Una delle caratteristiche distintive della sharing economy è il suo essere disruptive per molti business tradizionali. La novità è rappresentata dal fatto che la rapida evoluzione che l’economia della condivisione sta avendo nel mondo può portare alla nascità di nuove società che potrebbero, almeno potenzialmente, avere la capacità di essere disruptive anche verso business nati da poco. Un esempio è costituito da AirDonkey, un innovativo progetto creato dalla società con sede in Danimarca Donkey Republic. Se AirDonkey dovesse prendere piede potrebbe, per le sue caratteristiche, essere un temibile concorrente per tutte le società di bike sharing. AirDonkey è una catenaccio e una piattaforma che, insieme, consentono ai proprietari di biciclette di affittare direttamente il proprio mezzo a chiunque abbia scaricato sul proprio smartphone l’app della società danese. Per dotare la propria bici di questo sistema gli ideatori hanno messo in vendita un kit al costo di 80 euro che una volta montato trasforma qualunque bicicletta in un veicolo condivisibile con altri e quindi in grado di generare un reddito. Al proprietario del mezzo, una volta montato il kit, non rimarrà da fare altro oltre che impostare l’area entro la quale rende possibile il noleggio della propria bici e, ovviamente, il tempo per cui vuole condividerla con gli utenti. Coloro che invece sono interessati a affittare la bicicletta, tramite la app scaricata sul proprio smartphone, apriranno il lucchetto per sbloccare la due ruote e potranno inziare a utilizzare la bici. Dopo i primi test effettuati nella sona Copenaghen, gli ideatori stanno promuovendo una campagna crowfunding su Kickstarter con l’obiettivo di raccogliere 250 mila Corone danesi. Il punto di partenza dell’idea dal quale sono partiti gli ideatori di AirDonkey è il seguente: la tariffa media per affittare una bicicletta nel Nord Europa è di circa 10 euro al giorno, con il sistema da loro proposto questi 10 Euro anziché andare tutti alla società di bike sharing verrebbero ripartiti al 20% a AirDonkey, mentre il rimanente 80% sarebbe riconosciuto direttamente al proprietario della bicicletta. Nel presentare la propria iniziativa Erdem Ovacik, co-fondatore di Donkey Republic ha dichiarato: “Troppe persone utilizzano la propria bicicletta soltanto una volta ogni tanto e ne posseggono anche una per i propri ospiti che non viene quasi mai utilizzata. Vogliamo permettere alle persone di fare soldi dalle proprie biciclette”.
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#SaveRummo: l’azienda commossa per la solidarietà ricevuta
Il Pastificio Rummo, con un messaggio nella propria pagina Facebook ha ringraziato stasera tutti coloro che hanno manifestato la propria solidarietà all’azienda colpita gravemente dall’alluvione che si è abbattuto sul beneventano la notte tra il 14 e il 15 ottobre. Il ringraziamento va agli oltre 100 mila internauti che condividendo una propria foto con un pacco di pasta appena acquistato hanno fatto sentire il proprio sostegno al grido #saveRummo. “Siamo Onorati e Commossi da tanta solidarietà, stiamo lavorando alacremente per riportare la produzione alla normalità” ha dichiataro Cosimo Rummo, presidente e Amministratore Delegato dell’azienda. “Contiamo di comunicare presto – ha prseguito Rummo – i tempi di recupero a tutti quelli che ci stanno a cuore: dipendenti, clienti e le migliaia di sostenitori che negli ultimi giorni hanno espresso il proprio amore per la nostra pasta. Grazie!”. All’iniziativa di solidarieta partita dalla rete hanno partecipato anche alcuni personaggi celebri come Selvaggia Lucarelli, Fiorello e il Trio Medusa. Lo stesso Cosimo Rummo nella pagina dell’evento creato su Facebook ha tenuto ha mandare a un messaggio personalizzato per ringraziare ulteriormente coloro che si sono stretti vicino alla sociecità da lui presieduta: “Eccoci qui” ha scritto “per ringraziarvi di cuore,
per la grande solidarietà e le dimostrazioni di affetto ricevute,
e per questa meravigliosa campagna #SaveRummo, nata spontaneamente e cresciuta grazie a voi. Il vostro sostegno e l’amore per il nostro prodotto sono un regalo inaspettato
Ora abbiamo ancora più forza per fare sempre meglio. GRAZIE!”.
Crowfunding, Equinvest attrae nuovi soci
Equinvest, una delle piattaforme italiane di equity crowdfunding autorizzata dalla Consob attrae nuovi soci. I business angel entrati nel capitale di Equinvest con una quota di 150 mila euro supporteranno la crescita della piattaforma di venture capital online che consente a investitori, istituzionali e retail, di investire in startup innovative. “Utilizzeremo i proventi derivanti dall’operazione per supportare il lancio delle nostre iniziative, in particolare nelle città di Roma e Milano – spiega Fabio Bancalà amministratore delegato di Equinvest che ha già all’attivo una importante esperienza nel mondo del Venture Capital con una società di investimento americana, la Quorumm Venture Partners di Washington. “Abbiamo deciso di fare da apripista alle future startup che si affideranno alla nostra piattaforma per crescere e dimostrare al mercato di essere in grado di coinvolgere investitori” – ha aggiunto Bancalà. Il mercato dell’equity crowdfunding in Italia rappresenta una enorme opportunità per le startup che oggi fanno i conti con un’industria del venture capital che conta troppo pochi player di riferimento nazionale. Riuscire a coinvolgere i privati nell’investimento in innovazione attraverso il finanziamento di attività dell’economia reale rappresenta la vera chiave di volta per alimentare l’ecosistema delle startup italiane. Equinvest è stata supportata nelle attività dallo studio milanese Trevisan & Cuonzo Avvocati, che attraverso il progetto 4Innovation, un programma voluto dai partners dello studio a supporto del mondo delle startup, ha seguito gli aspetti legali dell’operazione. “Abbiamo seguito Equinvest nella fase più delicata del round – spiega Sasha Picciolo avvocato dello studio legale Trevisan&Cuonzo e responsabile del progetto 4Innovation – nella redazione dei patti parasociali e nella modifica dello Statuto sociale”. Con 4Innovation lo studio Trevisan&Cuonzo si conferma in prima linea nel sostegno al mondo italiano dell’innovazione.
Uber con UberRUSH diventa anche corriere
Uber punta con decisione ai servizi di delivery e lancia il servizio UberRUSH. La società californiana ha annunciato ufficialmente l’avvio a San Francisco, New York e Chicago di un servizio di consegna a domicilio che promette di essere super veloce. Il funzionamento è molto semplice: ordinando un bene da una delle piattaforme Ecommerce convenzionate con Uber (al momento sono Shopify, Bigcommerce, Delivery.com, Clover, Flower.com e ChowNow), il cliente potrà scegliere UberRUSH come metodo di consegna. Il costo medio per il delivery, che viene effettuato in bicicletta, è attorno i $5/$7 a consegna.
Questa mossa di Uber arriva qualche settimana dopo il lancio di Amazon Flex, il servizio della società di Jeff Bezos che consente di far diventare ogni cittadino un postino in grado di consegnare ai clienti del colosso E-commerce i beni (per il momento solo quelli Amazon prime) acquistati sul celebre marketplace.
Già in passato Uber, con il servizio UberEATS dedicato al delivery di pasti, era entrata nel mercato delle consegne a domicilio.
Uber Rush (video)
https://m.youtube.com/watch?v=FRu6M9sCfmo
L’iniziativa di solidarietà #SaveRummo verso quota 100 mila adesioni
L’inziativa di solidarietà #saveRummo che SocialEconomy via ha raccontato il 18 ottobre continua a mietere successi. Le adesioni sul sito dell’”evento” Facebook hanno raggiunto quota 97 mila e si apprestano quindi a tagliare la linea delle 100 mila. Tra i post pubblicati nella bacheca nata per manifestare solidarietà al Pastificio Rummo, messo in ginocchio dall’alluvione che ha colpito la zona di Benevento la notte tra il 14 e il 15 ottobre, alcuni provengono dai parenti dei dipendenti dell’azienda. In uno di questi si legge: “Sono la figlia di uno dei dipendenti della Rummo. Cosa dire? Ho visto per la prima volta la disperazione sulla faccia di mio padre, e credo non ci sia cosa peggiore, per una figlia, vedere in questo stato suo padre e non poter fare nulla di concreto per cambiare la situazione. Ma in lui come nei suoi colleghi ho visto tanta voglia di andare avanti, tanto fervore, e soprattutto tanto attaccamento al proprio lavoro e alla propria azienda, tanta determinazione nel volersi rialzare per essere persino più forti di prima. Ci sarebbero tante altre cose da dire, ma la più importante credo sia #SaveRummo“. L’iniziativa di solidarietà consiste nel comprare un pacco di pasta Rummo e successivamente condividere su Facebbok o Twitter una foto del pacco di pasta inserendo l’hashtag #saveRummo. Tra coloro che hanno aderito all’appello lanciato in rete anche alcuni personaggi famosi tra cui Fiorello, Selvaggia Lucarelli e il Trio Medusa.
In Germania Car2go diventa anche black
Car2go e le sue Smart oramai sono note a tutti gli amanti del car sharing e della sharing economy, ma in Germania da qualche mese c’è un’altra Car2go molto meno nota. Il suo nome è Car2go Black ed è sempre un servizio e di Daimler. Le auto utilizzate sono Mercedes Classe B, naturalmente nere, iper accessoriate e dotate di ogni comfort: dal navigatore satellitare alle prese di ricarica per ogni tipo di smartphone e tablet, passando dal viva voce Bluetooth e dai sedili in pelle riscaldabili. Le differenze rispetto al servizio con le Smart non risiedono esclusivamente nelle automobili utilizzate: le auto sono disponibili solo in determinate stazioni di sosta, è possibile percorrere tratte interurbane e la tariffazione non è calcolata al minuto ma a ora di utilizzo. Invariato invece il sistema di utilizzo: il tutto è sempre basato su una app e quindi molto intuitivo e veloce. Se Car2go è un carsharing, Car2go Black è un rent a car moderno. Per quanto attiene ai costi le tariffe promozionali disponibili al momento, tutte comprensive di carburante, vanno dai €14,90 euro a ora (incluso 100km) ai €69 (inclusi 200km) per 24 ore. Per ogni km supplementare vengono addebitati €0,25. Car2go black è attivo a Berlino, Amburgo, Francoforte, Düsseldorf, Colonia, Monaco di Baviera e Stoccarda. Alcuni rumors indicano come possibile nei prossimi mesi il lancio di Car2go Black in Italia, paese in cui il servizio sulle Smart sta riscuotendo molto successo.
Car2goBlack (video)
#SaveRummo: condividere una foto per manifestare solidarietà al pastificio Rummo
Questa volta la sharing economy non c’entra nulla. Si parla di solidarietà al tempo dei social network. Su Facebook, Twitter e altri celebri piattaforme social nelle ultime ore è scattata una gara per manifestare solidarietà al pastificio Rummo e ai suoi 150 dipendenti gravemente colpito dall’alluvione che si è abbattuto sulla zona di Benevento la notte tra il 14 e il 15 novembre. L’iniziativa di solidarietà è partita da un “evento” promosso su Facebook in cui si invitano gli internauti a supportare la storica azienda di Benevento. Le mosse per sostenere una delle principali aziende del sud Italia sono poche e semplici: basta comprare un pacco di pasta, fotografarlo e poi condividere lo scatto sui social con l’hastag #saveRummo. All’appello al momento hanno aderito 41 Mila persone. L’azienda da parte sua ha diffuso uno statement in cui dichiara: “Basta guardare i volti degli operai per capire quanto sia grave quello che è successo”. A manifestare il loro sostegno anche alcuni personaggi noti come Selvaggia Lucarelli e Fiorello.
Uber vince in tribunale, la sua app non è un tassametro
L’app di Uber non può essere considerata un tassametro. Così ha sentenziato l’Alta Corte di Giustizia inglese chiamata a decidere una lite giudiziaria tra la TFL, l’ente che regola i trasporti nella capitale UK e la compagnia californiana. La decisione, che segna quindi un punto a favore di uno dei big player della sharing economy, arriva proprio nel momento in cui la TFL, come dichiarato da Uber nelle settimane scorse, sta pensando di rivedere le norme che regolano il servizio del ride sharing. Tra le proposte che
che sarebbero state avanzate dalla Transport For London ci sarebbero parecchie regole stringenti tra cui quella che prevede un tempo minimo di attesa di cinque minuti tra la “chiamata” da parte del cliente e l’inizio della “corsa”. Contro tali novità normative, Uber, nei giorni scorsi, aveva chiamato a raccolta il proprio popolo invitando gli utenti a firmare una petizione online.
Airbnb, 100 milioni di euro l’impatto economico su Berlino.
Dopo Atene, Barcellona e Madrid, il viaggio di SocialEconomy alla scoperta dell’impatto economico generato da Airbnb nelle principali città del mondo oggi fa tappa a riparte a Berlino. La principale piattaforma di home sharing ha realizzato uno studio che analizza l’impatto economico derivante dalla sua presenza nel biennio 2012-2013 nella capitale tedesca.
Il report mostra che Airbnb ha generato un effetto economico complessivo sulla città di 100 milioni di euro nei due anni considerati. Lo studio ha anche riscontrato che Airbnb, uno degli attori principali della sharing economy, è una fonte importante di reddito per i residenti locali che utilizzano la piattaforma: quasi la metà dei 5.600 host Airbnb presenti a Berlino hanno entate inferiori al reddito medio delle famiglie della città della Porta di Brandeburgo che è pari a 1650 Euro, inoltre, il 45% degli host totali ha una famiglia monoreddito. Il 48% dei padroni di casa Airbnb di Berlino utilizza i soldi che guadagna con l’attività di hosting per pagare le spese correnti quali l’affitto o il mutuo. Dalla ricerca emerge, inoltre, che i guest Airbnb, che nel biennio 2012-2013 sono stati oltre 65 mila, spendono più tempo e più denaro rispetto ai viaggiatori che allogiano nei tradizionali hotel: chi sceglie la piattaforma californiana soggiorna in media 6,3 notti spendendo circa 845 € contro le 2,3 notti e i 473 Euro spesi da coloro che scelgono l’hotel. Infine, nel report si evice che il 77% delle strutture Airbnb sono localizzate fuori dalla zona nella quali sono presenti gli alberghi quindi i vantaggi in termini economici si riverberano anche sulle zone meno turistiche quali ad esempio i quartieri di Neukölln, Kreuzberg e Wedding. Il dato è importante perche 311 Euro (sui 473 totali) spesi in media dal cliente Airbnb rimagono nel quartiere dove si trova l’abitazione scelta per soggiornare a nella capitale della Germania.
Rock & Roll Ride: le auto classiche in car sharing
Un servizio simil Uber per le auto storiche e supercar? L’idea è venuta a Brandon Moossy e Richard Rawlings, due ragazzi di Austin in Texas. Per realizzarla i due hanno organizzato un crowdfunding su Kickstarter con l’obiettivo di raccogliere almeno 50 mila dollari US – in totale gli investimenti che i due americani devono fare ammontano a oltre $500 mila – al fine di terminare lo sviluppo dell’app (per dispositivi Apple e Android) che renderebbe possibile la nascita del servizio. Il nome della loro iniziativa, che vuole facilitare il ride sharing e il car sharing delle quattro ruote classiche, storiche, supercar, o exotic car per un giro in solitario o in condivisione, è Rock & Roll Ride. Nelle intenzioni dei fondatori di Rock&Roll Ride c’è quella di offrire tramite il servizio da loro ideato, che si basa su una app che geolocalizza le vetture e che rende possibile il matching domanda/offerta, la possibilità ai proprietari di auto speciali di mettere a reddito il proprio bene, proprio come già succede nell’era della sharing economy con le imbarcazioni tramite Sailo o Boatbound o le abitazioni tramite Airbnb o Wimdu, e al contempo quello di permettere agli amatori delle auto speciali di levarsi lo sfizio di un giro su una Cadillac, una Ferrari o altre automobili ever green. I due statunitensi hanno anche pensato a una serie di accortezze quali un processo di registrazione che verifica solvibilità e patente del richiedente e l’assicurazione che copre danni al mezzo o procurati a terzi. Per quanto riguarda la città in cui lanciare il servizio sul sito della società è stato aperto un contest e quindi saranno gli utenti a deciderlo: al momento è in testa Hashburn seguita da Austin e Dallas.








