Con Lyft e Justin Bibier la sharing economy abbraccia la musica 

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Il mondo della musica e quello della sharing economy possono collaborare? La risposta a questo interrogativo arriva dagli USA ed è assolutamente affermativa. Lyft, la celebre azienda di ride sharing che offre, quindi, servizi simili a quelli offerti da UBER, e la star canadese Justin Bieber in occasione del lancio del nuovo album Purpose hanno lanciato una inziativa congiunta di marketing. Dal 12 al 19 novembre tutti coloro che scegliarnno una automobile  Lyft per muoversi in una delle città USA coperte dal servizio potranno acquistare il nuovo album dell’idolo dei teenager di tutto il mondo a soli US$ 5. Per farlo basterà scegliere la modalità Bibier all’interno dell’app Lyft e completare almeno una corsa dela valore di US$ 5. Al termine del loro ride gli utenti riceveranno un link per il download dell’album e un credito sempre di 5 US dollari per un’ulteriore corsa. Per festeggiare l’uscita del disco e questo esclusivo nuovo metodo per ottenere musica, Justin Bibier ha sorpreso alcuni passeggeri unendosi alla loro corsa Lyft (video). Gli utenti Lyft più fortunati, durante la settimana in cui si sviluppa questa iniziativa potranno, viaggiare insieme a Justin Bieber impegnato in diverse città USA nelle attività promozionali del suo nuovo disco.

Maggiori informazioni sull’iniziativa è possibile reperirle sul blog di Lyft

http://blog.lyft.com/posts/lyft-bieber-mode

Airbnb: accordo con Bridgestreet per sedurre i viaggiatori business


La sfida tra catene alberghiere e società di home sharing dai consumatori retail si sta spostando sempre più sull’utenza business. Fuori dall’Europa, e non solo negli Stati Uniti, sono molteplici i segnali che arrivano in tal senso. Un esempio è la comunicazione di Marriott di qualche giorno fa con cui ha annunciato l’apertura di 108 appartamenti (Marriott Executive Apartments Property) a Addis Abeba in Etiopia. Ulteriore conferma arriva anche da un accordo siglato recentemente tra Airbnb, uno dei leader della sharing econony e BridgeStreet, operatore di hospitality che ha in portafoglio circa 50 mila appartamenti di lusso (e quindi particolarmente indicati per clientela in viaggio d’affari) in oltre 60 paesi al mondo. Grazie all’intesa, gli alloggi di BrudgeStreet saranno inseriti all’interno del marketplace di Airbnb nella sezione dedicata alle aziende che si chiama Airbnbbusiness.

Sharing economy: la mobilità condivisa a Milano (infografica)

SocialEconomy, in occasione della Collaborative Week (che oggi 13 novembre e domani ospiterà Milano Sharing City) che si sta svolgendo a Base Milano, un’area Ex-Ansaldo di oltre 6000 metri quadri sita in via Tortona, ha realizzato una infografica per raccontare lo sviluppo che sta avendo la sharing economy nel capoluogo lombardo. In particolare nell’infografica, che si basa su dati resi noti dal Comune di Milano, si prende in esame il fenomeno della mobilità condivisa.

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Successo per il crowdfunding della start up che trasforma gli ex detenuti in impreditori

Foto: Refoundry.org

Foto: Refoundry.org

L’articolo 27 della Costituzione italiana enuncia “Le pene (…) devono tendere alla rieducazione del condannato”. Nella pratica è risaputo, invece, di quanta diffidenza ci sia nella società civile nei confronti di coloro che hanno trascorso un periodo in galera che, quindi, spesso non avendo la possibilità di ricostruirsi una vita nella totale legalità e finiscono per commettere nuovi reati. La recidiva secondo alcuni dati negli Stati Uniti è molto alta: il 67% delle persone che escono da un carcere vengono riarrestate nei successivi 36 mesi. Per cercare di andare contro questa triste tendenza Tommy Safian e Cisco Pinedo hanno fondato Refoundry, una società statunitense che dopo un anno di formazione e di business planning concede agli ex carcerati un finanziamento per lanciare un’attività imprenditoriale che a sua volta destinerà parte dei ricavi a finanziare un’altra nuova impresa costituita da altri ex galeotti. L’idea è, quindi, quella di cercare di creare una catena, in grado di autosostenersi, che promuova il reinserimento sociale, che non può che passare dal lavoro, degli ex detenuti. Il benenifico che Refounfry vuole produrre a vantaggio della collettività è plurimo: maggiore sicurezza ma anche cercare di far diminuire la spesa pubblica assorbita dal sistema penitenziario che annualmente drena parecchi denari pubblici: è stato calcolato che solo a New York City ogni carcerato costa alla collettività 167 mila US$. Adesso Refoundry ha lanciato una campagna di crowdfunding, il finanziamento collettivo della sharing economy, con l’obiettivo di raccogliere 45 mila US dollari, per completare i primi progetti di rinserimento. Al momento quando mancano due giorni alla conclusione della raccolta fondi i promotori, tramite Kickstarter, hanno già centrato il target di raccolta incamerando quasi US$ 50 mila.

Refoundry (Video)

Virgin America inaugura i voli low cost per le Hawaii e sigla partnership con Airbnb

foto: Virgin America

foto: Virgin America

Virgin America, la celebre compagnia aerea low cost di cui Sir Richard Branson’s Virgin Group è azionista di minoranza, e Airbnb, uno dei massimi attori della sharing economy, hanno annunciato di aver sottoscritto una partnership. Con l’accordo siglato, i membri Virgin Elevate, il programma fedeltà della compagnia aerea simile al programma Millemiglia di Alitalia o al Miles&More di Lufthansa, potranno guadagnare punti per i soggiorni effettuati presso alloggi Airbnb. L’intesa, che segue quella siglata dalla stessa Airbnb con American Express, conferma quindi la volontà della società di home sharing di volersi conquistare le simpatie da parte dei clienti business anche attraverso accordi con primarie società.  Nel dettaglio, i membri di Virgin Elevate per la prima prenotazione effettuata su Airbnb riceveranno 1.500 punti e 20 US$ di credito da spendere sul marketplace di Airbnb. Per chi invece è gia cliente Airbnb e per tutti i soggiorni successivi al primo i frequent flyer Virgin riceveranno un punto per ogni dollaro speso sulla piattaforma di home sharing. I membri Virgin Elevate che invece decideranno di diventare host Airbnb riceveranno 20.000 punti a titolo di benvenuto. L’accordo tra le due società è stato annunciato in occasione del nuovo volo diretto San Francisco – Honolulu (Hawaii). Sempre dalla West Coast a partire dal 3 dicembre Virgin America, compagnia aerea USA separata da Virgin Atlantic, inaugurerà una nuova rotta la San Francisco – Maui. La compagnia aerea che da sette anni consecutivi, a partire dal 2007, è nominata “Best U.S. Airline” ai Condé Nast Traveler Readers’ Choice Awards e “Best Domestic Airline” ai Travel + Leisure World’s Best Awards, per collegare i propri passeggeri dalla Bay Area alle Hawaii utilizzerà un nuovo Airbus 320. Le Hawaii nel 2014, con 3,2 milioni di visitatori, sono state la prima destinazione turistica dalla West Coast. 

Per i 25 anni di Mamma ho perso l’aereo 20th Century Fox e UberEATS portano la pizza a domicilio

 

UberEATS – Instagram

 
Come festeggiare i 25 anni di “Mamma ho perso l’aereo” nell’era della sharing economy? Come raccontato da Usa Today il 6 novembre, venticinquesimo anniversario del celebre film – il cui titolo originale è Home alone” – Twentieth Century Fox Home Entertainment e UberEATS, il servizio di consegna pasti a domicilio del colosso californiano Uber, hanno organizzato una promozione per portare la pizza ordinata nel celebre film dal piccolo Macaulay Culkin (che interpretava Kevin McCallister) Little Nero’s agli utenti di New York, Los Angeles, Chicago e San Francisco.Per rendere tutto ancora più divertente le auto di Uber sono arrivate brandizzate con il logo della pizzeria che compariva nel film: la Little Nero’s Pizza (video). 

TimeRepublik, la “banca” che usa il tempo come unica moneta

  
TimeRepublik è una società che è stata fondata nel 2012 da Gabriele Donati e Karim Varini per creare un “luogo” dove le persone possono scambiare liberamente i il proprio talento e le proprie competenze con il tempo, usando quindi la scansione temporale come unica moneta. Attualmente TimeRepublik opera a New York, Italia, Svizzera, Brasile, Spagna, Francia, Germania, Danimarca, Russia e Paesi Bassi. Attualmente sulla piattaforma peer-to-peer di TimeRepublik sono condivisi oltre  100 mila talenti condivisi in più di 110 paesi in tutto il mondo. 

SocialEconomy ha incontrato Karim Varini per approfondire meglio il funzionamento e le prospettive di TimeRepublik

Come e quando nasce l’idea di fondare TimeRepublik?

La genesi dell’idea risale all’inizio del 2000: abbiamo visto una trasmissione in TV che spiegava il funzionamento di una banca del tempo tradizionale. Ci siamo detti: Sarebbe fantastico, se si potesse creare una Banca del Tempo globale sfruttando il web, per mettere in contatto un freelancer di New York con un pensionato di Milano. Nel 2011, grazie anche al boom dei social network, abbiamo deciso di sviluppare l’idea iniziale e a fine 2012 abbiamo lanciato la versione public beta.

Come è stata finanziata l’idea iniziale?

Tramite investimenti arrivata dalla cerchia family&friends

Cosa vi differenzia rispetto alle banche del tempo tradizionali?

Timerepublik è la piattaforma web peer-to-peer (p2p) che si ispira al concetto di «banca del tempo» e lo allarga, grazie al web, estendendolo su scala globale. Al suo interno, innumerevoli generi di servizi vengono richiesti e offerti da persone che pagano e incassano, per le prestazioni offerte, non denaro, bensì crediti in Tempo, spendibili proprio come moneta, allo scopo di ottenere altri servizi.  Ogni nuova collaborazione diventa l’occasione per lasciare e ricevere feedback sulla qualità del servizio e sulla cortesia nella relazione, che rendono visibile agli altri utenti della piattaforma – e a tutto il popolo della rete -, la bravura e l’affidabilità di chi si è messo a disposizione, anche a scopo di promozione occupazionale. La piattaforma prevede, inoltre, un sistema di assegnazione di attestati di qualità, al raggiungimento di specifici obiettivi. Inoltre, TimeRepublik si rivolge inizialmente a freelanceers, startuppers e studenti. Senza però dimenticare quel bacino fantastico di competenze spesso dimenticate (se non scartate dal mercato): l’utenza over 60.

Quanti sono i vostri utenti oggi?

Oggi quasi 100 mila servizi sono offerti da utenti provenienti da 110 paesi del mondo.

Notate una crescita di attenzione degli italiani allo scambio tempo / competenze?

Assolutamente si e non solo a causa della fase di recessione/stagnazione che purtroppo permane sino ad assumere i caratteri da strutturalità. Questo cambiamento è iniziato prima del 2008, a seguito – forse – di una presa di coscienza maggiore rispetto al passato riguardante la prevalenza del concetto di utilizzo e scambio rispetto a quello della proprietà.

Lei e l’altro fondatore venite da mondi differenti: uno dalla finanza  e l’altro dal mondo del jazz. Siete stati stati uniti più dalle differenze che dai punti di contatto?

Gabriele ed il sottoscritto siamo due persone sotto sotto non molto diverse che certamente abbiamo scelto due strade diverse nel nostro percorso formativo accademico. Con Gabriele condivido molte passioni, quali quelle per la storia e la filosofia, il jazz – anche se ovviamente non posso certo competere con un professionista quale è Gabriele – e barbeque ad alta quota

Qual è il modello di business? Quali sono le fonti di revenue?

Sono di due tipi. Nel breve periodo, puntiamo ad un modello cosiddetto B2B (TimeRepublik Enterprise): offriamo la nostra tecnologia (attraverso la vendita di licenze di utilizzo) alle aziende, sempre più interessate a dotarsi di strumenti in grado di:
sostenere e migliorare il Team Building, favorendo relazioni interne ed esterne ai rapporti di ruolo, mettere in luce le competenze “altre” e le passioni dei collaboratori, che possono incrociarsi e interagire completando e arricchendo il rapporto professionale (Talent Mapping tool) e infine integrarsi nei piani di CSR. Nel medio periodo, di pari passo all’acellerazione del processo di user acquisition, cercheremo di attivare le leve del Asynchronous B2C: fornendo dati statistici di comportamento aggregati (si pensi all’interesse che le aziende assicurative hanno nel progettare nuovi prodotti assicurativi, che noi chiamiamo di micro-insurance, in grado di coprire il rischio durante lo svolgimento di una specifica attività entro un determinato timeframe), oppure dati puntuali (sempre solo se il singolo utente lo consente esplicitamente): pensiamo di fornire alla società di reclutamento del personale (Employment Agencies) una funzionalità premium in grado di andare ad indetificare la persona che meglio risponda a certe esigenze.

E’ possibile ipotizzare un collegamento tra le banche del tempo e il mondo del lavoro/risorse umane?

Come detto prima, questo collegamente rientra a pieno titolo in una leve di revenues che si vuole attivare. Recentemente, una società di online recruitemente leader nel mercato europeo ci ha contattato recentemente chiedendoci una proposta di collaborazione.

Ritenete che la sharing economy possa avere un ulteriore sviluppo in Italia e all’estero?

Assolutamente si, siamo solo agli inizi.
Esiste secondo voi l’esigenza di regolamentare i servizi sharing?

Oggi questo rappresenta, assieme alla questione legata al “trust”, il tema più caldo in seno al mondo della sharing economy. È mia personale opinione, che prima di affrontare questo tema, occorra però fare chiarezza attorno al concetto di sharing economy e distinguerla nitidamente da iniziative che sono soprattutto attività commerciali, in quanto implicando l’offerta (e non la condivisione) di merci o servizi in cambio di denaro. Personalmente, credo che per regolare nel modo corretto la sharing economy occorra dotarsi di qualche chilo di buon senso… cosa non così scontata.

Su indiegogo il crowdfunding per un film italiano sugli homeless

unnamedE’ partito il 5 novembre su Indiegogo il crowdfunding per la realizzazione del film Pane dal cielo, primo lungometraggio di Giovanni Bedeschi, regista e produttore italiano che da tempo è impegnato in attività di volontariato a contatto con il mondo dei senza dimora. Il film vuole essere un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’emergenza degli homeless che a Milano è particolarmente forte. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Milano (Direzione centrale politiche sociali e cultura della salute) e della Fondazione Pubblicità Progresso. “In questi luoghi frequentati dai senza dimora ho potuto vedere e ascoltare storie straordinarie ed emozionanti di persone a cui è bastato veramente poco per trovarsi in mezzo a una strada: papà separati, pensionati con il minimo della pensione, imprenditori falliti, operai senza lavoro dopo la chiusura della loro fabbrica.. Ho sentito il dovere morale di dare voce alle loro storie, non solo perché questi individui non hanno i mezzi per farlo, ma anche perché si tratta di una situazione in cui, purtroppo, qualunque persona “normale” potrebbe ritrovarsi. Occorre affrontare questa verità e dare una risposta concreta per risolvere l’emergenza “, dice Giovanni Bedeschi.

Del film sono stati già creati un teaser di venti minuti e un trailer che Bedeschifilm ha autoprodotto e finanziato, grazie ai quali la casa di produzione ha raggiunto un accordo per la distribuzione dell’opera presso le sale d’essai in tutta Italia e nella Svizzera italiana. Il soggetto, scritto da Sergio Rodriguez, racconta la storia di due senzatetto tra le vie di Milano e di un evento particolare, il ritrovamento di un neonato in un cassonetto, che sconvolgerà le loro vite. Tra gli attori protagonisti, Paola Pitagora, Sergio Leone, Donatella Bartoli, Gigi Piola.

Dato che il film verrà prodotto in modo indipendente dalla casa di produzione Bedeschifilm, è stata lanciata, con l’obiettivo di raccogliere 250 mila Euro, una campagna di crowdfunding – la raccolta fondi dell’era della sharing economy – sulla piattaforma Indiegogo. Per dare il proprio contributo c’è tempo fino il 15 dicembre.  A oggi, quando mancano 35 giorni alla deadline, sono stati raccolti 3.990 euro. I proventi generati dal film saranno donati a due fondazioni milanesi entrambe attive nell’ambito della solidarietà ai senza dimora. Il sito dedicato al film è: www.panedalcielo.com.

Intervista video al Regista Giovanni Bedeschi

http://www.panedalcielo.com/it/video/intervista-bedeschi/ZB-MlQ3Rc4o

Affittare una bicicletta gratis? A Berlino si può

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Nel giorno in cui si celebra il ventiseiesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, SocialEconomy vi presenta storia di BikeSurfBerlin, una organizzazione tedesca che promuove concretamente la condivisione delle biciclette private. La particolarità di BikeSurf risiede nella fatto che il servizio di bike sharing, nel più totale spirito della sharing economy, è totalmente gratuito. Per usufruire del servizio occorre essere registrati sul sito http://www.Bikesurf.org in pochissime altre mosse (scelta della location, del giorno e della bicicletta) il gioco è fatto. Per rendere ancora più semplice l’utilizzo gli ideatori di questo particolare bike sharing hanno crato un video tutorial che spiega le mosse da compiere per avere una bicicletta in modo totalmente gratis. L’iniziativa ha avuto cosi tanto successo che dopo l’avvio nella capitale della Germania sono nate delle affiliazioni spontanee a Atene, Dublino, Lisbona, Santiago, Stoccoloma, Varsavia, in alcune città degli Stati Uniti e della Norvegia.

Bikesurf (video)

American Express punta a essere la carta di credito della sharing economy

  
American Express e Airbnb hanno annunciato di aver sottoscritto una partnership che consentirà a tutti i possessori della iconica carta di credito e accedere con più semplicità alle oltre 1,5 milioni di case presenti sul marketplace di uno principali operatori della sharing economy. Grazie all’accordo tutti gli American Express® Member Card potranno utilizzare i punti Membership Rewards per le prenotazioni Airbnb, e potranno farlo direttamente attraverso il sito della società californiana. 

Con questo accordo, che fa seguito a uno simile firmato con Uber qualche mese fa, American Express conferma così la propria attenzione al mondo della sharing economy.