Londra, Uber continua a opporsi alle possibili nuove regole sul ride sharing


  Uber, il gigante della sharing economy, continua la sua campagna #KeepLondonMoving lanciata per manifestare il dissenso verso le possibili novità normative che l’autorità dei trasporti di Londra (Tfl) vorrebbe introdurre. Dopo aver lanciato una petizione, di cui SocialEconomy vi ha dato notizia nei mesi scorsi, questa volta la società californiana di ride sharing ha scelto YouTube come piattaforma per far sentire la sua voce. Il video racconta in modo ironico quali sarebbero le conseguenze dell’attesa obbligatoria di cinque minuti (che con la nuova normativa scatterebbe anche nel caso di disponibilità immediata dell’auto) prima dell’inizio della corsa. Al momento le visualizzaioni sono state circa 60 mila. L’iniziativa di Uber arriva mentre l’autorità inglese sta svolgendo una consultazione pubblica online per verificare con gli abitanti della capitale Uk l’introduzione di nuove norme che secondo Uber rechrebbero un grave svantaggio a Londra, ai suoi citadini e ai suoi utenti. 

 

 

Gli USA confermano la propria leadership nella sharing economy. In Europa è Londra la capitale dell’economia della condivisione

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Gli Stati Uniti confermano la propria leadership a livello mondiale nel settore della sharing economy. A dirlo, come riportato dal Telegraph e da TechCityNews, è uno studio realizzato da JustPark – società britannica che consente la condivisione parcheggi privati – che ha analizzato la nazionalità delle principali realtà dell’economia della condivisione. Gli USA, con in testa le città di San Francisco e New York, sono il Paese in cui ha sede oltre la metà delle 865 start-up sharing prese in esame. In Europa il primato spetta al Regno Unito, patria del 10% dei player globali della sharing economy. A livello di capitali europee, come facilmente immaginabile, a spiccare è Londra che “ospita” 72 società sharing. Questo dato rende quindi la cittá del Big Ben la capitale europea dell’economia condivisa. Come emerge dalla mappatura realizzata dal Telegraph, le altre città del vecchio continente che inseguono Londra in questo primato sono nell’ordine Parigi, Madrid, Berlino e Amsterdam. La ricerca evidenzia oltre al dato della nazionalità la rapida crescita dell’economia della condivisione nel corso degli ultimi anni, rivelando che oltre la metà delle aziende sono state fondate nel 2013 o successivamente. Secondo uno studio realizzato da Price Waterhouse che SocialEconomy vi ha raccontato alcuni mesi fa, le stime di crescita in UK della sharing economy sembrano essere molto solide: i ricercatori di PWC prevedono, infatti, che le società UK dell’economia condivisa nel 2025 potranno arrivare a generare un fatturato complessivo di di 15 miliardi di US Dollari. A livello mondiale le stesse previsioni parlano, invece, di revenues totali al 2025 pari a US $ 335 miliardi.