Peeple: ci saranno esclusivamente commenti positivi

IMG_2133.PNG

Dopo la prima onda mediatica scatenata dall’articolo del Washigton Post, Julia Cordray, confondatrice di Peeple, ha comunicato tramite Linkedin che la controversa app- definita (erroneamente secondo quanto scrive la Cordray nel suo post) lo Yelp degli esseri umani – sarà aperta esclusivamente ai commenti positivi. Prima della nota su Linkedin, sul sito della società ne era stata pubblicata un’altra (poi rimossa ma ancora
visibile su qualche sito di news) a firma del CEO in cui si rivendicava il coraggio di chi innova: “Gli innovatori sono spesso messi giù perché la gente ha paura e non capisce”. Inoltre, la Cordray nella nota su Linkedin precisa anche che i commenti sulle persone saranno resi noti in rete solo dopo l’approvazione dei censiti. Con questa precisazione si chiude (forse) il caso mediatico che ha caratterizzato il mondo tech del week end scorso. Adesso rimane la positività di Peeple e una domanda: una app in cui si condividono solo giudizi positivi sulle persone che si conoscono riscuoterà l’interesse del popolo della rete?

Peeple: a essere recensite saranno le persone

IMG_2081.PNG

È bastato un articolo del Washington Post a far scattare il panico tra il popolo della rete. Il prestigioso quotidiano statunitense, con un articolo a firma di Caitlin Dewey, ha rivelato che sta per arrivare, presumibilmente a novembre, Peeple, una app che consente agli utenti di valutare le persone che conoscono.
Così, dopo alberghi, ristoranti e film, si potranno valutare anche amici e parenti inserendo per ogni persona tre categorie di giudizi: personali, professionali e sentimentali.
Il tutto, stando a quanto reso noto, avverrà con regole precise: la piattaforma accetta solo maggiori di 21 anni; banditi atteggiamenti sessisti, bestemmie e commenti su stato di salute; per inserire il primo commento su una persona non presente in precedenza occorrerà inserire il numero di cellulare del censito che verrà avvisato dell’accaduto; è necessario inviare recensioni con il proprio vero nome. Inoltre, le valutazioni positive saranno rese pubbliche immediatamente, mentre quelle negative saranno congelate per 48 ore e saranno inviate via posta al censito che, se registrato a Peeple, potrà contestarle.
Sul fatto che nel mondo non si sentisse il bisogno di una app del genere, certamente invasiva, pensiamo che la maggioranza delle persone di buon senso possa convenire; da qui però a farne un caso, quasi una crociata, a noi di SocialEconomy sembra eccessivo. Siamo in un’era in cui tutto è condiviso: aggiorniamo in continuazione i nostri status e ci tagghiamo nei luoghi che frequentiamo facendo sapere quindi quasi qualunque cosa della nostra vita; ci dilettiamo a giocare al piccolo chef improvvisandoci sofisticati gourmand dalla penna rossa pronti a stroncare ristoranti anche prestigiosi, idem con gli alberghi. Quindi perché gridare allo scandalo? Forse perché non è elegante giudicare gli amici, parenti o ex? O forse più semplicemente non è consono farlo in pubblico visto che giudicare alle spalle è una delle pratiche più comuni in qualunque angolo della terra? Certamente a differenza di Tripadvisor o di Yelp, tutti noi abbiamo diritto alla privacy e i 15 minuti di popolarità, non è detto siano graditi a tutti.
A nostro giudizio sarebbe preferibile un correttivo: chiedere al censito di dare l’autorizzazione o meno a ricevere dei commenti, positivi o negativi che siano. Punto. Una delle fondatrice di Peeple, intervistata dal Washington Post, ha dichiarato: “Le persone fanno molte ricerche quando acquistano una macchina o devono prendere qualsiasi genere di decisione”, «Perché non fare lo stesso tipo di ricerca su altri aspetti della tua vita?” Il ragionamento non fa una piega. L’altra co-fondatrice invece ha sottolineato l’importanza di conoscere i vicini di casa visto che è mamma di due figli. A tutti i moralisti che hanno attaccato peeple chiediamo: non vi è mai capitato di googlare il nome di una persona appena conosciuta, per saperne di più? Chi è senza peccato scagli la prima pietra.