Uber con UberRUSH diventa anche corriere

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Uber punta con decisione ai servizi di delivery e lancia il servizio UberRUSH. La società californiana ha annunciato ufficialmente l’avvio a San Francisco, New York e Chicago di un servizio di consegna a domicilio che promette di essere super veloce. Il funzionamento è molto semplice: ordinando un bene da una delle piattaforme Ecommerce convenzionate con Uber (al momento sono Shopify, Bigcommerce, Delivery.com, Clover, Flower.com e ChowNow), il cliente potrà scegliere UberRUSH come metodo di consegna. Il costo medio per il delivery, che viene effettuato in bicicletta, è attorno i $5/$7 a consegna.
Questa mossa di Uber arriva qualche settimana dopo il lancio di Amazon Flex, il servizio della società di Jeff Bezos che consente di far diventare ogni cittadino un postino in grado di consegnare ai clienti del colosso E-commerce i beni (per il momento solo quelli Amazon prime) acquistati sul celebre marketplace.
Già in passato Uber, con il servizio UberEATS dedicato al delivery di pasti, era entrata nel mercato delle consegne a domicilio.

Uber Rush (video)

Dormire in un faro? Con Airbnb si può

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I bandi che rendono note le condizioni per ottenere in concessione undici fari italiani sono stati pubblicati il 12 ottobre su www.agenziademanio.it  e www.difesaservizi.it, nell’attesa di conoscere i progetti che verranno presentati SocialEconomy è andato alla ricerca di quelli in giro per il mondo in cui già oggi è possibile alloggiare.
Su Airbnb, la principale piattaforma di home sharing, è diponibile una wishlist con quattro lighthouse. Il primo si trova a Procasset in Massachusetts e può ospitare fino a 8 persone contemporaneamente divise su tre camere da letto. Il costo a settimana è di 4.900 US dollari, quello a notte è, invece, di 500 dollari USA. Il secondo faro si trova sempre negli Stati Uniti a Point Richmond in California. In questo caso la formula è quello dell’affitto non riguarda l’intera casa ma stanza privata con due posti letto. Per soggiornare in questo faro, che si trova a sud di San Francisco, occorrono 355 US $ a notte.
Andando oltre oceano ne troviamo un altro, che può ospitare sei persone, in Australia a Seal Rocks. . Il costo a settimana per questo è di US $1.890 a settimana. Il prezzo per una singola notte è di 283 US dollari. La selezione presente su Airbnb si conclude con un faro presente in Europa, in Croazia a Medolina  Per questa lighthouse ristrutturata nel 2012 e in grado di ospitare un massimo di otto persone il costo è di 289 US dollari a notte.

Airbnb e Optus insieme per abbattere in viaggio i costi del roaming dati

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Se esistessero ancora, le cabine telefoniche sarebbero certamente un esempio di sharing economy. Adesso, nell’epoca in cui le connessioni da mobile hanno superato quelle da desktop, un operatore TLC e uno dei principali operatori dell’economia condivisa provano a condividere la strada per incrementare i rispettivi business. Succede in Australia dove Optus, l’operatore aussie di telefonia, ha annunciato di aver siglato una partnership con Airbnb. L’accordo, finalizzato a facilitare in termini tariffari la connessione da smartphone o tablet dei viaggiatori che scelgono un alloggio Airbnb, consentirà ai clienti dell’operatore australiano di ridurre i costi di roaming e così da poter navigare lontani dal proprio Paese da dispositivi mobili con maggiore tranquillità. L’offerta, valida soltanto per i residenti in Australia, dà, infatti, la possibilità ai clienti Optus, nuovi sulla piattaforma di home sharing, di richiedere gratuitamente, dopo aver effettuato una prenotazione (fuori dalla terra dei canguri) su Airbnb, una SIM prepagata di $30AUD da utilizzare al momento del viaggio per navigare in roaming internazionale. Per poter ricevere la SIM sarà necessario completare (compreso l’ok da parte dell’host Airbnb) la prenotazione entro il 31 dicembre 2015.
Inoltre, i clienti della compagnia telefonica, nuovi su Airbnb, riceveranno un voucher di $50AUD da spendere sul sito della società californiana per una prenotazione superiore a $100AUD. Rohan Ganeson, Manager Director Customer di Optus, nel commentare l’intesa ha affermato che: “Fornire ai viaggiatori un po’di credito extra prima di decollare darà loro una cosa in meno di cui preoccuparsi. Il viaggio è così eccitante ma districarsi tra i piani tariffari all’estero può essere un’esperienza frustrante. Abbiamo collaborato con Airbnb per abbattere questa barriera e aiutare i viaggiatori a sentirsi come un local, non appena si atterra”. Sam McDonagh, General Manager di Airbnb ha dichiarato: “Questa notizia sarà un bonus di benvenuto agli australiani.
Questa favolosa partnership permetterà clienti Optus e Airbnb di atterrare in piedi non appena mettono piede in qualsiasi parte del mondo”.
Le due società, inoltre, hanno annunciato () che seguiranno nei prossimi mesi altre iniziative nell’ambito della partnership siglata.

Uber ti porta il pasto a domicilio

Forse non sono in tanti a saperlo ma Uber, la società californiana che con la sua app sta rivoluzionando il mondo della mobilità, ha da qualche mese lanciato UberEATS, il servizio di consegna di pasti a domicilio. UberEATS, che dopo una prima fase di sperimentazione si sta espandendo celermente in parecchie delle principali statunitensi, al momento è attivo a Atlanta, Austin, Chicago, Los Angeles, New York, San Francisco, Toronto, Whashington DC e in Europa a Barcellona. La città catalana insieme a Los Angeles era stata subito scelta da Uber fin dalla fase di sperimentazione del servizio. Il funzionamento è molto semplice: tramite la app tradizionale Uber quando ci si trova all’interno delle aree coperte dal servizio verrà visualizzata una icona raffigurante un piatto, dopo averla cliccata si sceglierà il luogo di consegna e il piatto desiderato che in pochi minuti, cosi assicura UberEATS, sarà sulla tavola del cliente. I piatti sono preparati da ristoranti in grado di garantire i migliori sapori locali. Il menu cambia tutti i giorni cosi da offire ai clienti Uber la possibilità di gustare sempre qualcosa di nuovo. Il costo dei menu acquistabili è variabile, mentre la consegna costa US$ 3 (US$ 4 per New York) ed è indipendente dal numero dei piatti da ordinare. Nel caso di ordini multipli effettuati contestualmente (ad esempio il classico pranzo tra colleghi di ufficio) tramite una specifica funzione dell’app sarà possibile dividere il conto in modo semplice e immediato cosi da parmettere a ognuno dei commensali di pagare quanto ordinato. In uno dei post fatti da Uber sul proprio blog la società USA ha informato che il servizio sta riscuotendo parecchi consensi: continuano a crescere il numero dei ristoranti che aderisce all’iniziativa e i tempi di consegna si stanno riducendo. Inoltre, recentemente, a Los Angeles è stato anche aggiunto il servizio brunch durante il fine settimana.

Con Tesla e Airbnb la sharing economy si tinge di verde

Tesla S

Tesla S

Tesla Motors, azienda automobilistica che ha come obiettivo la creazione di veicoli elettrici ad alte prestazioni orientati verso il mercato di massa, e AirBnb, società leader nell’home sharing, hanno annunciato una partnership che consentirà ai clienti di AirBnb di facilitare la ricarica dei propri veicoli elettrici. L’iniziativa, che al momento è valida nella costa della California, consentirà agli host AirBnb (coloro che decidono di mettere a disposizione il proprio appartamento) di poter richiedere l’installazione di una colonnina di ricarica davanti la propria abitazione. Tra tutti coloro che faranno richiesta – per potere avanzare la domanda è necessario affittare l’intera casa, aver avuto più di cinque prenotazioni e avere un rating medio di più di 4 stelle – Tesla selezionerà un minimo di cento host che riceveranno la colonnina di ricarica gratuitamente (a carico dell’host rimane il costo di installazione). Al momento, come si ricava dal sito ufficiale dell’iniziativa, le case dotate di colonnina di ricarica Tesla sono quindici.