La petizione di Uber contro lo stop a Londra supera le 500 mila adesioni. Il sindaco londinese appoggia la decisione della TFL


Ha superato le 500 mila firme la petizione  su Change.org a favore di Uber che ieri ha visto negarsi il rinnovo dell’autorizzazione ad operare a Londra. Per esattezza sono 559 mila le persone che ad oggi hanno sottoscritto l’appello di Uber che prova così a resistere alla decisione assunta dalla TFL, l’autorità che regola i trasporti nella capitale UK, attraverso la “voce” dei propri fan tra cui figurano certamente i driver e gli utenti. La decisione assunta dalla TFL, che impone lo stop a Uber a partire dal 30 settembre prossimo e contro cui la società americana ha già annunciato ricorso, contesta al colosso della sharing economy la violazione di norme di sicurezza. Il sindaco di Londra – il laburista Sadiq Khan – difende, come riportano i media Uk, la TFL: “So che Uber é popolare fra molti londinesi, ma la collera di autisti e utenti va indirizzata contro l’azienda”. Inoltre il primo cittadino ha ribadito che Londra è e rimane aperta alle innovazioni ma cio deve conciliarsi con la sicurezza dei londinesi. Il mancato rinnovo della licenza a Uber apre certamente un nuovo dibattito tra i favorevoli alla sharing economy a qualunque costo e i paladini della sicurezza. SocialEconomy fa proprio il pensiero del sindaco di Londra ritenendo doveroso che la tecnologia e l’innovazione debbano rispettare totalmente le regole e la sicurezza di utenti e cittadini. 

Rocco Siffredi lancia una petizione per introdurre l’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole

  
“La pornografia dovrebbe essere intrattenimento, ma in mancanza di alternative è diventata uno strumento di apprendimento, soprattutto tra i giovani. Secondo voi è normale?” Questo è l’incipit della petizione, indirizzata al Ministro dell’Istruzione Stefania Giannini, lanciata su Change da Rocco Siffredi in occasione della giornata mondiale dell’orgasmo che si celebra oggi 22 dicembre. Obiettivo è  sensibilizzare l’opinione pubblica  per prevedere l’introduzione dell’insegnamento dell’educazione sessuale nelle scuole. L’educazione sessuale è obbligatoria in tutti i paesi dell’Unione tranne che in Italia, Bulgaria, Cipro, Lituania, Polonia, Romania e Regno Unito. 

“In Italia – continua Rocco Siffredi contiamo decenni di proposte e nessuna legge. Non esiste una legge, dunque, nonostante ci sia richiesta di formazione”. 

Rocci Siffredi conclude il proprio appello rispondendo così all’interrogativo “Perché proprio io?” ” Perché faccio il mio lavoro da 30 anni e ho acquisito abbastanza esperienza per assicurare che quello che faccio io non è educazione sessuale, bensì altro, pornografia appunto”.  Al momento le sottoscrizioni sono arrivate a 11.500 e sono parecchie le discussioni sui Social accompagnate dall’hashtag #cipensarocco.