Su Airbnb la casa natale di Donald Trump. Dormirci costa 675 $ a notte

Foto da annuncio Airbnb


Tra i vari annunci di Airbnb, uno dei principali player della sharing economy,  si trovano spesso annunci curioso. Uno di questo riguarda una villa in stile Tudor ubicata nel Queens nel Jamaica Estates. La particolarità della villa è dovuta al fatto che, come si legge nella descrizione dell’immobile, tra le sue mura è nato Donald Trump attuale Presidente degli USA.  Nell’annuncio si legge che “Nel 1946, Donald Trump nacque da Fred e Mary Trump, e ha vissuto nel Jamaica estates con i suoi genitori nella casa costruita dallo stesso Fred. La villa ha cinque camere da letto, 3,5 bagni, 15 letto e 2 divano letti” e può ospitare fino a 20 persone. Nella gallery fotografica che accompagna l’annuncio si nota una grande sagoma a grandezza naturale di Donald Trump, un poster del presidente in stile Andy Warhol e numerose fotografie che ritraggono l’odierno Presidente. La villa ha nelle vicinanze una stazione della metropolitana F-Train che consente in circa 40 minuti di raggiungere New York City.  Secondo quanto scritto dal Washington Post, il quotidiano comprato dal fondatore di Amazon Jeff Bezos, la villa è stata acquistata recentemente da un compratore di cui non si conosce il nome per 2,1 milioni di US dollari. Nell’annuncio pubblicato su Airbnb l’host precisa che l’annuncio non ha nessuna relazione con la Casa Bianca il Presidente, Donald Trump o l’organizzazione Trump. Per soggiornare nella casa natale di Donald Trump occorrono 675 dollari USA a notte. 

Foto da annuncio Airbnb

Foto da annuncio Airbnb

Con Lyft Premier in 19 città USA il ride sharing diventa a 5 stelle 

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Lyft, l’operatore di ride sharing e principale competitor di Uber, ha annunciato di aver esteso la lista delle città in cui è disponibile il servizio Premier, il segmento di lusso di Lyft nato per soddisfare i bisogni di chi necessità di una autovettura a cinque stelle. Le auto che fanno parte di Lyft Premier sono SUV come la serie 5 BMW, Audi A6, Lexus ES, o Cadillac Escalade. Le città in cui è attivo il servizio lusso di Lyft sono diciannove ma il numero è destinato a aumentare ulteriormente: Atlanta, Baltimore, Boston, Chicago, Dallas, Denver, Las Vegas, Los Angeles, Miami, New Jersey, New York City, Orange County, Philadelphia, Phoenix, San Diego, San Francisco, Seattle, Silicon Valley, e Washington, D.C. La scelta di estendere il numero delle città in cui è possibile richiedere una auto Premier dimostra come i servizi della sharing economy siano sempre più attenti al segmento di clientela business

 

 

La prossima frontiera della sharing economy sarà il co-living

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Sono parecchi gli osservatori che ritengono che il co-living (o house sharing) sarà uno dei prossimi settori della sharing economy ad avere uno sviluppo degno di nota. Cosi dopo la condivisione di mezzi di trasporto (car sharing) o di uffici (co-working) il nuovo fenomeno potrebbe essere quella della condivisione stabile della propria abitazione. Di esempi ne esistono già alcuni negli Stati Uniti e precisamente nelle zone di New York di Brooklyn o Manhattan. Le società al momento più note in questo settore sono WeLive, nata da una costola del co-working WeWork, Ollie, Common e Roam (che offre abitazioni a Bali, Miami, Madrid et Buenos Aires e Londra). In Europa, a Londra, il più grande co-living è quello di The Collective Old Oak già tutto sold out. Obiettivo di questi co-living è quello di mettere a disposizione stanze singole all’interno di appartamenti condivisi dotati di tutti i confort quali connessione Wi-Fi di ultima generazione, servizio di lavanderia, eventi per la community con candenza settimanale e naturalmente spazi di co-working. Il tutto in un contesto che possa favorire la collaborazione e occasioni di scambio tra i coinquilini.Un’idea di prezzo? Su Common per 2 mila US dollari al mese è possibile affittare un stanza all’interno di un condominio di Brooklyn a New York City.

 

 

Calcio: il Manchester United è il primo team sportivo al mondo a siglare una partnership con Uber

 

Il Manchester United è la prima squadra sportiva al mondo a stringere una partnership con Uber. A annunciarlo sono stati il colosso della sharing economy californiano attraverso un blog post sul proprio sito web e la società di calcio attraverso un proprio comunicato stampa. L’accordo raggiunto prevede per i supporter dello United (che è anche quotato in borsa a New York al NYSE) un facile  pick-up e e drop-off all’Old Trafford tramite una zona di sosta dedicata nel piazzale antistante al mitico stadio dei rossi di Manchester United e, quindi, consentirà ai tifosi di rendere ancora più agevole il tragitto da e per lo stadio. L’accordo siglato è comunque di ampio raggio e ha una matrice globale e, quindi, riguarderà non solo i tifosi che seguono ogni settimana le sorti di Zlatan Ibrahimovic e compagni nella città di Manchester ma tutti i fan che la squadra di calcio ha in oltre 30 paesi al mondo. La partnership, infatti, consentirà a partire dai prossimi mesi – secondo modalità che verranno dettagliate in seguito – a tutti i supporter di seguire più da vicino i propri beniamini sportivi. Ben presto, i fan a livello mondiale saranno, quindi, in grado di godere di contenuti “dietro le quinte” e avranno la possibilità di vincere un viaggio al club del leggendario Old Trafford soprannominato Theatre of Dreams. Per sottolineare l’importanza della partnership siglata, oggi il sito web della società di calcio è totalmente brandizzato dalla società di ride sharing Uber. L’accordo prevede che Uber possa fregiarsi del titolo “Official Ride” del Manchester United.

 

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Uber cerca persone disposte a effettuare consegne a domicilio

Uber, il colosso della sharing economy, ha pubblicato sul proprio sito un annuncio relativo alla ricerca di persone su Milano disposte a fare consegne per suo conto. L’annuncio, anche se non  dovrebbe essere relativo al servizio UberEATS, la consegna di pasti a domicilio che la società californiana sta per lanciare a Milano. Agli interessati Uber chiede la disponibilità per un paio di ore a pranzo, a cena e nel week end. Per poter essere selezionati da Uber occorre disporre di una bici o di uno scooter. Sull’annuncio non viene specificato il quadro retributivo ma si scrive che coloro che aderiranno alla chiamata otterranno “ottimi pagamenti”. Per fare le consegne per conto di Uber è necessario essere maggiorenni, essere in grado di sollevare pacchi di 15 chilogrammi e avere tutti i documenti in regola del mezzo prescelto. Per iniziare a fare le consegne occorre iscriversi a questo link e passare a ritirare lo zaino termico con il quale verranno fatte le consegne. UberEATS, che dopo una prima fase di sperimentazione si sta espandendo celermente in parecchie delle principali statunitensi, al momento è attivo in ventitré città USA tra cui a Atlanta, Austin, Chicago, Los Angeles, New York, San Francisco, Toronto, Whashington DC e in Europa a Barcellona, Parigi e Londra, in Asia a Dubai, Singapore e Tokyo, in Africa a Johannesburg e in Australia a Adelaide, Brisbane, Melbourne, Perth e Sydney. Secondo rumor, nei prossimi mesi UberEATS continuerà nell’ulteriore sviluppo della propria presenza. Il funzionamento del servizio è molto semplice: tramite la app tradizionale Uber, quando ci si trova all’interno delle aree coperte dal servizio, viene visualizzata una icona raffigurante un piatto. una volta cliccata basterà scegliere il piatto preferito è  il luogo di consegna e il gioco è fatto. In pochi minuti il pasto sarà sulla tavola del cliente. I piatti sono preparati da ristoranti in grado di garantire i migliori sapori local e il menu cambia tutti i giorni cosi da offrire ai clienti Uber la possibilità di gustare sempre qualcosa di nuovo. Curiosando tra gli annunci di lavoro relativi alle posizione al momento aperte si ricava che UberEATS prevede di lanciare il proprio servizio anche a Roma. Al momento le posizione aperte (consultabili a questo link) sono le seguenti: Community Support Rappresentative, General Manager su Milano e General Manager, Marketing Manager, Operation Manager Courier, Operation Manager Restaurants, e un Restaurant Partnership Manager  su Roma. Infine, UberEATS è alla ricerca di ristoranti che vogliono affiliarsi al proprio servizio di consegna. Sul sito www.ubereats.com è possibile per tutti i ristoratori inviare la propria domanda di iscrizione. Tra i vantaggi che vengono evidenziati primeggia quello relativo all’aumento dei volumi di vendita, e quindi l’espansione, per quei ristoranti che in altre città del mondo hanno aderito al sistema di Uber per il take away/delivery del food.

Likibu, ecco la top 10 delle migliori destinazioni per andare a caccia di Pokémon durante le vacanze


La Pokémon-mania è decisamente uno dei temi dell’estate 2016, sui social impazzano video di persone che si ammassano in luoghi ricchi di Pikachu e compagni, i media internazionali ogni giorno ci raccontano curiosità legate al gioco della Nintendo, tra gli annunci di lavoro emergono cercatori di animaletti che si fanno retribuire 15 euro all’ora. Adesso anche la sharing economy prova a cavalcare l’onda del successo planetario di Pokemon Go. Likibu, il motore di ricerca  che integra al suo interno più di 25 siti partner tra cui quelli del Gruppo HomeAway, Booking e altri leader del settore, ha, infatti, rilasciato la lista della Top 10 delle mete ideali per allenatori di Pokémon.
1. SOKCHO, Corea del Sud
La Corea del Sud è dotata di una città di allenatori di mostrini della Nintendo: direzione Sokcho per acciuffare dei Pokémon in tutta facilità. A causa di un errore di programmazione nell’App, questa stazione balneare situata a soli due ore da Seoul, può contare un numero impressionante di bestioline. Un turista ha infatti dichiarato di aver afferrato in meno di mezz’ora circa una trentina di Pokémon diversi, tra cui Pikatchu e il leggendario Aerodactyl.

2. NEW YORK
New York City è senza dubbio la città dell’Empire State Building e della Statua della Libertà, ma è soprattutto il luogo ideale per fare un Safari Pokémon! Recatevi a Central Park per una caccia sfrenata, capeggiata da guide esperte in materia: con una mappa già ben impostata, vi condurranno esattamente dove si nascondono i Pokémon più rari. 
3. TOKYO
Terra natale dei Pokémon, la megalopoli è in piena ebollizione dopo il recente lancio di Pokémon Go. La città più popolata al mondo conta milioni di addestratori.
4. ROMA
Le creature nipponiche sono numerose a Roma, sparse per diversi quartieri e nei vari luoghi di interesse. Ma l’assembramento più importante sembra concentrarsi intorno al Colosseo e ai Fori Imperiali dove è possibile trovare Pokémon rari del calibro di Pikachu. Anche in Città del Vaticano sembrano essere stati avvistati i famosi animaletti, il che ha aggiunto una nuova categoria di visitarori tra i classici pellegrini di piazza San Pietro. In particolare, sta girando in questi giorni la voce secondo la quale proprio tra le colonne della sacra piazza si aggiri Arceus, un “dio” Pokémon molto prezioso. Il fenomeno non è chiaramente passato inosservato, spingendo addirittura la Radio del Papa a trasmettere un messaggio per mettere in guardia dai pericoli psicologici che il gioco porterebbe ai giovani appassionati.

5. SAN FRANCISCO
La più grande adunata di giocatori di Pokémon Go (le cosiddette Pokédates) ha avuto luogo recentemente a San Francisco: circa 9000 giovani hanno percorso assieme le strade della città alla ricerca di quello che manca nel loro Pokédex. In futuro s ono previsti nuovi incontri di questo genere. 

6. LONDRA
Per gli addestratori di Pokémon, Londra è una città inevitabile: numerosi eventi di tutti i tipi vengono organizzati per riunire i cacciatori. Ad esempio esistono serate musicali dove delle esche per Pokémon saranno attivate per tutta la durata dell’evento. Nella capitale UK si può, inoltre, assistere a degli eventi cittadini in cui vengono organizzati quiz e proiezioni di episodi del cartone animato giapponese. 

7. SIDNEY
Come è facile aspettarsi, il Pokémon Kangaskhan (la bestiolina che ricorda il canguro) è possibile trovarla in Australia e senza dubbio potrete trovare anche molti Pokémon acquatici al porto di Sydney! 

8. HONOLULU
Le spiagge paradisiache e il mare azzurro turchese d’Hawaii non solo solamente luoghi rinomati per il surf: ci troverete anche dei Pokémon rari! Le spiagge di Honolulu abbondano infatti di Exeggutor. 
 
9. AUCKLAND
Direzione Nuova Zelanda, dove gli amanti del gioco Pokémon Go tentano di aiutarsi a vicenda per fare in modo che tutti possano catturare le creature giapponesi. Un profilo su Snapchat (id : PokemonGoNZ) condivide le foto degli utenti per rivelare le postazioni dei Pokémon più difficili da trovare. 

10. VIENNA
I giocatori nottambuli saranno accontentati  a Vienna: la prima caccia notturna è stata organizzata in luglio. Passeggiare di notte per le strade della capitale austriaca è sicuramente un modo originale per visitare la città durante le vacanze. Una volta in Austria si può anche decidere di fare una capatina in Germania, precisamente a Wolfsburg, dove la omonima squadra di calcio ha aperto ai giocatori di Pokémon la VW-Arena permettendo così di giocare nello stadio in una sorta di caccia collettiva. 

Nautica: è più conveniente l’acquisto o il noleggio? Te lo dice Sailo


Sailo, uno dei più promettenti player del mercato della sharing economy e in particolare del boat sharing, ha creato un utilissimo strumento (Sailo Boat Calculator) accessibile online all’indirizzo https://www.sailo.com/calculator/cost-of-ownership che aiuta gli appassionati di nautica – sia a vela che a motore – a ben valutare i costi connessi alla proprietà di un’imbarcazione e quindi se è maggiormente conveniente acquistarla o noleggiarla. Il funzionamento del calcolatore di Sailo (TechStars nel 2015) è davvero straordinario per completezza, dettagli di fattori analizzati e per possibilità di personalizzazione. E’ possibile visualizzare, infatti, i costi, i potenziali ricavi da noleggio, le spese di manutenzione, le tasse, il costo di un eventuale finanziamento, le spese di registrazione, costi di attracco e ormeggio, carburante, manutenzione e altri piccolissimi dettagli che sommati tra loro possono permettere di effettuare un acquisto consapevole oppure una rinuncia avveduta. Ad esempio, un proprietario di una barca New York City based che sta valutando l’acquisto di un Jeanneau 49DS del 2005 per un costo di 235 mila US dollari dovrà sostenere costi totali di circa $ 443.000 se la barca viene venduta dopo 10 anni dall’acquisto. Questo scenario presuppone che il proprietario usi la barca di 18 giorni all’anno che corrisponde alla media di uso di un’imbarcazione da diporto negli Stati Uniti da parte di un armatore. Sailo, che è stata definita da Fortune l’Airbnb dei mari è una startup con sede a New York e a Miami che da circa 3 anni collega la domanda di chi vuole affittare un’imbarcazione con l’offerta degli armatori che possiedono una barca che nella maggior parte dei casi rimane per molto tempo ormeggiata in banchina. Il meccanismo di Sailo è quello consolidato del marketplace: attreverso il sito sailo.com avviene infatti il matching tra domanda e offerta. La società è stata fondata da 4 giovani ragazzi, Adrian Gradinaru (CEO), Magda Marcu (Operations & Finance), Delphine Braas (Marketing & Business Development) e Bogdan Batog (Engineering) di cui 2 con prestigiosi MBA alla Columbia University, con la volontà di riuscire a rendere la nautica accessibile a tutti e cercare di portare la sharing economy dalla terra ferma al mare. L’azienda a oggi ospita annunci di oltre 1500 imbarcazioni tra barche a vela, motoscafi e yacht localizzate nell’area New York, Cape Cod, Florida e San Diego ma anche Croazia, Portogallo e Grecia Tra le disponibilità offerte dagli armatori tramite il portale di Sailo  anche quella di trascorrere una giornata intera, al costo di US$ 1.000, tra le acque di Manhattan per godersi lo skyline di New York.