Airbus meglio di Uber: il primo prototipo di automobile volante a guida autonoma arriverà nel 2017

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Foto Airbus 

Airbus, il principale costruttore europeo di aereomobili, sarà la prima società a presentare il primo prototipo automobile volante (flying cars) a guida autonoma e lo farà entro la fine del 2017. Questo è in estrema sintesi quanto dichiarato dal CEO di Airbus Tom Enders a Monaco durante il Digital Life Design e riporato dall’agenzia internazionale Reuters. In questo modo la divisione Urban Air Mobility di Airbus arriverà prima di Uber, il colosso della sharing economy, che nei mesi scorsi come scritto da SocialEconomy aveva presentato il proprio progetto UBER Elevate di taxi volante dandosi come obiettivo per lo sbarco sul mercato il 2026. Per il lancio ufficiale dell’auto volante di Airbus basterà attendere, invece, il 2021. Arbus è da diversi mesi impegnata a sviluppare un proprio veicolo autonomo a decollo e atterraggio verticale  (VTOL – Vertical Take-Off and Landing) tramite il Project Vahana, un progetto volto a creare  un prototipo per il trasporto aereo urbano a propulsione elettrica con l’obiettivo di risolvere uno dei principali problemi al mondo: il traffico e il relativo inquinamento considerando che secondo autorevoli stime nel 2030 il 60% della popolazione del mondo – vale a dire il 10% più di oggi – vivrà all’interno di città.

Il crowdfunding può sostenere la ricerca universitaria: l’esempio di Pavia e Siena per combattere l’inquinamento da pesticidi


È iniziata da qualche giorno su WeAreStarting la campagna di equity crowdfunding, il finanziamento collettivo tipico della sharing economy, promossa da Noxamet, spin-off nato dalla collaborazione tra i team di ricerca delle Università degli Studi di Pavia e di Siena sul progetto “Biotechnology” promosso dal Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).
I due team universitari, il primo specializzato in chimica bioinorganica e il secondo in farmacologia, hanno sviluppato una nuova tecnologia per abbattere l’uso dei fitofarmaci (i pesticidi) normalmente impiegati nella filiera agricola industriale.
La famiglia di molecole che rivoluzionerà il mondo dell’agricoltura si chiama “metallo-nonoati”, composti che consentono di modulare e potenziare il rilascio del monossido di azoto.
“Una scoperta recente che – come conferma la Prof. Lucia Morbidelli, responsabile del Team di ricerca dell’Università di Siena – nasce in ambito cardiovascolare con l’applicazione innovativa di molecole donatrici di monossido di azoto quali vasodilatatori per ridurre il rischio di infarti, per poi rivelarsi, dopo tre anni di studio, anche un’importante innovazione in ambito agroalimentare in sostituzione dei pesticidi tossici per l’ambiente e per l’uomo”.
Una soluzione efficace – come afferma il Prof. Enrico Monzani, responsabile del Laboratorio di Chimica Bioinorganica dell’Università di Pavia – confermata dagli esperimenti con piante infettate che “grazie al trattamento con metallo-nonoati, sono in grado di resistere alle infezioni”.
Una soluzione sicura per l’uomo e l’ecosistema. Le nuove molecole brevettate da Noxamet – come afferma il Prof. Luigi Casella, coordinatore del Team di ricerca dell’Università di Pavia potranno segnare la”fine dei fitofarmaci inquinanti, somministrando alle piante il monossido di azoto, una piccola molecola gassosa utilizzata in natura dalle stesse piante per difendersi da agenti patogeni quali virus, funghi e parassiti”. Introdurre i metallo-nonoati significa, quindi, salvaguardare l’ambiente visto che secondo il Rapporto Nazionale Pesticidi nelle Acque 2016 condotto da ISPRA cresce la percentuale di prodotti fitosanitari inquinanti nelle acque. Noxamet avvia la sua prima campagna di equity crowdfunding su WeAreStarting, con l’obiettivo di raccogliere 130 mila euro utili per lo sviluppo della startup. È possibile partecipare al crowdfunding con un quota investimento minima di 100 euro.
“Per noi lanciare una campagna per una PMI Innovativa è un importante traguardo – afferma Carlo Allevi, founder e operations manager del portale italiano di WeAreStarting – siamo fieri di sostenere lo sviluppo di tecnologie innovative per l’ambiente, costruendo un ponte tra Università e investitori. Con la recente estensione del crowdfunding a tutte le 136 mila PMI italiane ci sarà la possibilità di finanziare ancora più progetti del mondo green, con conseguente impatto positivo per il territorio e la società”.