
Il Comune di Milano e Airbnb, uno dei principali player della sharing economy, hanno annunciato l’avvio di un nuovo progetto volto ad accogliere gratuitamente i parenti dei degenti in cura presso gli ospedali milanesi ma anche a supportare Casa di Accoglienza Donne Maltrattate, che ha recentemente festeggiato 30 anni di attività nel fornire un’occasione di lavoro per le donne fuoriuscite da un percorso di maltrattamenti e violenze.
“Si tratta di un progetto innovativo e inclusivo che fa seguito all’inaugurazione dello spazio diurno in Via Ripamonti 202, ‘Ri-Milano. Ricaricarsi e Ripartire’, messo a disposizione dell’iniziativa dal Comune di Milano a luglio 2015 – ha dichiarato l’Assessore alle Politiche per il Lavoro, Università e Ricerca Cristina Tajani -. Il forte sostegno di Airbnb al progetto dimostra come la valorizzazione degli operatori della sharing economy attuata da Milano stia giocando un ruolo fortemente positivo nel dare risposte ai bisogni delle persone e a rendere i cittadini ancora più solidali”.
Il progetto, ideato e coordinato dal Comune di Milano in stretta collaborazione con la Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate, sarà gestita dalla cooperativa I Sei Petali, sorta per gestire il servizio. Il programma consiste nel mettere a disposizione delle famiglie che arrivano a Milano per brevi periodi, per assistere i propri parenti in cura presso un istituto di cura milanese, alloggi gratuiti. Airbnb vuole così sostenere ancora una volta il ruolo della donna e le organizzazioni che lottano contro la violenza domestica e aiutano chi è riuscito a uscirne, in tutto il mondo. Airbnb coprirà interamente i costi di soggiorno mettendo a disposizione coupon di viaggio e la community contribuirà offrendo prezzi agevolati.
Sono già 100 gli host Milanesi che, nelle prime 24 ore, hanno scelto di unirsi a questo importante progetto, offrendo alle famiglie un prezzo di soggiorno agevolato. La cooperativa I sei Petali, nata in seno a CADMI, grazie a un gruppo di donne ospiti offre una serie di servizi e supporterà la logistica e la gestione dell’ospitalità e delle prenotazioni per queste famiglie.
“Siamo entusiasti di poter fare leva sull’unicità delle risorse che Airbnb contribuisce a mettere al servizio del bene comune, – ha dichiarato Matteo Stifanelli, Country Manager Airbnb Italy – come il nostro brand, il nostro prodotto e la nostra community di host fondata innanzitutto su un profondo senso di ospitalità. Grazie alla collaborazione con la Cooperativa Sei Petali saremo in grado di offrire a molte persone la possibilità di accedere ad un posto che possano chiamare casa anche in un periodo così delicato della loro vita”.
“Grazie alla Casa di Accoglienza delle Donne Maltrattate che ci ha affiancato nella realizzazione di questo progetto e al Comune di Milano che lo ha reso possibile, posso finalmente dire che sono orgogliosa di rappresentare le donne che, con questa impresa, hanno l’opportunità di ricostruire, rinnovare, aggiornare le proprie competenze professionali e iniziare un’attività lavorativa innovativa per il territorio” ha dichiarato Nadia Cezza, Presidente della Cooperativa I Sei Petali.
Archivi tag: milano
BikeMi: Il 1° aprile riparte il servizio by night

Per gli amanti della sharing economy e delle due ruote è certamente una buona notizia: a Milano si potrà ritornare pedalare anche di notte con BikeMi by night, il servizio di bike sharing gestito da Clear Channel. Da domani, venerdì 1° aprile, fino al 2 novembre 2016, sarà possibile, infatti, utilizzare le bici in condivisione 24 ore su 24 il venerdì e il sabato, e fino alle 2 di notte negli altri giorni. Eccezionalmente, inoltre, dal 12 al 17 aprile incluso, il servizio resterà attivo 24 ore su 24 in occasione del Salone del Mobile. L’anno scorso i prelievi effettuati durante gli orari notturni sono stati 132.624, il 54,84% in più rispetto al 2014 e quasi il doppio rispetto al 2013. Il boom si è registrato soprattutto nei mesi di giugno con 26.505 prelievi (il 70% in più rispetto al 2014) e luglio con 25.865 utilizzi (+80,56% rispetto al 2014); l’incremento percentualmente più alto è stato a maggio, con 19.230 prelievi, quasi il doppio (ben il 90,47% in più) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. “Il servizio by night è davvero molto apprezzato dai milanesi – sottolinea l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran – ed anche per questo l’orario invernale quest’anno è stato prolungato fino all’una di notte. Ora con la bella stagione si potrà pedalare fino alle 2 durante la settimana e senza interruzioni nel weekend. Insieme ai bus notturni attivi 24 ore su 24, il Bikemi costituisce un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico per spostarsi in città a qualsiasi ora del giorno, anche grazie al continuo ampliamento della rete di stazioni fuori dal centro”. Proprio oggi è stata inaugurata la stazione numero 280 di fronte all’Università Bicocca, in viale Piero e Alberto Pirelli 22, alla presenza del Rettore dell’Università Cristina Messa e di un gruppo di studenti. Con questa apertura tutte i principali poli universitari milanesi sono raggiunti dal servizio di Bikemi, che ha raggiunto quota 47.366 abbonati.
SHARE raddoppia la sua presenza a Milano

SHARE – Viale Umbria (da Facebook)
A Milano parte il baratto amministrativo

Foto Comune di Milano
Nell’era della sharing economy, il Comune di Milano rafforza la propria attenzione al sociale e al welfare della città con l’adozione del Baratto Amministrativo, pratica collaborativa prevista dal decreto “Sblocca Italia” che coniuga il rispetto delle regole nel pagamento dei tributi con la tutela sociale.Il Comune del capoluogo lombardo ha, infatti, pubblicato l’avviso pubblico per la presentazione delle domande (link: https://goo.gl/4jfo1A), da parte di cittadini che si trovano in condizioni di morosità incolpevole, per accedere al baratto ed estinguere così i debiti con l’Amministrazione, prestando un’attività lavorativa temporanea come la manutenzione e l’abbellimento di beni comunali. Gli interessati hanno 60 giorni di tempo per presentare domanda. Il baratto è possibile per estinguere debiti maturati fino al 2013 e per un valore minimo di 1.500 euro, riferiti a tributi comunali quali Ici, Imu, Tarsu, Tares e Tari, violazioni al Codice della strada (le classiche multe dei vigili urbani) o a entrate patrimoniali quali canoni e proventi per l’uso dei beni comunali, corrispettivi e tariffe per la fornitura di beni e la prestazione di servizi. “Milano – ha spiegato la vicesindaco e assessore al Bilancio Francesca Balzani – è la prima grande città italiana che avvia questa modalità di collaborazione con i cittadini capace di coniugare solidarietà con equità. Il rispetto delle regole nel pagamento di sanzioni o tributi è fondamentale, dal momento che tali risorse sostengono la capacità del Comune di erogare i servizi ai cittadini. Ci sono però situazioni particolari in cui possono trovarsi i contribuenti e il baratto rappresenta un’opportunità importante per chi è in difficoltà economica”. Per accedere al baratto, infatti, è necessario dimostrare che l’impossibilità di pagare è legata alla perdita o alla riduzione della capacità reddituale del nucleo familiare a causa di licenziamento, riduzione di reddito consistente (oltre il 30%) per cassa integrazione o riduzione di orario di lavoro, mancato rinnovo del contratto, cessazione di attività libero professionale, problemi di salute o variazioni nella composizione del nucleo familiare che provocano la riduzione del reddito. I requisiti di base richiesti sono la residenza nel Comune di Milano o la titolarità di una ditta individuale con sede a Milano, la cittadinanza europea o, per i cittadini stranieri, il possesso di permesso di soggiorno valido, avere almeno 18 anni, non essere destinatario di sentenza passata in giudicato, decreto penale di condanna per alcuni reati o delitti – ad esempio contro la Pubblica amministrazione, il patrimonio o l’ordine pubblico – avere un Isee non superiore a 21mila euro ed essere in condizioni psico-fisiche adeguate per svolgere l’attività del baratto. Per presentare domanda si può scaricare e compilare il modulo presente sul sito del Comune o ritirarlo negli uffici dell’anagrafe e nei Consigli di Zona. Per ciascuna ora di lavoro prestata viene riconosciuto il valore di 10 euro in analogia alla prestazione netta riconosciuta dal voucher Inps. E’ prevista la copertura assicurativa per la responsabilità civile verso terzi connessa all’attività e per gli infortuni. Palazzo Marino ha identificato i primi progetti per il “Baratto amministrativo”. In particolare, la pulizia e lo sgombero di cantine, la tinteggiatura di locali e scale, la verniciatura della recinzione e un intervento straordinario di pulizia dei pavimenti in pietra nella sede della Zona 4, la tinteggiatura dei locali di ingresso della Zona 6, il rifacimento dei servizi igienici del Cam Jacopino in Zona 8, nonchè vari interventi di tinteggiatura in diversi Cam (Pecetta, Lampugnano, Lessona e Jacopino) della stessa Zona. Ulteriori progetti saranno identificati e inseriti nei prossimi avvisi pubblici. L’Amministrazione ha anche pubblicato un avviso pubblico per individuare operatori, associazioni o imprese che potranno svolgere l’importante ruolo di tutor o di sponsor nella gestione dei progetti del “Baratto amministrativo”. In particolare, compito del tutor sarà quello di coadiuvare l’Amministrazione in tutto il percorso, dalla selezione delle candidature, all’affiancamento dei cittadini nello svolgimento del lavoro fino al controllo delle prestazioni svolte. La relazione finale del tutor sarà la base per il rilascio, a cura di Palazzo Marino, dell’attestazione del buon esito del baratto. Gli sponsor saranno invece partner preziosi dell’Amministrazione, alla quale potranno offrire un finanziamento oppure materiali e altre forniture funzionali allo svolgimento del baratto.
A Milano sorgerà un distretto smart e sharing
Milano si conferma una delle città più virtuose in tema di sharing economy e smart city. Un distretto smart a energia zero. È questo il cuore del progetto Sharing Cities che nei prossimi cinque anni vedrà la collaborazione tra Milano, Londra e Lisbona, presentato all’Urban center ieri dall’assessore Cristina Tajani (Politiche per il lavoro, Sviluppo economico, Università e Ricerca), assieme all’assessore Alessandro Balducci (Urbanistica), all’assessore Pierfrancesco Maran (Mobilità e Ambiente) e a Donatella Sciuto, Prorettore del Politecnico di Milano. Il consorzio formato dalle tre città si è infatti aggiudicato il bando europeo “Soluzioni per città e comunità intelligenti che integrano i settori dell’energia, trasporti e ICT attraverso progetti pilota”, inserito all’interno del programma di ricerca e innovazione Horizon 2020. Sharing Cities coinvolge Londra (capofila del progetto), Milano e Lisbona e le tre città follower Bordeaux, Burgas e Varsavia, che replicheranno i modelli proposti dalle città a guida del consorzio, e si propone di adottare un approccio innovativo per rispondere ad alcune delle principali sfide ambientali: come abbattere le emissioni di carbonio di edifici e mezzi di trasporto e come migliorare la qualità dell’aria. “Siamo orgogliosi di aver raggiunto questo risultato assieme a Londra e Lisbona – ha commentato l’assessore alle Politiche per il lavoro e Sviluppo economico Cristina Tajani -. Per noi adesso comincia una grande sfida, che è al tempo stesso un’opportunità per la città. Gli interventi previsti si concentreranno nell’area tra Porta Romana e Vettabbia, già in fase di riqualificazione. Questa sarà la zona pilota su cui lavoreremo con una serie di azioni che in futuro potrebbero essere estese ad altri distretti della città. Collaboreremo con i nostri partner di progetto per rendere il distretto individuato sempre più smart e lo faremo coinvolgendo attivamente i cittadini”.”Questo progetto – ha aggiunto l’assessore all’Urbanistica Alessandro Balducci – si svilupperà in una parte di Milano in grande trasformazione grazie alla straordinaria operazione voluta dalla Fondazione Prada, al nuovo campus universitario della Bocconi, all’intervento Symbiosis che si inseriscono in un tessuto urbano esteso da aree semicentrali alla periferia. L’applicazione, con una forte regia pubblica, dell’approccio smart-city a questo brano di città consentirà di dare supporto e mettere in rete una serie di interventi di grande interesse, rendendolo un laboratorio di trasformazione ed innovazione per l’intera città”. “La nostra città sul tema delle sharing cities ha conosciuto negli ultimi 3 anni un’evoluzione straordinaria – ha sottolineato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran – e nei prossimi 5-10 anni sarà ancora più evidente. Abbiamo affiancato alle infrastrutture beni immateriali come i mezzi di trasporto in condivisione, che sono ormai entrati a far parte delle abitudini quotidiane dei cittadini. Il prossimo passo sarà personalizzare i servizi in base alle esigenze di chi li usa. Questo progetto, che ha visto il coinvolgimento di Comune, associazioni, università ed enti privati, va proprio in questa direzione, individuando i servizi di sharing di cui i residenti del quartiere Porta Romana/Vettabbia avranno bisogno nei prossimi anni. E’ un progetto ambizioso, in cui Milano si dimostra ancora una volta avanguardista a livello nazionale e internazionale”. Il progetto riceverà un contributo europeo complessivo di 25 milioni di euro. Circa 8,6 milioni saranno destinati al partenariato locale della città di Milano e di questi circa 2,1 milioni di euro saranno introitati dal Comune. Tre gli ambiti di lavoro attorno a cui si snoderà Sharing Cities: un ambito dedicato alle persone, che prevede attività di coinvolgimento dei cittadini per la co-creazione di servizi di condivisione a integrazione del quartiere. Per incentivare la partecipazione attiva sarà anche sviluppato un sistema premiante per incoraggiare comportamenti virtuosi. L’ambito dedicato al luogo si concentrerà sulle misure di efficientamento energetico degli edifici. Sono previsti interventi su 5 edifici di proprietà mista e su 2 edifici pubblici del complesso di via San Bernardo, per un totale di 25mila mq di unità residenziale. Inoltre saranno sviluppati sistemi di gestione energetica integrata e installati 300 lampioni intelligenti wi-fi dotati di sensori di vario tipo. Saranno messe in campo anche nuove modalità di sharing mobility: a disposizione degli abitanti del distretto ci saranno 60 veicoli di car sharing elettrico disponibili in strada più due auto a disposizione del car sharing condominiale, 150 bici elettriche per un totale di 14 nuove stazioni, 76 punti di ricarica di colonnine elettriche (20 a ricarica rapida), 125 stalli di parcheggio intelligenti e 10 veicoli elettrici condivisi destinati al trasporto merci. Infine un ambito sarà dedicato allo sviluppo di una piattaforma urbana di condivisione per la gestione dei dati provenienti da una vasta gamma di fonti (ad esempio i sensori o le statistiche tradizionali) e si avvarrà di uno standard comune da replicare su diverse città. Per la realizzazione di Sharing Cities, il Comune di Milano potrà contare sull’apporto di numerosi partner: Fondazione Politecnico di Milano, AMAT, ATM, Politecnico di Milano, Poliedra, Cefriel, Teicos UE S.r.l., Future Energy , Kiunsys S.r.l., NHP S.r.l, Legambiente Onlus, Ricerca sul Sistema Energetico (RSE SPA), A2A S.p.A., A2A Reti Elettriche, Selene, Siemens Spa.
“La tecnologia come fattore abilitante – ha commentato infine il Prorettore del Politecnico di Milano Donatella Sciuto – capace di innovare processi, prodotti e servizi e di supportare i comuni e le amministrazioni locali nella co-progettazione di una città intelligente: è questo l’impegno assunto con determinazione dal Politecnico di Milano e il suo ruolo all’interno del progetto Sharing Cities. Il Politecnico di Milano, prima università tecnica in Italia, è per la città di Milano un grande laboratorio di sperimentazione e di innovazione, un forte collante tra i soggetti che contribuiscono alla definizione di smart city: governo e istituzioni, cittadini, sistema delle imprese e aziende”.
Non solo sharing economy, anche i taxi puntano sull’innovazione

Non solo Uber e sharing economy. Anche le tradizionali società di taxi si sono aperte all’innovazione e alle nuove abitudini di consumo dei clienti. Un buon esempio di come le auto gialle si sono attrezzate per la sfida commerciale arriva da Milano, città in cui tutte varie sigle di taxi si sono dotate di app che consentono al consumatore di poter chiamare un’automobile al posto della tradizionale telefonata e alcune anche di pagare tramite smartphone o tablet. Il nostro viaggio nella capitale lombarda inizia da quella di Taxi Blu 024040 che ha sviluppato con Vodafone e Gulliver una semplice applicazione per smartphone che offre la possibilità di chiamare una macchina, oppure di prenotarla, in pochissime semplici mosse grazie anche a un sistema GPS integrato. Il radio taxi 024040 aderisce inoltre a AppTaxi un servizio tramite app attivo in 18 città che conta su una flotta di 4000 auto. Altra app è ItTaxi, che a Milano è utilizzata dalle auto dello 026969, ed è attiva in 40 città tra cui Roma, Torino, Firenze e Bologna. Con ItTaxi si può non solo richiedere un’auto ma anche di pagare la corsa con PayPal. Secondo quanto riportato da La Stampa nel prossimo futuro tramite questa app sarà anche possibile condividere le corse con altri passeggeri. Proseguiamo il viaggio con MyTaxi, l’app comprata da Mercedes alcuni anni fa che conta 10 milioni di clienti e 45.000 taxi in tutto il mondo. La particolarità di MyTaxi è che consente, tramite inserimento delle proprie credenziali, di pagare con un semplice swipe tramite carta di credito e offre la possibilità all’utente di esprimere un giudizio sul tassista dando un rating che va da una a cinque stelle. Altra applicazione per smartphone è QuiTaxi dello 028585 che oltre che a Milano consente di chiamare un’automobile, scegliendo varie opzioni tra cui un’auto che accetta la carta di credito, in svariate città tra cui Roma, Venezia Mestre, Bologna, Treviso, Verona e Padova. Il nostro viaggio tra le novità tecnologiche che facilitano la chiamata di un taxi nel capoluogo lombardo si conclude con l’app MilanoInTaxi. Il servizio, iniziato con una sperimentazione a luglio 2015, è stato voluto dal Comune di Milano congiuntamente all’avvio del numero unico 027777. Con questa app, che in pratica è la versione moderna delle vecchie colonnine, i clienti posso richiedere in poche mosse il taxi più vicino al luogo in cui si trovano. Anche in questo caso al momento della richiesta l’utente può inserire le caratteristiche di suo gradimento. Il funzionamento è semplice e intuitivo sia per gli utenti che per i conducenti: il cliente che aprirà MilanoInTaxi verrà immediatamente localizzato dal software realizzato da Fastweb che individuerà il veicolo più prossimo al posteggio taxi più vicino e invierà un segnale allo smartphone del tassista. Nel momento in cui quest’ultimo darà conferma della sua disponibilità a effettuare il servizio, l’utente riceverà un sms con le indicazioni sul tempo di attesa e il numero del taxi in arrivo.
A Milano e Varese arriva il concept store di abiti usati che sostiene progetti di utilità sociale

Un negozio di abiti usati dove, acquistando a prezzi accessibili a tutte le tasche, si contribuisce al sostegno di progetti di utilità sociale. Questa è la filosofia di SHARE (Second HAnd REuse), una nuova realtà che ha due punti vendita, uno a Milano e uno appena inaugurato a Varese, che rimette in circolo abbigliamento di qualità di seconda mano con il valore aggiunto della solidarietà. Gestito dalla cooperativa sociale Mondi Possibili, che nella stessa strada si occupa già della Bottega del Commercio Equo e Solidale, Share ha ricevuto il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara. Nel concept store, arredato in stile eco-chic e con materiali di riciclo, i clienti potranno trovare un vasto assortimento di capi moda per Donna, Uomo e Bambino; pezzi unici ed originali, anche delle migliori marche, tutti perfettamente igienizzati e sanificati o addirittura nuovi, e suddivisi in fasce di prezzo da 1 a 19 euro. Quello di via Luini a Varese è il secondo negozio aperto, dopo quello di via Padova a Milano, sotto l’insegna Share. Spiega Carmine Guanci, vicepresidente della cooperativa ideatrice e promotrice Vesti Solidali: “L’obiettivo del progetto è quello di valutare la sostenibilità di una nuova attività commerciale che proponga alla clientela capi d’abbigliamento in perfette condizioni provenienti dall’Italia e dall’estero e che, attraverso la loro commercializzazione, possa creare nuova occupazione, generare risorse economiche da destinare a progetti di solidarietà sul territorio e completare la filiera del recupero indumenti usati mediante la raccolta da cassonetti stradali”.
Milano, il bike sharing per i bambini pronto a ripartire

La sensibilità di Milano alla sharing economy non conosce età. Dopo la sperimentazione avviata lo scorso settembre con la prima stazione in Piazza Castello Junior BikeMi, il servizio di bike sharing per bambini, è infatti pronto a partire in via definitiva. A renderlo noto è stato il Comune di Milano attraverso un post sulla propria pagina Facebook. Il servizio di noleggio, come già raccontato da SocialEconomy, sarà attivato nel corso dei prossimi mesi in 20 stazioni del bike sharing, quelle più vicine ai parchi, da Porta Venezia a Parco Sempione. In queste rastrelliere accanto alle bici tradizionali ed elettriche per adulti, saranno posizionate 6 mini bici. In totale saranno 120 i nuovi mezzi, disponibili tutti i giorni dalle 7 all’1 di notte, che potranno essere presi, uno o due, da qualsiasi abbonato BikeMi al costo di 1 euro, per un massimo di 2 ore. Mamme e papà potranno così pedalare in condivisione con i propri bambini. Milano è la prima città italiana ad aver introdotto il servizio di bike sharing per i più piccoli.
Crowdfunding, la web radio SteRadioDj raggiunge l’obiettivo
Ci sono ancora 4 giorni per sostenere il crowdfunding, creato sulla piattaforma Crowdfunding Italia, di SteRadioDj, la prima web radio nata con lo specifico obiettivo di sensibilizzare l’opinione pubblica sui temi della disabilità. L’idea della radio è di Stefano Pietta, trentunenne di Brescia affetto da tetraparesi spastica, che ha ha dato vita a SteRadioDj trasmettendo quotidianamente via web notizie, musica, esperienze personali degli ascoltatori, interviste e informazioni dal mondo della disabilità. Il crowdfunding, la raccolta fondi dell’era della sharing economy, è nato per raccogliere 1.600 euro che equivalgono al costo della SIAE per un anno. Quando mancano 4 giorni alla conclusione della campagna, l’obiettivo è stato già raggiunto ma comunque la raccolta fondi rimarrà ancora attiva fino alla conclusione prevista. Per sostenere il progetto di SteRadioDj occorre visitare la pagina web del progetto ospitato su Crowdfunding Italia. Stefano Pietta con la sua verve e la sua innata simpatia ha conquistato già sia l’attenzione dei media sia quella di moltissimi ascoltatori e simpatizzanti che lo seguono anche tramite la sua pagina Facebook. La sua web radio ha il sostegno dell’associazione RISCATTI ONLUS, un’associazione di volontariato nata da un’idea della giornalista RAI Federica Balestrieri che realizza progetti legati al mondo della cultura, della fotografia, della musica, delle arti e dello sport per promuovere l’integrazione sociale, dare un’ opportunità di riscatto a chi è rimasto indietro e sensibilizzare l’opinione pubblica sui valori della solidarietà.
In collaborazione con altre associazioni, con imprese private e con la pubblica amministrazione RISCATTI ha già all’attivo diversi progetti: nel 2014 ha realizzato Ri-scatti Fotografi Senza Fissa Dimora, un progetto a favore dei senza tetto che hanno fotografato la loro quotidianità portando poi le foto in una mostra svoltasi al PAC – Padiglione d’arte contemporanea – di Milano visitata da 5000 persone in 15 giorni. Il secondo progetto, ancora in corso, è Ri-scatti Fotografi Multietnici a sostegno di giovani future mamme straniere con gravi traumi migratori, riguarda la multiculturalità e l’immigrazione. Il terzo è appunto SteRadioDj a sostegno di persone diversamente abili e della lotta alle barriere, non solo architettoniche. Testimonial di RISCATTI è il campione di automobilismo Alex Zanardi che dopo un grave incidente durante una gara con coraggio e determinazione ha ritrovato nello stesso sport la strada per il riscatto che gli vale diversi titoli olimpici nel ciclismo.
Il car sharing continua a crescere. Da gennaio arriverà anche a Bari
ACI Global, in collaborazione con il Comune di Bari, ha aperto le iscrizioni per il servizio di car sharing che partirà, con auto totalmente elettriche, nel mese di gennaio 2016. Dopo l’avvio, in primavera a Verona ed il recente start up operativo a Firenze, GirACI, il car sharing ACI Global, continua quindi a espandersi.
La Società dell’Automobile Club Italia, leader nell’assistenza e nei servizi di mobilitá con oltre 60 anni di esperienza nel settore, che ha di recente rilevato anche GuidaMI, il car sharing di Milano, da ATM, avvia un nuovo servizio di car sharing che farà di Bari la prima città italiana a poter vantare un servizio di autovetture condivise totalmente elettrico.
Il servizio di car sharing della città di Bari, frutto della collaborazione con ACI Global e l’Automobile Club di Bari, si baserà su autovetture Nissan totalmente elettriche. In particolare la flotta disponibile sarà composta da 30 Nissan Leaf (versione 100% elettrica) che potranno essere ricaricate sia presso le colonnine ENEL già esistenti in città, che presso stazioni di ricarica aggiuntive che saranno via via rese disponibili dalla stessa ACI Global.
Il servizio funzionerà senza costi di abbonamento. Le tariffe a “minuto in movimento”, comprensive di consumi, variano a seconda della tipologia di utilizzo, da 0,29 € al minuto, quando esso avviene con prenotazione anticipata, con presa e rilascio presso parcheggi predefiniti, fino a 0.39 € al minuto, per la modalità d’uso cosiddetta a “flusso libero”, con presa dell’auto disponibile più vicina entro i 30 minuti dall’opzione. La tariffa al minuto scende a 0,05 € al quando l’auto è parcheggiata. Solo se un noleggio supera i 50 km di percorrenza, si pagheranno 0,10 € per ogni km in eccesso. Si avrà accesso illimitato alla ZTL e sosta gratuita nei parcheggi a strisce blu ed in quelli destinati a residenti.
Una speciale promozione è rivolta a chi si iscriverà tra il 16 dicembre 2015 ed il 31 gennaio 2016: la prima ricarica di 39 Euro darà diritto a 49 Euro di servizi (10 Euro di car sharing in regalo) utilizzabile, da subito, nelle città dove il Servizio GirACI di ACI Global è già attivo (Verona e Firenze) e, naturalmente, da fine gennaio in poi, per il car sharing elettrico di Bari.
L’approdo a Bari conferma il successo che la sharing economy sta avendo in Italia, in particolare nel campo dei servizi di mobilità.