Con Walliance e Club Deal salgono a 21 le società di equity crowdfunding autorizzate dalla Consob

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Foto Walliance – Facebook

Salgono a ventuno le società di equity crowdfunding (una forma di fund raising delle società tipica dell’era della sharing economy) che hanno ottenuto la necessaria autorizzazione Consob a operare in Italia. Le ultime in ordine di tempo a ottenere il via libera dall’Autorità sono state Club Deal e  Walliance. La prima delle due società ha sede a Milano ed è guidata dal CEO Antonio Chiarello. Da quanto si intuisce dal sito web della società per entrare a far parte del club (il numero delle iscrizioni è limitato) occorre compilare una domanda apposita e essere disposti a sborsare 800 euro a titolo di quota di iscrizione annuale. Club Deal si presenta come angel investor che si pone l’obiettivo di investire nelle start-up made in Italy.  Per quanto riguarda Walliance dal web site dell’operatore si apprende che è una startup innovativa con sede a Trento e guidata dal CEO Giacomo Bertoldi. Walliance sarà una piattaforma di equity crowdfunding dedicata al settore real estate (immobiliare). Sulla propria pagina Facebook Walliance ha reso noto che è iniziato il countdown per il lancio della prima piattaforma italiana di Real Estate Equity Crowdfunding ed è stata aperta la waitlist per proporre il proprio progetto d’investimento. 

 

Crowdfunding: Consob apre una consultazione con il mercato per la revisione del regolamento

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Consob, l’autorità garante del mercato finanziario, ha aperto una consultazione pubblica per la revisione del Regolamento in materia di equity crowdfunding

A differenza del reward crowdfuding, il finanziamento collettivo dell’era della sharing economy in cui il finanziatore riceve un premio (ciò che avviene per esempio sulle piattaforme come Kickstarter e Indiegogo), l’equity based crowdfunding  è un investimento on-line con il quale si acquista un vero e proprio titolo di partecipazione in una società: in tal caso, la ricompensa per il finanziamento dato è rappresentata dal complesso di diritti patrimoniali e amministrativi che derivano dalla partecipazione nell’impresa.

Le proposte di modifica che la Commissione sottopone all’esame del mercato discendono da innovazioni introdotte quest’anno dal Legislatore a livello di normativa primaria e dalle indicazioni raccolte nei mesi scorsi attraverso una consultazione preliminare con gli operatori, da cui è emersa l’esigenza di correggere e alleggerire alcuni obblighi previsti dal Regolamento del 2013.

In particolare Consob, venendo incontro alle richieste del mercato, propone di estendere la nozione di investitori professionali, tenuti a sottoscrivere una quota dell’offerta, che comprende prevalentemente investitori istituzionali, ad una platea più ampia. In base alla proposta potrà essere incluso chiunque risponda ai requisiti fissati dalla Mifid (la direttiva comunitaria in materia di prestazione dei servizi finanziari) per la classificazione degli “investitori professionali su richiesta”, identificati secondo criteri di conoscenza e di esperienza nelle attività di investimento. Consob propone inoltre di semplificare la procedura di esecuzione degli ordini, riducendo i costi di transazione. L’obiettivo è quello di rendere possibile la conclusione delle operazioni integralmente on line, a condizione che i gestori si attrezzino ad effettuare le verifiche necessarie. La consultazione è aperta per quaranta giorni fino all’11 gennaio 2016.