 50 imprenditori veneti, è arrivata in un momento particolare per l’azienda che voleva fare un salto di qualità e trasformarsi in una realtà maggiormente strutturata, ovvero un tour operator vero e proprio che veicolasse il prodotto della vacanza in barca su diversi canali, online e offline. L’ingresso di Ven&to in Bluewago è avvenuto, appunto, attraverso l’acquisizione del 51% delle quote.

Quali sono le prossime sfide che Bluewago dovrà vincere?

Da sempre abbiamo dato molta importante alle collaborazioni e alle partnership con importanti realtà imprenditoriali italiani e internazionali, diventanto uno dei motori vitali di Bluewago, utili non soltanto ai fini commerciali ma, soprattutto, di ampliamento del ventaglio delle nostre proposte e delle diverse declinazioni del prodotto mare. I prossimi step ci porteranno verso un consolidamento del canale di vendita agenziale, attivato da qualche mese, anche oltre i confini italiani. E’ nostra intenzione creare una vera e propria OLTA del mare che diventi un punto di riferimento all’interno del mercato turistico.

Nel successo di Bluewago pensa sia stato fondamentale il cambio di posizionamento da nautica a turismo?

Negli anni passati il problema di questo settore è stato proprio la mancanza di uno stretto rapporto tra nautica e turismo. L’Italia vanta oltre 7000 km di coste eppure le vacanze in barca fino a qualche anno fa erano una modalità di viaggio quasi sconosciuta. Oggi, per fortuna, anche grazie a realtà come la nostra il binomio nautica/turismo è sempre più stretto.

In Italia e all’estero ci sono tanti operatori che operano nel business di Bluewago pensa ci possa essere spazio per tutti o il mercato andrà verso un naturale consolidamento?

Il crescere di operatori è un dato molto positivo, rappresenta una domanda crescente del mercato; come per ogni altro settore il consolidamento naturale è una delle possibilità più certe.

Vi sentite parte della sharing economy o vi considerate più un operatore turistico?

Noi siamo un tour operator specializzato in un segmento di vacanza che di fatto ha in parte un’impronta di sharing economy pura, molti partner infatti sono armatori privati che per un determinato periodo dell’anno mettono a disposizione la propria imbarcazione. La parte più consistente però è formata da professionisti del settore nautico e del turismo che entrano a far parte del nostro team attraverso logiche commerciali ben strutturate, così da poter veicolare ai nostri clienti un prodotto non soltanto differenziato ma di alta qualità, con le garanzie che solo una struttura come la nostra può offrire.

Pensate che l’economia della condivisione rappresenti qualcosa in grado di supportare lo sviluppo economico del paese?

E’ un’ottimo strumento per portare avanti ancora di qualche passo lo sviluppo di diverse fette di mercato, ovviamente anche questa modalità economica è destinata ad evolversi secondo nuove logiche che rivoluzioneranno ancora una volta il nostro modo di pensare ed agire.

Uber accompagna gli ospiti alla tua festa

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Uber ha annunciato l’ampliamento, per il momento negli USA soltanto, di UberEVENTS, la piattaforma self service che consente di acquistare in anticipo un pacchetto di corse per gli invitati a un proprio evento. Dai raduni più grandi alle serate più piccole sarà quindi più semplice garatire agli ospiti di un determinato evento un servizio di trasporto rapido e efficiente.  Per utilizzare il servizio occorre registrare il proprio evento sulla piattaforma UberEVENTS del gigante della sharing economy, dopodiche l’organizzatore riceverà via mail i pass (in pratica dei codici) che potrà mandare ai propri ospiti. Gli ospiti invece una volta aperta la propria app dovranno semplicemente inserire il codice ricevuto e cosi saranno condotti all’evento.Il servizio UberEVENTS può essere utilizzato per ogni genere di evento: dai matrimoni alle conferenze, oppure da una semplice cena a un party. La scelta di rafforzare UberEVENTS giunge in un momento strategico: l’arrivo delle feste natalizie

Al via il crowdfunding per il giornale dei partigiani

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“Non abbiamo mai smesso di essere partigiani e di raccontare le nostre storie, al futuro. Oggi vogliamo farlo con Patria Indipendente online, conquistando anche lo spazio digitale”. Con queste parole si avvia la campagna social di crowdfunding, il finanziamento collettivo tipico dell’era della sharing economy,  a sostegno del periodico online dell’ANPI nazionale (Associazione Nazionale Partigiani d’Italia) Patria Indipendente, che non riceve alcun contributo pubblico. Si tratta di una campagna online per il finanziamento della rivista, tramite la richiesta a tutti i “naviganti” di una donazione, una forma di microfinanziamento dal basso. Le quote di versamento sono libere. Ma chi dona più di 25 euro avrà un riconoscimento e la qualifica di “Amico”. Un ulteriore riconoscimento e la qualifica di “Staffetta” a chi dona più di 50 euro. Al top la qualifica di “Combattente”, attribuita a coloro che versano più di 100 euro. L’obiettivo è esplicitato nel volantino che accompagna l’iniziativa: “Sostieni Patria Indipendente nella conquista dello spazio digitale”. In sostanza, la nuova frontiera della tecnologia della comunicazione. L’ANPI e la sua rivista online accettano la sfida del tempo e rilanciano: la campagna si protrarrà per tutto l’inverno e sarà sostenuta, oltre che dagli iscritti all’ANPI e dai lettori, anche da un certo numero di testimonial, personalità del mondo della cultura, dell’arte e dello spettacolo che si riconoscono nei valori ispiratori dell’associazione partigiana e del suo periodico, a cominciare dall’antifascismo. Il tutto, secondo un programma stabilito da tempo: da settembre ha iniziato le pubblicazioni Patria Indipendente online. A novembre si avvia la campagna di crowdfunding per finanziare il periodico. Nei primi mesi del 2016, col ricavato della campagna, si renderà il periodico sempre più completo, capillare ed accessibile. L’approdo di questa storia – è l’auspicio dell’ANPI – sarà la forza di uno strumento di democrazia e cultura democratica pensato con profonda passione e senso di una preziosa eredità civile: quella della Resistenza e dei combattenti per la libertà.

 

Il sito della campagna è il seguente:

Sharing economy, a Milano nasce la casa delle bici elettriche

 

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L’immobile del Comune di Milano di via Messina 50-52 diventerà il centro di ricarica per le bici elettriche di BikeMi. La Giunta comunale ha approvato nei giorni scorsi le linee guida per l’affidamento in locazione a Clear Channel, il gestore del sistema di bike sharing, dell’edificio in parte attualmente utilizzato per il deposito dei veicoli rimossi dalla Polizia Locale e in parte inutilizzato. Le operazioni di ricarica delle e-bike, che oggi vengono effettuate presso i magazzini di Clear Channel fuori Milano, verranno quindi trasferite in città, riducendo i tempi di recupero delle bici scariche dalle stazioni e di sostituzione delle batterie. Tempi ridotti per la ricarica significa tempi più rapidi per il “ricircolo”dei mezzi tra gli utenti. L’energia di ricarica verrà fornita dai pannelli fotovoltaici che verranno posati da Clear Channel sul tetto del palazzo.  Il contratto, della durata di 15 anni, prevede un canone annuo iniziale di 21.000 euro e l’impegno di Clear Channel, che condividerà gli spazi con la Polizia Locale e con il deposito dei veicoli rimossi, ad attuare a proprie spese un progetto di ristrutturazione dell’immobile, oltre alla manutenzione straordinaria e l’adeguamento igienico e tecnologico. In particolare la società dovrà rifare il tetto e dotarlo di pannelli fotovoltaici, realizzare uno spogliatoio per la Polizia Locale, una recinzione di separazione fra lo spazio Bikemi e lo spazio deposito veicoli rimossi, prevedere l’apertura di un nuovo cancello con passo carraio su via Calvino per evitare di entrare in conflitto con le altre attività svolte nello stabile.

“Il futuro delle grandi città è necessariamente a impatto zero – ha detto l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran -. La diffusione dei mezzi ecologici è uno dei campi in cui in Italia possiamo e dobbiamo fare ancora molto. A Milano i cittadini hanno sviluppato una forte sensibilità alle tematiche ambientali, lo dimostrano anche il successo delle bici e delle auto elettriche in condivisione. Per questo penso che la nostra città possa essere, ancora una volta, il luogo in cui le cose accadono prima che altrove. Anche questa volta possiamo diventare laboratorio di una mobilità a zero emissioni”.

Oltre alle 1.000 biciclette elettriche di BikeMi, utilizzate in media 55mila volte al mese, Milano può contare sulle 250 auto elettriche in sharing (saranno 1.000 entro il 2016) di Share’ngo, che ha recentemente preso in affidamento anche le 27 isole digitali e dei relativi 130 punti di ricarica e conta ad oggi oltre 7.000 utenti. Inoltre, Milano partecipa insieme ad altre 7 città europee (Londra, Madrid, Lisbona, Amsterdam, Rotterdam, Oslo e Stoccolma) al progetto europeo Fr-EVue (Freight Electric Vehicles in Urban Europe), che promuove l’uso di veicoli elettrici per la consegna delle merci nei grandi centri urbani. All’interno di questo progetto si sta sperimentando un servizio di consegna di prodotti farmaceutici destinati alle farmacie ed ospedali presenti in Area C con veicolo elettrico.