Dall’aereoporto Orio al Serio di Bergamo arriva la prima lounge per viaggiatori in condivisione. Il suo nome è ZZZleepAndGo: una piccola unità abitativa totalmente automatizzata, che comprende un letto, una postazione di lavoro dotata di wi-fi, prese USB e power station. L’idea è di quattro giovani ragazzi italiani, Alberto Porzio, Matteo Anthony Destantini, Nicolas Montonati e Gianmaria Leto, che vogliono, con il proprio prodotto, provare a rendere più rilassanti e confortevoli le attese – a volte estenuanti – dei viaggiatori in partenza con I’aereo. I primi tre esemplari sono stati installati da qualche giorno nella zona arrivi dell’aerostazione orobica che si caratterizza per la massiccia presenza della
compagnia low cost Ryaniar. I viaggiatori possono prenotare la propria mini lounge tramite l’app disponibile per dispositivi Ios e Android al costo di 8 euro per la prima ora e 7 € per quelle successive (calcolate sulla base di una tariffazione al minuto). Sul sito web della
società, che ha sede a Vergiate in provincia di Varese, sono anche annunciate (ma non ancora acquistabili) per la fase di lancio alcune
promozioni che comprendono sei ore di permanenza a un costo di complessivo di 29 euro, oppure formule di abbonamento mensili e annuali.
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In USA la sharing economy stenta a conquistare la fiducia dei viaggiatori business
I viaggiatori d’affari statunitensi stanno tardando a utilizzare i servizi di sharing economy. Questa la “sentenza” che emerge dalla ricerca condotta su mille persone che viaggiano per lavoro da On Call International, una delle principali società di gestione del rischio di viaggio. Solo il 12% dei viaggiatori d’affari intervistati hanno usato un servizio di ride sharing come Uber e Lyft come alternativa al taxi durante un viaggio di lavoro. Inoltre, solo il 4% hanno soggiornato in un alloggio prenotato tramite Airbnb per un viaggio d’affari preferendo invece il soggiorno in hotel. I risultati dello studio indicano che le preoccupazioni attinenti alla sicurezza possono contribuire al poco utilizzo dei servizi sharing, anche se molti viaggiatori business ritengono questi servizi altrettanto sicuri come quelli dei tradizionali concorrenti della old economy. Secondo l’indagine, solo il 7% dei business traveler intervistati reputa più sicuro Uber rispetto al taxi, mentre soltanto il 2% ritiene la sistemazione prenotata tramite Airbnb più sicura rispetto al pernottamento alberghiero. Nonostante queste preoccupazioni sul tema della sicurezza, molti viaggiatori d’affari ritengono, comunque, l’economia della condivisione altrettanto sicura al pari dei corrispondenti servizi tradizionali. La maggioranza (55%) degli intervistati ritiene che i taxi e i servizi autorizzati come Uber sono parimenti sicuri, mentre il 44% crede che il pernottamento in un albergo presenta la stesso livello di rischio di un alloggio Airbnb, affermando, in ogni caso, che entrambe queste due opzioni sono sicure. Nel frattempo, i datori di lavoro sembrano indifferenti all’utilizzo da parte dei propri dipendenti dei servizi dell’economia condivisa: il 91% dei viaggiatori d’affari affermano che il loro datore di lavoro non ha mai fornito protocolli o linee guida di sicurezza per l’utilizzo questi servizi durante un viaggio d’affari, mentre, il 73% dice che la società per la quale lavorano non ha mai approfondito la possibilità di utilizzare i servizi sharing durante una trasferta di lavoro.
Ecco le 16 società che per Credit Suisse potrebbero beneficiare del boom della sharing economy
La sharing economy sta certamente influenzando e modificando le abitudini dei consumatori di larga parte del mondo e conseguenzialmente sta attranedo l’interesse di parecchi investitori. In un report del 18 settembre, Credit Suisse ha analizzato, con il lavoro degli analisti Eugene Klerk, Richard Kerseley e Marcello Prato, questo fenomeno fornendo una panoramica dei settori che a loro avviso sono suscettibili di essere colpiti dall’ulteriore espansione dell’economia della condivisione. Gli analisti hanno preso in esame i settori, sotto-settori e le imprese che sono altamente esposte al concetto di condivisione e quelle che possono avere un’esposizione parziale al fenomeno. I settori individuati inizialmente dalla ricerca di Credit Suisse sono quelli del Transport, Travel & Leisure, Business service, Financial e quelli non classificati ma con aderenze al tema della condivisione. Successivamente sono stati individuati i sotto-settori più promettenti: Auto, Insurance, Bicycle, Hotel, Logistic, Recruitment, Office sharing, P2P lending, Pre-owned good e Social media. Infine, per ogni subsector sono state individuate le società quotate in borsa che potrebbero beneficiare del trend positivo della sharing economy.
Ecco l’elenco delle sedici aziende su cui Credit Suisse si aspetta di vedere un effetto positivo dall’aumento del business condiviso: Auto: Avis Budget, Axa e Hertz; Bycicle: JC Decaux e Shimano; Hotel: HomeAway e TripAdvisor; Logistic: Amazon.com; Recruitment: Linkedin; Office sharing: Regus; P2P Lending: LendingClub e Visa; Pre owned good: EBay e MercadoLibre; Social media: Facebook e Yelp.
Nel report vengono spiegate anche le motivazioni che hanno spinto gli analisti della banca svizzera a includere queste società tra quelle che potrebbero risentire positivamente dell’effetto sharing economy. Avis Budget e Hertz potrebbero beneficiare del maggiore utilizzo del car sharing, mentre, Axa potrebbe subire un positivo effetto del fatto che società come Uber potrebbero volere una polizza globale per i propri veicoli. L’espansione del bike sharing potrebbe, invece, portare benefici a JC Decaux in quanto “uno dei più grandi operatori a livello mondiale” e Shimano che da produttore di componenti per bici potrebbe ricevere un beneficio indiretto. Per quanto riguarda il settore Hotel ricadute positive potrebbero esserci su HomeAway e su TripAdvisor che secondo gli analisti potrebbe “ampliare la propria offerta alla condivisione di alloggi”. Per il settore della logistica Amazon.com potrebbe avre un‘espansione nei delivery service e nella proposta di beni di seconda mano. Per quanto attiene i servizi a supporto del business Linkedin potrebbe avere benefici dal P2P staffing mentre Regus ne potrebbe avere per via della domanda di spazi di lavoro in condivisione. Per il settore finanziario le attenzioni positive si concentrano su LendingClub e Visa come sistemi alternativi ai tradizionali per ottenere finanza. Su EBay e MercadoLibre si scrive che entrambe le aziende potrebbero beneficiare della crescita della condivisione (e vendita) di merci di seconda mano. Infine, Facebook e Yelp possono trarre beneficio dal fatto che le società della sharing economy utilizzano i social media per sviluppare e espandere la propria offerta.
Airbnb: 69 milioni di Euro l’impatto economico su Atene
Che impatto genera la
sharing economy su una città? Per rispondere a questa domanda, Airbnb, uno dei massimi player dell’economia condivisa, ha realizzato – per alcuni dei comuni in cui è presente – dei report in cui analizza l’effetto economico, sociale e sull’ambiente derivante dalla propria presenza. Socialeconomy vi racconterà in diverse puntate quanto emerge da queste ricerche iniziando il viaggio da Atene, una delle capitali europee che più ha risentito negli ultimi anni della congiuntura economica.
Lo studio, realizzato dalla società californiana, prende in esame il periodo che va da ottobre 2013 a settembre 2014 (mesi in cui la Grecia è stata guidata da Antonis Samaras che successivamente, nel 2015, ha lasciato il posto al leader di Syriza Alexis Tsipras) intervallo temporale in cui 720 host ateniesi hanno ospitato viaggiatori Airbnb per una media di 68 giorni all’anno. Il 31% dei proprietari di casa che hanno inserito il proprio immobile nella piattaforma di sharing si occupa di servizi nell’ambito di settori creativi (arte e design) mentre solo il 7% lavora nel mondo della finanza. L’impatto complessivo sull’economia della capitale greca è stato di 69 milioni di Euro, considerando sia le entrate arrivate direttamente agli host Airbnb dai guest ospitati, sia le spese indirette e indotte generate da coloro che hanno soggiornato attraverso la piattaforma. A livello di impatto sull’occupazione Airbnb ha supportato 1.060 posti di lavoro. Il 73% degli host non sono impiegati stabilmente e il 28% di loro ha dichiarato che le entrate generate dall’hosting sono servite per finanziare la propria attività di freelance oppure ad avviare una nuova attività. La maggioranza di quanto ricavato dall’affitto è comunque servita agli ateniesi per pagare le spese ordinarie delle proprie abitazioni e le tasse di proprietà immobiliare. Ricadute positive ci sono anche per i quartieri in cui sono situate le abitazioni: ogni ospite in media ha speso 218 euro nelle vicinanze del proprio alloggio durante il periodo di permanenza nella Comune guidato dal Sindaco Giorgos Kaminis. Ulteriore beneficio emerso dal sondaggio è quello sociale. Gli host hanno, infatti, evidenziato che uno dei vantaggi è l’arricchimento culturale derivante dall’aver ospitato cittadini stranieri con diverso background, cultura e lingua. Ultimo aspetto preso in esame da Airbnb è quello relativo all’impatto positivo sull’ambiente derivante dall’aver soggiornato in abitazioni anziché in tradizionali strutture ricettive: a livello energetico è stata risparmiata corrente elettrica pari a quella di 621 abitazioni; l’acqua consumata in meno è pari a quella necessaria per riempire 10 piscine olimpiche; mentre il risparmio in termine di minor rifiuti prodotti è stato misurato in 89 metri cubi di tonnellate.
Ohlala! La escort in sharing
SocialEconomy ha incontrato Pia Poppenreiter, fondatrice di Ohlala.com, società che è stata definita da Techcrunch “A Uber for escort”. Ohalala è, infatti, un web app mobile che permette nella totale legalità l’incontro tra domanda e offerta di incontri pagamento. Il servizio, che al momento è attivo in tre città della Germania – Paese in cui la prostituzione è legale-, funziona così: il cliente inseriesce nella app la propria richiesta, specificando la zona della città dove si trova, il livello di prezzo che è disposto a pagare e l’orario dell’appuntamento; l’annuncio del cliente in modo automatico viene inviato a tutte le escort che si trovano nelle vicinanze del luogo prescelto; le donne, accettando la richiesta, potranno entrare in contatto tramite chat con il potenziale cliente e arrivare a un appuntamento. In buona sostanza sono le donne a sceglersi il proprio cliente. Particolarità del servizio è rappresentato dalla garanzia di anonimato e massima attenzione per la privacy: tutti i profili degli utenti non sono pubblici quindi il profilo delle donne verrà visualizzato dal cliente solo dopo che è stato raggiunto un accordo e fissato un appuntamento mentre quello del cliente viene mandato non atutti le escort iscritte ma solo a quelle che si trovano nelle vicinanze del luogo in cui il potenziale cliente si trova.
Pia Poppenreiter, ci descrive cosa è Ohlala?
Ohlala.com è una web app mobile che collega le donne e gli uomini per avere incontri a pagamento, immediatamente.
Come è nata l’idea di fondare Ohlala?
Si tratta di un concetto derivato dalla mia precedente società PEPPR, una app che collegava i clienti alle escort.
Le piace la definizione data da Techcrunch “una Uber per escort”?
Ha una dinamica simile e il confronto con Uber rende il concetto rapidamente e facilmente comprensibile per un pubblico più vasto. Io sono pragmatica sulla frase “una Uber per escort”.
Eliminando l’intermediario tra le donne e il cliente pensa che Ohlala dia più libertà alle donne che utilizzeranno il vostro marketplace?
Sì. Non solo la libertà, ma anche l’anonimato. Sono le donne che decideno cosa mostrare del loro profilo.
Ohlala ha iniziato a Berlino, Monaco e Francoforte, si sta pensando all’espansione in altri paesi? Se sì, dove?
Abbiamo iniziato a Berlino e lanceremo questo mese il servizio a Francoforte e Monaco. Attualmente stiamo valutando in quale paese potremmo lanciare il servizio.
Quali sono i vantaggi per le donne?
Il più grande vantaggio, secondo il mio parere, è l’anonimato. Non abbiamo un profilo pubblico.
Quali sono i vantaggi per i clienti?
Per i clienti che amano pagare, Ohlala è sicuramente una rapida risposta a una richiesta.
Si sta considerando di espandere i tipi di servizi? (Per esempio: possibilità per gli uomini di inserire un’offerta come gigolò- o aprire alla comunità LBGT?
Sì, se la domanda (di mercato nda) è lì, la prenderemo sicuramente in considerazione.
Ritenete la vostra società parte della sharing economy?
Noi stiamo soltanto ricostruendo online ciò che sta accadendo offline. Lo stiamo rendendo soltanto più efficiente e più sicuro.
Qual è la sua idea circa lo sviluppo dell’economia della condivisione ?
Credo che la tecnologia e un nuovo concetto renderà più efficiente, la condivisione
- Pia Victoria Poppenreiter and Dr. Torsten Stüber
- Pia Victoria Poppenreiter
Airbnb e Optus insieme per abbattere in viaggio i costi del roaming dati
Se esistessero ancora, le cabine telefoniche sarebbero certamente un esempio di sharing economy. Adesso, nell’epoca in cui le connessioni da mobile hanno superato quelle da desktop, un operatore TLC e uno dei principali operatori dell’economia condivisa provano a condividere la strada per incrementare i rispettivi business. Succede in Australia dove Optus, l’operatore aussie di telefonia, ha annunciato di aver siglato una partnership con Airbnb. L’accordo, finalizzato a facilitare in termini tariffari la connessione da smartphone o tablet dei viaggiatori che scelgono un alloggio Airbnb, consentirà ai clienti dell’operatore australiano di ridurre i costi di roaming e così da poter navigare lontani dal proprio Paese da dispositivi mobili con maggiore tranquillità. L’offerta, valida soltanto per i residenti in Australia, dà, infatti, la possibilità ai clienti Optus, nuovi sulla piattaforma di home sharing, di richiedere gratuitamente, dopo aver effettuato una prenotazione (fuori dalla terra dei canguri) su Airbnb, una SIM prepagata di $30AUD da utilizzare al momento del viaggio per navigare in roaming internazionale. Per poter ricevere la SIM sarà necessario completare (compreso l’ok da parte dell’host Airbnb) la prenotazione entro il 31 dicembre 2015.
Inoltre, i clienti della compagnia telefonica, nuovi su Airbnb, riceveranno un voucher di $50AUD da spendere sul sito della società californiana per una prenotazione superiore a $100AUD. Rohan Ganeson, Manager Director Customer di Optus, nel commentare l’intesa ha affermato che: “Fornire ai viaggiatori un po’di credito extra prima di decollare darà loro una cosa in meno di cui preoccuparsi. Il viaggio è così eccitante ma districarsi tra i piani tariffari all’estero può essere un’esperienza frustrante. Abbiamo collaborato con Airbnb per abbattere questa barriera e aiutare i viaggiatori a sentirsi come un local, non appena si atterra”. Sam McDonagh, General Manager di Airbnb ha dichiarato: “Questa notizia sarà un bonus di benvenuto agli australiani.
Questa favolosa partnership permetterà clienti Optus e Airbnb di atterrare in piedi non appena mettono piede in qualsiasi parte del mondo”.
Le due società, inoltre, hanno annunciato () che seguiranno nei prossimi mesi altre iniziative nell’ambito della partnership siglata.
Una capra in sharing? È possibile grazie a Amazon
Una capra in sharing per sistemare il giardino? Oggi è possibile.
Tramite Amazon si può infatti affittare, al momento soltanto negli USA, un gruppo di capre (il servizio si chiama goat-grazing) che ruminando aiutano l’uomo nella gestione del giardino contribuendo a eliminare le erbacce. Per poter utilizzare il servizio occorre richiedere un preventivo indicando le misure dell’area da “ripulire”, i dettagli della composizione del giardino, onde evitare che siano presenti agenti velenosi e altre caratteristiche. Una volta definiti i dettagli, il gruppo di capre viene consegnato a domicilio e resta in giardino fino al raggiungimento dell’obiettivo prefissato.
Le capre sono un ruminante eccezionale che, grazie alla ripartizione in quattro dei propri stomaci, si adatta a condizioni che sarebbero proibitive per altri animali. Come raccontanto da Newsweek, nel 2014 Amazon ha “assunto” circa 40 capre – tutte dotate di codice identificativo del personale -che “lavorano” nel giardino del centro di distribuzione della sede giapponese del colosso dell’e-commerce.
La scelta di affidare agli animali la cura dei giardino e degli orti ha dei precedenti illustri proprio negli USA: nel 1920 il Presidente Woodrow Wilson e la First Lady Edith, a causa della mancanza di manodopera derivante dal fatto che era in corso la Prima Guerra Mondiale, portarono alcune pecore nel giardino della Casa Bianca per fertilizzare il terreno.
Con Sailo la sharing economy arriva in barca
Fortune recentemente l’ha definitia l’Airbnb dei mari. Stiamo parlando di Sailo, una startup con sede a New York e a Miami che da due anni collega la domanda di chi vuole affittare un’imbarcazione con l’offerta degli armatori che possiedono una barca che nella maggior parte dei casi rimane per molto tempo ormeggiata in banchina. Il meccanismo di Sailo è quello consolidato del marketplace: attreverso il sito sailo.com avviene infatti il matching tra domanda e offerta (in alcuni casi anche con skipper). La società è stata fondata da 4 giovani ragazzi, Adrian Gradinaru (CEO), Magda Marcu (Operations & Finance), Delphine Braas (Marketing & Business Development) e Bogdan Batog (Engineering) di cui 2 con prestigiosi MBA alla Columbia University, con la volontà di riuscire a rendere la nautica accessibile a tutti e cercare di portare la sharing economy dalla terra ferma al mare. L’azienda a oggi ospita annunci di oltre 300 imbarcazioni tra barche a vela, motoscafi e yacht localizzate nell’area New York, Cape Cod, Florida e San Diego. Tra le disponibilità offerte dagli armatori anche quella di trascorrere una giornata intera, al costo di US$ 1.000, tra le acque di Manhattan per godersi lo skyline di New York.
Sailo
http://www.sailo.com
Dalla Sardegna arriva il Tir-Sharing
L’economia della condivisione continua a riscuotere consensi, cosi dopo biciclette, auto e scooter tocca ai TIR. L’idea è venuta a Francesco Murru, un giovane sardo di Nuoro che ha inventato Sendilo, un portale (www.sendilo.it) attraverso il quale gli autotrasportatori – con partita IVA e mezzo proprio – possono mettere in vendita lo spazio disponibile sui propri mezzi di trasporto offrendolo a chi ha esigenze di effettuare una consegna. Per esempio: un autotrasportatore che ha una consegna da fare sulla rotta Roma – Milano ed ha ancora spazio sul proprio mezzo, oppure rientra da Milano a Roma scarico può mettere tale viaggio a disposizione di chi deve spedire della merce, ad un prezzo competitivo, visto che comunque quel viaggio lo deve comunque fare. Con questo sistema il proprietario del mezzo di trasporto ottimizzando il carico ha cosi un risparmio sul carburante e pedaggi autostradali, mentre chi ha esigenze di spedire della merce può farlo contenendo i costi di spedizione. L’idea è venuta osservando il fatto che circa la metà dei mezzi di trasporto merci in italia viaggia scarico. Molto lodabili anche le finalità di rispetto per l’ambiente: ottimizzando il trasporto merci si risparmia infatti carburante e quindi si riducono le emissioni di CO2 nell’ambiente. L’incrocio tra domanda e offerta avviene tramite il portale sendilo.it nel quale coloro che hanno bisogno di effettuare una spedizione inseriscono la propria richiesta ricevendo e a stretto giro un preventivo da parte degli autotrasportatori iscritti al servizio. A questo punto al cliente non resterà che scegliere quello a lui più congeniale e perfezionare la spedizione. Il sistema si basa sui feedback che rappresentano una garanzia per chi cerca una spedizione.
Enjoy: dall’8 al 30 agosto scatta la promozione
Enjoy, l’operatore di car e scooter sharing attivo a Milano, Roma, Torino e Firenze, lancia la promozione estiva. Dall’8 al 30 agosto effettuando almeno 15 euro di noleggi si riceverà (entro le 24 ore successive) in omaggio un buono, valido fino al 30 di settembre 2015, del valore di 5 euro. Inoltre affittando un veicolo Enjoy per l’intera giornata oltre al voucher di 5 Euro se ne riceverà uno aggiuntivo del valore di 10€. Ogni utente può partecipare una sola volta per ciascuna delle due modalità promozioni e accumulare voucher per un importo massimo di 15€.

















