G-RO la valigia più finanziata nella storia del crowdfunding 

https://m.youtube.com/watch?v=lwO_li6aNi4

  
Il trolley perfetto. Così si può definire G-RO la valigia pensata dal giovane designer Netta Shalgi e da Ken Hertz che ha appena raccolto US$ 3,3 milioni tramite Kickstarter, la piattaforma di crowdfuding – il finanziamento collettivo dell’era della sharing economy. Il successo della campagna fondi da poco conclusasi fa di G-RO la valigia più finanziata nella storia del crowdfunding. G-RO è il trolley pensato per l’esigentze del viaggiatore contemporaneo. G-RO è dotato di due grandi ruote che lo rendono facile da trasportare su ogni superficie e perfettamente stabile una volta fermo. Inoltre, G-RO è dotato di un power bank da 23.000 mAh per ricaricare smartphone e tablet fino a 10 volte, una maniglia ergonomica estraibile esterna (cosi da non sottarre spazio ai propri indumenti) e due tasche pensate appositamente per laptop e per i liquidi (che quindi diventano facilmente estraibili al momento dei controlli al metal detector in aereoporto).Il tessuto esterno è Cordura waterproof.  SocialEconomy aveva inserito G-RO nella lista dei 10 regali consigliati per il Natale 2015. Per chi volesse acquistarla è possibile farlo tramite Indiegogo, altra piattaforma di crowdfunding. Il prezzo è a partire da US$ 299. 

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Rocco Siffredi lancia una petizione per introdurre l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole

  
“La pornografia dovrebbe essere intrattenimento, ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale?” Questo è l’incipit della petizione, indirizzata al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, lanciata su Change da Rocco Siffredi in occasione della giornata mondiale dell’orgasmo che si celebra oggi 22 dicembre. Obiettivo è  sensibilizzare l’opinione pubblica  per prevedere l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole. L’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. 

“In Italia – continua Rocco Siffredi contiamo decenni di proposte e nessuna legge. Non esiste una legge, dunque, nonostante ci sia richiesta di formazione”. 

Rocci Siffredi conclude il proprio appello rispondendo così all’interrogativo “Perché proprio io?” ” Perché faccio il mio lavoro da 30 anni e ho acquisito abbastanza esperienza per assicurare che quello che faccio io non è educazione sessuale, bensì altro, pornografia appunto”.  Al momento le sottoscrizioni sono arrivate a 11.500 e sono parecchie le discussioni sui Social accompagnate dall’hashtag #cipensarocco. 

Partnership tra Uber e Facebook. Sarà possibile chiamare un’auto tramite Messenger

  

 Uber attraverso un post sul proprio blog ha annunciato una partnership con Facebook che consentirà agli utenti di poter richiedere una macchina del big player della sharing economy attraverso Messenger, il servizio di chat della società guidata da Mark Zuckerberg. In pratica l’utente Facebook senza lasciare l’app della società diventata famosa per i Like potrà prenotare una corsa senza aver bisogno di scariccare la principale app  di ride sharing. Il dialogo con Uber avverrà come una vera e propria conversazione privata e sempre tramite la chat sarà possibile inviare a Uber la propria localizzazione oppure condividere la propria posizione e il percorso con amici o colleghi.

Per utilizzare questa nuova funzione di Messenger è necessario scaricare l’ultima release di Messenger, iniziare una conversazione con Uber toccando l’icona “Auto” oppure con il tasto more (“…”) per accedere alla nuova funzione “Trasporti” all’interno di qualasisi conversazione Messenger o cliccando su un indirizzo scritto all’interno di una convrsazione Messenger e selezionado “request a Ride”. Per gli utenti Facebook che non hanno ancora un profilo Uber nessun problema: sarà possibile registrarsi su Uber all’interno di Messenger in una manciata di secondi. La prima corsa realizzato grazie a Messenger sarà gratuita (con un massimale di US$ 20). Coloro che sono già utenti Uber potranno collegare il proprio profilo con il loro account esistente in Messenger e avviare la richiesta di una corsa in modo immediato.  Il servizio al momento sarà attivo soltanto in USA ma potrebbe essere esteso presto in altri paesi. Su YouTube è visibile il video tutorial. 

 

Londra, Uber continua a opporsi alle possibili nuove regole sul ride sharing


  Uber, il gigante della sharing economy, continua la sua campagna #KeepLondonMoving lanciata per manifestare il dissenso verso le possibili novità normative che l’autorità dei trasporti di Londra (Tfl) vorrebbe introdurre. Dopo aver lanciato una petizione, di cui SocialEconomy vi ha dato notizia nei mesi scorsi, questa volta la società californiana di ride sharing ha scelto YouTube come piattaforma per far sentire la sua voce. Il video racconta in modo ironico quali sarebbero le conseguenze dell’attesa obbligatoria di cinque minuti (che con la nuova normativa scatterebbe anche nel caso di disponibilità immediata dell’auto) prima dell’inizio della corsa. Al momento le visualizzaioni sono state circa 60 mila. L’iniziativa di Uber arriva mentre l’autorità inglese sta svolgendo una consultazione pubblica online per verificare con gli abitanti della capitale Uk l’introduzione di nuove norme che secondo Uber rechrebbero un grave svantaggio a Londra, ai suoi citadini e ai suoi utenti. 

 

 

Elezioni in Spagna, Podemos ha raccolto €2,2 milioni con il crowdfuding 

  

Podemos

 
Oggi si celebrano le elezioni politiche in Spagna. Tra i partiti che si stanno sfidando c’è Podemos che a differenza degli altri schieramenti ha fatto ricorso al crowdfunding, il finanziamento collettivo dell’era della sharing economy, per finanziare la propria campagna elettorale. A livello politico i contendenti sono il Partito Popolare PP con Mariano Rajoy, i socialisti del PSOE guidati dall’economista Pedro Sanchez, Podemos di Pablo Iglesias e Ciudadanos di Alberto Rivera. Come SocialEconomy vi aveva raccontato qualche mese fa questa strada del finanziamento collettivo era stata già seguita per le elezioni in Andalusia. Per le elezioni politiche nazionali Podemos, partito capeggiato da Pablo Iglesias, ha raccolto complessivamente 2,2 milioni di Euro con la formula del microcredito, un modello di crowdfunding conosciuto come crowdlending o social lending, che permette di realizzare un progetto grazie ai prestiti del popolo del web. Le ragioni che hanno spinto Podemos a utilizzare questa forma di finanziamento sono l’indipendenza (da chiunque e quindi anche dalle banche), l’innovazione e la trasparenza. Il buon esito della scelta di rivolgersi al web, l’obiettivo prefissato di raccolta dichiarato da Segundo González Garcia -responsabile finanza di Podemos – in un articolo de L’Espanol era di 2 milioni di euro, è confermato anche dal superamento di 1 milione di Like della pagina Facebook del movimento politico. 

Google Search: ecco i 10 “Come fare” emergenti del 2015

  
Google ha reso noto le ricerche di maggiore tendenza effettuate sul suo motore di ricerca nel 2015. SocialEconomy, si sofferma nel raccontarvi quelle ricerche che esprimono un desiderio di conoscenza. A chi non è mai capitato di andare sul motore di ricerca per cercare, in pieno spirito di knowledge sharing, una risposta a un interrogativo che inizia con “Come fare..”? Le tendenze emergenti in Italia in tema di conoscenza condivisa hanno un ruguardato vari aspetti della vita quotidiana. Tra i temi più gettonati quelli afferenti al cibo: olive in salamoia, pesto genovese, marron glace e gorgonzola e la moda con i tanto, amati o odiati a secondo dai punti di vista, risvoltini dei pantaloni riportati in vita dagli hipster e il tradizionale nodo della cravatta. Le ricerche del “Come fare..”dimostrano come sia alto l’interesse delle persone a condividere conoscenza e non soltanto i beni o servizi tipici della sharing economy. A livello globale Google ha anche realizzato il video “Google a Year in Search 2015”, visibile su YouTube, che riassume un anno di ricerche.

Di seguito i 10 Come fare emergenti

  1. le olive in salamoia
  2. fattura elettronica
  3. il gorgonzola in casa
  4. chiamate con whatsapp
  5. il pesto alla genovese in casa
  6. i braccialetti con gli elastici
  7. il nodo della cravatta
  8. innamorare un uomo
  9. i marron glace
  10. i risvoltini

La Stampa adotta la licenza Creative Commons per la condivisione dei propri articoli 

  

Creative Commons

 
Con un articolo a firma del vicedirettore (nonché prossimo condirettore) Massimo Russo, La Stampa ha annunciato oggi che adotterà per i suoi articoli una delle  licenza Creative  Commons. Ció significa che gli articoli pubblicati dal quotidiano torinese potranno condivisi a determinate condizioni. Le licenze Creative Commons sono delle licenze di diritto d’autore redatte e messe a disposizione del pubblico a partire dal 16 dicembre 2002 dalla Creative Commons (CC), un ente non-profit statunitense fondato nel 2001 da Lawrence Lessig, professore di diritto all’Harvard University. Queste licenze, in sostanza, rappresentano una via di mezzo tra copyright completo (full-copyright) e pubblico dominio (public domain): da una parte la protezione totale realizzata dal modello all rights reserved (“tutti i diritti riservati”) e dall’altra l’assenza totale di diritti (no rights reserved).
La filosofia su cui si fonda lo strumento giuridico delle licenze CC si basa sul motto some rights reserved (“alcuni diritti riservati”): è l’autore di un’opera che decide quali diritti riservarsi e quali concedere liberamente. In particolare, la licenza adottata da La Stampa sarà del tipo “CC By Nc Nd”. Ciò implica che bisognerà sempre riconoscere l’attribuzione della fonte (By); non si potranno utilizzare i contenuti a scopi commerciali, ad esempio per guadagnare attraverso la pubblicità o la vendita (Nc); non sarà possibileutilizzarli  per realizzare opere derivate (Nd). Segnaliamo, inoltre che tra gli strumenti di condivisione dei propri articoli la stessa La Stampa ha introdotto la condivisione tramite Whatsapp. L’iniziativa de La Stampa arriva in un momento di grande espansione della sharing economy, l’economia della condivisione. 

Il Natale e il marketing della sharing economy

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Il Natale è tempo di regali e di promozioni. Anche alcune delle aziende della sharing economy hanno fatto ricorso a iniziative di marketing durante il periodo delle festività con l’obiettivo di attrarre nuovi clienti o consolidare la relazione con chi è già loro utente. Enjoy, il servizio di scooter e car sharing di Eni che si basa su 500 Fiat e su MP3 Piaggio ha lanciato le Christmas Card. Le carte prepagate, acquistabilfino al 24 dicembre, sono disponibili in 3 tagli: 20, 50 e 100 euro cui corrisponde un credito rispettivamente di 22, 57,5 e 120 Euro. Car2Go, il servizio di car sharing su Smart, ha un servizio simile di vendita di buoni regalo disponibili nei tagli in due versioni: 90 minuti a 25 Euro o 180 minuti a 50 Euro. Sempre l’azienda tedesca al momento ha attiva un’altra iniziativa in collaborazione con il Corriere della Sera: fino al 31 gennaio 2016 sottoscrivendo  un abbonamento mensile alla digital edition del quotidiano di Via Solferino a 9,99 € per il primo mese (invece di 19,99 €) si riceveranno 10 minuti di guida gratuita con Car2Go.

Lastminute.com lancia Urbi, l’aggregatore dei servizi di mobilità condivisa

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Anche Lastminute.com, leader europeo nel travel, punta sulla sharing economy e sulla mobilità condivisa e lancia Urbi. Urbi è una applicazione, disponibile per smartphone, tablet e Apple Watch scaricabile da AppStore e Google Play, che aggrega tutti i principali sistemi di mobilità urbana e condivisa: car sharing, bike sharing, scooter sharing, mezzi pubblici, taxi e Uber. Urbi è già presente a Bologna, Cagliari, Genova, Padova, Palermo, Parma, Venezia, Milano, Roma, Torino e Firenze, nelle maggiori città tedesche, oltre che a Copenaghen, Amsterdam, Stoccolma, Vienna e Madrid. L’obiettivo che si propone  è quello di arrivare a coprire tutte le città in cui sono attivi sistemi di urban mobility. Lastminute.com allarga così il proprio campo d’azione alla urban mobility con l’obiettivo di semplificare l’esperienza di tutti coloro che si spostano o viaggiano per motivi di lavoro e di svago rispondendo alle loro crescenti esigenze di mobilità. Urbi consente agli utenti di pianificare i propri spostamenti urbani scegliendo tra i vari servizi disponibili in città (ad esempio a Milano l’utente potrà scegliere tra BikeMi, Car2go, Enjoy e gli altri servizi sharing). Prima di scegliere il proprio mezzo, prenotabile tramite la stessa app Urbi, l’utente porà confrontare tempi e costi. Grazie alle funzioni “radar” e “traffico”, Urbi è in grado di rilevare il mezzo disponibile più vicino e calcolare il percorso migliore sulla base della situazione del traffico cittadino Nata nel 2014 come Bat Sharing, Urbi ha già al suo attivo 15.000 utenti su base mensile. Urbi è un prodotto della società svizzera URBANnext SA di cui Lastminute.com group è il maggiore azionista. Il progetto nasce nel 2014 dall’idea di due esperti informatici, Emiliano Saurin e Serena Schimd che l’hanno realizzata in primis per loro stessi, per muoversi meglio in città senza dover acquistare necessariamente un mezzo ma sfruttando tutti i servizi di mobilità già attivi in città. Grazie alla sharing mobility infatti oggi qualsiasi spostamento è più semplice, ma l’esigenza primaria è quella di valutare in modo semplice ed immediato, attraverso un unico strumento, le possibili diverse alternative potendo scegliere la più veloce, la più vicina o la più economica.

Crowdfunding, Equinvest chiude un secondo round di investimento

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Un nuovo ingresso nel capitale di Equinvest. A scommettere sulla prima piattaforma di venture capital nata per utilizzare l’equity crowdfunding, il finanziamento collettivo dell’era della sharing economy, sia come strumento di raccolta fondi sia per individuare le aziende potenziali target, è un fondo istituzionale straniero, EQUI CAPITAL MARKET. Equinvest è stata supportata nell’operazione dallo studio legale Trevisan&Cuonzo Avvocati, che attraverso il progetto 4Innovation, un programma voluto dai partners dello studio a supporto del mondo delle startup, ha seguito gli aspetti legali dell’operazione di closing. Dopo l’ingresso di Business Angel entrati nel capitale di Equinvest con una quota di 150 mila euro, a distanza di poche settimane la società ha chiuso, un secondo round di investimento. “Abbiamo seguito Equinvest nella fase più delicata del round – spiega Sasha Picciolo avvocato dello studio legale Trevisan&Cuonzo e responsabile del progetto 4Innovation – che come tutte le operazioni di M&A internazionali ha presentato non poche criticità”. “Con l’ingresso di un investitore istituzionale estero- Fabio Bancalà amministratore delegato di Equinvest- ci presentiamo al mondo finanziario come un player affidabile. Equi Sicav Sif è infatti una SGR lussemburghese vigilata dalla CSSF che gestisce una trentina di fondi di investimento con diverse centinaia di milioni di euro in gestione. Con il loro supporto contiamo di attrarre un’ampia platea di investitori anche stranieri. Il nostro intento è quello di consentire all’ecosistema italiano delle startup di aprirsi maggiormente al panorama di investitori europei” aggiunge Bancalà.