Due norme del DEF avranno un impatto diretto sulla sharing economy

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Nel DEF – il Documento di Economia e Finanza – approvato nelle scorse ore dal Consiglio dei Ministri sono previste due norme che avranno effetto sulla sharing economy. La prima riguarda l’introduzione della cedolare secca del 21% sugli affitti brevi  inferiori ai 30 giorni. Per questa tipologia di affitti, in sostanza, gli intermediari (sia digitali che fisici) agiranno in qualità di sostituto d’imposta trattenendo automaticamente al momento della conclusione della transazione il 21% della stessa a titolo di ritenuta fiscale. Gli intermediari (tra cui Airbnb solo per citare il più famoso)  verseranno quanto trattenuto alla casse pubbliche dello stato e emetteranno la certificazione unica per il proprietario dell’immobile . Tale norma (che a scanso di equivoci non è una tassa su Airbnb malgrado sia stata battezzata cosi a livello mediatico) serve a combattere la possibile evasione fiscale dei proprietari degli immobili adibiti a affitti temporanei. La seconda norma riguarda l’equity crowdfunding che viene inserito tra le forme di finanziamento alternative a favore delle PMI e delle startup innovative.

 

Equity crowdfunding: Mamacrowd chiude altre due campagne in oversubscription

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Sono quattro le offerte chiuse in overfunding su Mamacrowd, la piattaforma di equity crowdfunding (la raccolta di capitale dell’era della sharing economy aperta alle migliori startup e PMI innovative italiane) di SiamoSoci. Dopo Club Italia Investimenti 2 e PerFrutto, ora è la volta di Parterre e Felfil che hanno saputo convincere 136 investitori per un ammontare complessivo di 255mila euro. Parterre è la startup ha dato vita a una piattaforma che genera app mobile dedicate ai brand per una conoscenza più approfondita del proprio pubblico grazie alla raccolta di dati precisi e analizzabili in tempo reale. Parterre è già stata utilizzata in vari settori: da quello televisivo (con la app dedicata al popolare reality show Amici di Maria de Filippi), allo sport, da quello della moda alle elezioni politiche. Grazie a Mamacrowd ha raccolto 136.876 euro di adesioni, coinvolto 79 investitori e allargato il proprio network, come afferma il CEO Maurizio de Gregorio: “L’esperienza con il crowdfunding, gestito da Mamacrowd, è stata superiore alle nostre aspettative. Non solo perché abbiamo superato l’obiettivo di raccolta che ci eravamo prefissati, ma anche per la rete di nuove relazioni che si è creata con alcuni dei nuovi investitori. Con l’investimento ricevuto potremmo dare un serio impulso al nostro business plan, con l’acquisizione di nuovi clienti B2C e B2B e con la realizzazione della piattaforma di forecasting basata su machine learning. Sono convinto che il merito di questo successo sia da condividere con il team di Mamacrowd: la loro professionalità e competenza è stata determinante sia nella creazione della campagna che nella gestione operativa”. Felfil ha raccolto 117.942 euro di adesioni, raddoppiando l’obiettivo minimo fissato ad inizio raccolta. Per questo il CEO Fabrizio Mesiano si dichiara più che soddisfatto dell’esito della raccolta: “Mamacrowd ci ha convinto da subito per la chiarezza delle informazioni e per il supporto costante che è stato dato dal team, sia per quanto riguarda l’aspetto burocratico che per quello legato alla comunicazione e diffusione dei contenuti, in fase di preparazione e durante la raccolta. La campagna di Kickstarter ci aveva permesso di convalidare il prodotto, ora invece, grazie alla campagna di equity crowdfunding abbiamo rafforzato la proposta di business grazie alla fiducia dei 57 investitori. Attraverso questo primo round di investimento sarà possibile far fronte ad un nuovo batch di produzione e investire delle risorse in marketing e comunicazione per diffondere al meglio il nostro prodotto”. Felfil ha seguito il percorso di accelerazione di Treatabit, dedicato alle startup di natura digitale di I3P, l’incubatore del Politecnico di Torino. Prodotto di punta della giovane società è Felfil EVO, un estrusore di filamento per stampanti 3D che permette di rendere questa pratica più ecologica ed economica grazie l’uso di scarti plasitici e di stampa.

Tutte le PMI potranno fare ricorso all’equity crowdfunding. L’Italia tra i paesi con la normativa più avanzata al mondo


“Da oggi tutte le 136mila piccole e medie imprese italiane, non più solo quelle innovative e le startup, che hanno bisogno di liquidità per finanziare i propri progetti, possono farlo usufruendo dei portali di equity crowdfunding, le piattaforme online che permettono di raccogliere fondi attraverso la condivisione del progetto imprenditoriale in rete”. Così Adriana Galgano, deputata del gruppo Civici e Innovatori, prima firmataria  dell’emendamento alla Legge alla Stabilità che modifica il Testo Unico di cui al decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58, in materia di raccolta di capitali per le piccole e medie imprese semplificando la raccolta di risorse e incentivando la differenziazione delle fonti finanziarie e la ripresa del credito bancario. “Un’innovazione fondamentale – spiega Galgano – che fa dell’Italia uno dei paesi con la normativa di equity crowdfunding (la raccolta fondi dell’era della sharing economy nda) più avanzata al mondo e la pone tra le legislazioni europee più evolute in tema di politiche per la crescita e sviluppo di ecosistemi innovativi per l’impresa”.  Il crowdfunding anche nel nostro Paese, come dimostrano i dati di  Crowdfundingbuzz sta riscuotendo un buon successo e supportando lo sviluppo delle attività imprenditoriali. Sulle piattaforme italiane sono stati, infatti, raccolti oltre 6,35 milioni di euro dall’inizio dell’operatività di cui circa 3,3 milioni sono stati raccolti nel corso del 2016.