Si è aperta ieri la fase di raccolta di American Startup Club, il primo club d’investimento progettato da SiamoSoci, la piattaforma italiana di equity crowdfunding, in partnership con il fondo Mission and Market per offrire agli investitori italiani la possibilità di investire nelle startup statunitensi .
SiamoSoci collaborerà, quindi, con il team di professionisti formato da Stefano Bernardi, Simone Brunozzi e Francesco Simoneschi che attraverso Mission and Market Capital hanno creato un fondo (Mission and Market Fund I) dedicato alle più promettenti startup early stage che gravitano intorno all’area di San Francisco.
“Solo vivendo in Silicon Valley ci si rende davvero conto dell’energia di questo posto – dichiara Simone Brunozzi, con un passato da executive presso grandi corporation tecnologiche come Amazon e VMware, e più recentemente come CTO di una start-up innovativa – e noi abbiamo deciso di sfruttare le nostre relazioni, le nostre competenze e la nostra esperienza, per investire in startup che, davvero, stanno cercando di cambiare il mondo, un pezzettino alla volta. Siamo felici di poter mettere tutto questo a disposizione di SiamoSoci in una partnership snella ed efficace.”
Registrata in Italia con la formula giuridica della Spa, American Startup Club avrà una durata pari a quella del fondo a cui intende portare 1.1 Mln di Euro, attraverso le sottoscrizioni degli investitori italiani. A sua volta, Mission and Market Fund I, che ha già compiuto 31 investimenti, punta a raccogliere un totale di US$ 3 milioni per continuare a coinvestire in cordata con player del calibro di Founders Fund, Microsoft Ventures, Draper, 500 Startups e Google Ventures.
La possibilità di accedere ad un mercato ricco e fiorente di risorse e tecnologie, la selezione di startup garantita dai grandi investitori USA e una soglia d’ingresso a vantaggio di molti (pari a 10.000 Euro), rappresentano le caratteristiche peculiari di American Startup Club, che si vanno a sommare a quelle tipiche dei club studiati da SiamoSoci: semplicità nella consultazione dei documenti e diversificazione del portafoglio.
Grazie al Club, gli investitori italiani avranno un filo diretto con le innovazioni portate avanti da aziende che sviluppano brevetti e soluzioni davvero rivoluzionarie e provenienti dai migliori acceleratori d’impresa al mondo, tra cui il prestigioso Y Combinator.
Le startup già presenti nel portfolio di Missione and Market Fund I sono attive in vari settori: biotech e fintech, hardware e robotica, food e mobile. In particolare si segnalano Cofactor Genomics, che realizza un software in grado di analizzare il micro-RNA a scopi diagnostici; Enlitic, che impiega tecniche di machine learning per realizzare diagnosi mediche tumorali più veloci e accurate; Eaze, il primo servizio di delivery di prodotti a base di cannabis per uso medico; e Seed, che sta costruendo una nuova piattaforma bancaria, puramente dedicata a clienti aziendali.
La finestra utile per consultare la documentazione di American Startup Club ed effettuare su SiamoSoci le manifestazioni d’interesse è fino al 15 aprile 2016.
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Non solo sharing economy, anche i taxi puntano sull’innovazione

Non solo Uber e sharing economy. Anche le tradizionali società di taxi si sono aperte all’innovazione e alle nuove abitudini di consumo dei clienti. Un buon esempio di come le auto gialle si sono attrezzate per la sfida commerciale arriva da Milano, città in cui tutte varie sigle di taxi si sono dotate di app che consentono al consumatore di poter chiamare un’automobile al posto della tradizionale telefonata e alcune anche di pagare tramite smartphone o tablet. Il nostro viaggio nella capitale lombarda inizia da quella di Taxi Blu 024040 che ha sviluppato con Vodafone e Gulliver una semplice applicazione per smartphone che offre la possibilità di chiamare una macchina, oppure di prenotarla, in pochissime semplici mosse grazie anche a un sistema GPS integrato. Il radio taxi 024040 aderisce inoltre a AppTaxi un servizio tramite app attivo in 18 città che conta su una flotta di 4000 auto. Altra app è ItTaxi, che a Milano è utilizzata dalle auto dello 026969, ed è attiva in 40 città tra cui Roma, Torino, Firenze e Bologna. Con ItTaxi si può non solo richiedere un’auto ma anche di pagare la corsa con PayPal. Secondo quanto riportato da La Stampa nel prossimo futuro tramite questa app sarà anche possibile condividere le corse con altri passeggeri. Proseguiamo il viaggio con MyTaxi, l’app comprata da Mercedes alcuni anni fa che conta 10 milioni di clienti e 45.000 taxi in tutto il mondo. La particolarità di MyTaxi è che consente, tramite inserimento delle proprie credenziali, di pagare con un semplice swipe tramite carta di credito e offre la possibilità all’utente di esprimere un giudizio sul tassista dando un rating che va da una a cinque stelle. Altra applicazione per smartphone è QuiTaxi dello 028585 che oltre che a Milano consente di chiamare un’automobile, scegliendo varie opzioni tra cui un’auto che accetta la carta di credito, in svariate città tra cui Roma, Venezia Mestre, Bologna, Treviso, Verona e Padova. Il nostro viaggio tra le novità tecnologiche che facilitano la chiamata di un taxi nel capoluogo lombardo si conclude con l’app MilanoInTaxi. Il servizio, iniziato con una sperimentazione a luglio 2015, è stato voluto dal Comune di Milano congiuntamente all’avvio del numero unico 027777. Con questa app, che in pratica è la versione moderna delle vecchie colonnine, i clienti posso richiedere in poche mosse il taxi più vicino al luogo in cui si trovano. Anche in questo caso al momento della richiesta l’utente può inserire le caratteristiche di suo gradimento. Il funzionamento è semplice e intuitivo sia per gli utenti che per i conducenti: il cliente che aprirà MilanoInTaxi verrà immediatamente localizzato dal software realizzato da Fastweb che individuerà il veicolo più prossimo al posteggio taxi più vicino e invierà un segnale allo smartphone del tassista. Nel momento in cui quest’ultimo darà conferma della sua disponibilità a effettuare il servizio, l’utente riceverà un sms con le indicazioni sul tempo di attesa e il numero del taxi in arrivo.
A Londra c’è già il primo black cab che usa Uber
Dopo appena 48 ore dal blog post con cui Jo Bertram, General Manager di Uber in UK, ha annunciato la possibilità per i black cab di poter utilizzare l’app Uber per aumentare la propria mole di lavoro, a Londra c’è gia il primo tassista tradizionale che ha dato fiducia alla società californiana. La prova di quella che sembra essere la prima adesione la si può facilmente ottenere (come dimostrano le immagini pubblicate in questo nostro post) tramite l’applicazione del colosso della sharing economy. Martedi scorso 9 febbraio – come SocialEconomy vi ha raccontato – Uber aveva reso nota la volonta di “aprirsi” nella capitale UK anche ai tradizionali taxi offrendo loro la possibilità di utilizzare, gratuitamente per i primi dodici mesi, il proprio sistema. Con questa novità i londinesi possono quindi chiamare il classico black cab londinese attraverso la app Uber pagando attraverso il proprio smartphone, mentre, i tassisti possono incrementare il proprio giro di affari intercettando la domanda di tutti quegli utenti che quando hanno bisogno di spostarsi in città preferiscono Uber al taxi tradizionale
Aggiornamento alle ore 19: UK i taxi londinesi che hanno scelto di usare anche i servizi Uber sono almeno due.
Gnammo porta il social eating al ristorante
Oltre a Uber anche Gnammo prova la via dell’integrazione tra sharing economy e old econony. La principale piattaforma italiana di social eating ha, infatti, annunciato tramite il proprio blog che le proprie cene condivise saranno disponibili anche nei ristoranti. La nuova iniziativa parte da Torino, ma nei prossimi giorni anche in altre città italiane si potra cominciare a vivere questa nuova esperienza della costellazione di Gnammo. Il funzionamento di un evento di social restaurant è davvero semplice: nei ristoranti che sceglieranno di creare un evento sulla piattaforma Gnammo un tavolo sarà agli gnammers che potranno così assaporare tutti insieme, dopo aver prenotato tramite il sito web gnammo.com, tanti buoni piatti. I primi chef hanno deciso di ospitare gli gnammers sono lo stellato Marcello Trentini del ristorante Magorabin e Francesco Cardamone de L’Hamburgeria di Eataly.
Milano, il bike sharing per i bambini pronto a ripartire

La sensibilità di Milano alla sharing economy non conosce età. Dopo la sperimentazione avviata lo scorso settembre con la prima stazione in Piazza Castello Junior BikeMi, il servizio di bike sharing per bambini, è infatti pronto a partire in via definitiva. A renderlo noto è stato il Comune di Milano attraverso un post sulla propria pagina Facebook. Il servizio di noleggio, come già raccontato da SocialEconomy, sarà attivato nel corso dei prossimi mesi in 20 stazioni del bike sharing, quelle più vicine ai parchi, da Porta Venezia a Parco Sempione. In queste rastrelliere accanto alle bici tradizionali ed elettriche per adulti, saranno posizionate 6 mini bici. In totale saranno 120 i nuovi mezzi, disponibili tutti i giorni dalle 7 all’1 di notte, che potranno essere presi, uno o due, da qualsiasi abbonato BikeMi al costo di 1 euro, per un massimo di 2 ore. Mamme e papà potranno così pedalare in condivisione con i propri bambini. Milano è la prima città italiana ad aver introdotto il servizio di bike sharing per i più piccoli.
Londra, da oggi con Uber si potranno scegliere anche i tradizionali black cab
Uber, attraverso un post pubblicato sul proprio blog londinese, ha annunciato che da oggi a Londra i propri utenti, sempre attraverso la propria app, potranno chiamare anche un tradizionale black cab, il celebre taxi inglese. Si proprio cosi, attraverso l’applicazione di Uber sarà dunque possibile scegliere anche il “normalissimo” taxi nero. Nel post Jo Bertram, General manager di Uber in UK, afferma che “I black cab e Uber possono coesistere” e questa novità annunciata oggi vuole essere un’applicazione concreta.I tassisti tradizionali della capitale UK potranno decidere, infatti, di connettersi ai propri clienti anche attraverso Uber. Questo servizio che la società californiana ha deciso di mettere a servizio dei tassisti non prevede, per i primi dodici mesi, il pagamento di commissioni. In questo modo i londinesi potranno chiamare un taxi attraverso la app Uber pagando attraverso il proprio smartphone, mentre, i tassisti potranno incrementare il proprio giro di affari intercettando la domanda di tutti quegli utenti che quando hanno bisogno di spostarsi in città preferiscono usare la app Uber. Noi di SocialEconomy speriamo, anche se dubitiamo non poco a dire il vero, che i tassisti londinesi decidano di aprirsi a questa interessante novità che è un esempio concreto di come la tecnologia e l’innovazione possano, attraverso il dialogo, contribuire a migliore il mercato e l’economia e i servizi all’utenza.
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Beyoncé ha scelto una villa Airbnb per trascorrere il weekend del Super Bowl
La rosa dei personaggi celebri che ripone fiducia nella sharing economy continua a aumentare. L’ultimo V.I.P. in ordine cronologico a farlo è stata Beyoncé che per il week end del Super Bowl ha scelto una abitazione su Airbnb. A rivelarlo è stata la stessa cantante che sulla sua pagina Facebook ha postato una fotografia che la ritrae su un divano accompagnata dalla frase “It was a Super weekend Airbnb”. Secondo quanto riportato dal sito USA Mashable la cantante, che è stata protagonista indiscussa dell’half time show dell’evento sportivo statunitense più importante del 2016, ha scelto una villa a Los Haltos Hills con piscina, vista mozzafiato sulla baia di San Francisco e sulla Silicon Valley, SPA e altre amenità. Il costo stando a quanto si può leggere su Airbnb è di US$ 10.000 a notte.
La Francia si prepara a regolare la sharing economy

Secondo quanto riportato dalle colonne del quotidiano francese Les Echos la Francia si starebbe preparando a regolamentare i servizi dell’economia condivisa. L’articolo della testata francese rende noto che il deputato socialista Pascal Terrasse ha terminato la stesura di uno studio sulla sharing economy e lo consegnerà oggi al Primo Ministro Manuel Valls. Le proposte del deputato francese avrebbero come obiettivo principale quello di trovare una via allo sviluppo dell’economia della condivisione che vada a vantaggio di tutto il sistema economico francese. Le proposte di Terrasse non prevederebbe norme specifiche per i servizi in sharing ma inseririrebbe gli stessi all’interno delle norme gia oggi esistenti. Secondo il deputato francese le forme di sharing economy andrebbero incoraggiate promuovendo, in particolare, esperimenti locali.
Wimdu: ecco le 5 città più prenotate per il weekend di San Valentino

Chi ha detto che San Valentino debba essere per forza sinonimo di cena a lume di candela? Nell’era della sharing economy una valida alternativa è rappresentata da un weekend fuori porta per andare alla scoperta delle tante eccellenze italiane. Wimdu – la più grande piattaforma europea per la ricerca di appartamenti per vacanze privati – ha stilato una classifica delle città italiane che hanno collezionato più prenotazioni per la festa degli innamorati che nel 2016 cade di domenica. Nelle prime 3 posizioni troviamo le città che per aspetti diversi sono certamente le più romantiche d’Italia: Roma, Venezia e Firenze. La quarta posizione è, invece, occupata dalla siciliana Siracusa. Quinto posto per un’aktra città di mare: Genova.
Super Bowl, con Airbnb è possibile guardarlo in TV a casa di uno dei giocatori dei Carolina Panthers

Roman Harper, giocatore della squadra di football americano Carolina Panthers, ha deciso di affittare tramite la piattaforma di Airbnb la propria abitazione per la notte del Super Bowl che lo vedrà protagonista insieme ai compagni nella sfida contro i Denver Broncos che si svolgerà il 7 febbraio. In questo modo il giocatore vuole aprire le porta della propria casa a un suo fan dandogli la possibilità di assistere al principale evento sportivo USA del 2016 dal proprio divano con davanti una TV HD di settanta pollici. Nell’annuncio presente sul sito del big player della sharing economy si legge che la casa, un bellissimo appartamento con vista mozzafiato situato a Uptown Charlotte, è dotata di due posti letto, due bagni, una piscina olimpionica all’aperto e altre amenità. Per poter vivere l’attesissimo evento del Super Bowl dal divano di Roman Harper sono necessari US$ 5.000 che saranno internamente devoluti alla Harper’s Hope 41 fondation, onlus promossa dallo stesso giocatore per aiutare i giovani costretti a vivere in situazioni disagiate. Colui che deciderà di affittare la casa troverà come regalo un pallone di football autografato dallo stesso Roman Harper. Curiosità: nell’appartamento non sono ammessi animali soprattutto Broncos, i cavalli selvaggi scelti come simbolo dalla squadra NFL di Denver. Con questa iniziativa aumenta quindi il numero degli sportivi che hanno deciso di mettere la propria abitazione a disposizione del grande pubblico attraverso Airbnb. Da ultimo, come SocialEconomy vi ha raccontato settimana scorsa, era stato l’ex pilota di Formula Uno Eddie Irvine a mettere sul celebre marketplace la propria villa di Dublino.

