Con Google Maps possibile condividere in tempo reale la propria posizione

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“Dove ti trovi esattamente?” e “A che ora pensi di arrivare?”  Queste sono le domande più probabili che spesso ognuno di noi si è sentito rivolgere in vista di un appuntamento. A questi interrogativi presto gli utenti di Google Maps di tutto il mondo saranno in grado di rispondere con pochi gesti e senza mai uscire dall’app. Sia su Android che su iOS, sarà, infatti, possibile condividere con chiunque la propria posizione in tempo reale. Le persone con cui la posizione verrà condivisa potranno visualizzare la posizione su Android, iPhone e sul Web da dispositivi mobili e da desktop. Grazie a questa nuova funzione, quindi, ogni volta che si vorrà  far sapere a qualcuno dove ci si trova basterà  aprire il menu laterale o toccare il punto blu e poi cliccare “Condividi posizione”, e  scegliere con chi e per quanto tempo condividere l’informazione. In questo modo si potrà condividere la posizione in tempo reale con i contatti Google, o condividerla con amici e familiari inviando un link tramite le app di messaggistica preferite. Durante la condivisione, i contatti selezionati vedranno sulla loro mappa la posizione e l’orario stimato di arrivo. La condivisione terminerà automaticamente una volta arrivati a destinazione. La condivisione della posizione su Google Maps sarà disponibile a breve in tutto il mondo.

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Fitbit acquisisce alcune attività di Pebble, la startup regina del crowdfunding 

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Fitbit società quotata al NYSE e leader nel mercato dei dispositivi indossabili che misurano alcune funzioni vitali e analizzano e raccolgono dati quali il numero di passi, qualità del sonno, battito cardiaco e gradini saliti, ha annunciato nelle scorse ore di aver acquisito alcune specifiche attività di Pebble, la startup degli smartwatch che ha visto la luce attraverso il crowdfunding (la raccolta fondi dell’era della sharing economy) di Kickstarter. Fitbit ha annunciato con un comunicato stampa di aver acquisito il personale chiave e la proprietà intellettuale relativa al software e allo sviluppo del firmware, mentre, l‘acquisizione esclude i prodotti hardware della società.  James Park, CEO e co-fondatore di Fitbit nel comunicato ha dichiarato “Con questa acquisizione siamo posizionati meglio per accelerare l’espansione della nostra piattaforma e del nostro ecosistema, in modo da rendere Fitbit una parte essenziale nella vita di tutti i giorni per una platea più grande di consumatori”. La società non ha reso noto il valore dell’acquisizione degli asset di Pebble. Pebble aveva lanciato la propria attività tramite un crowdfunding su Kickstarter nel 2012 anticipando quindi molti produttori di smartwatch tra cui il colosso Apple. Allora aveva raccolto US$ 10 milioni versati da 68.929 persone. Il successo si era poi ripetuto nel 2015 con un nuovo crowdfunding milionario (che dopo soltanto 49 minuti ha raggiunto 1 milione di dollari USA di raccolta) che aveva permesso di racimolare oltre 20 milioni di dollari americani grazie al supporto di 78.741 sostenitori. Nel 2016 Pebble aveva concluso una terza raccolta fondi accumulando 12,7 milioni di US dollari raccolti grazie al supporto di 66.673 utenti attratti dal lancio di Pebble Time 2, Pebble 2 e del nuovo Pebble Core. In totale Pebble ha venduto dal 2012 o oggi oltre 2 milioni di smartwatch. L’acquisizione di alcune attività da parte di Fitbit ha delle importanti conseguenze per i clienti che hanno acquistato i device wearable che hanno spopolato con i tre crowdfunding e le vendite online. Per questo motivo Pebble nel suo blog ha pubblicato un post in cui si specifica che:

  • Pebble non si occuperà più di produzione, vendita e promozione di device;
  • I device Pebble continueranno a funzionare
  • Le funzionalità potrebbero essere ridotte in futuro.
  • I sostenitori di Kickstarter che non hanno ricevuto quanto promesso – riceveranno il rimborso completo dal 16 dicembre 2016
  • Gli ordini tramite pebble.com non saranno più accettati ed evasi, e ciò vale pure per i pre-ordini di Pebble2 che non siano già stati addebitati o spediti.
  • Decadenza della garanzia per gli smartwatch Pebble.
  • I resi degli ordini fatti tramite pebble.com – completati prima del 7 dicembre 2016 – saranno rimborsati.
  • I Pebble acquistati dai rivenditori potranno essere restituiti o permutati in funzione della politica adottata dai rivenditori.
  • I Pebblers avranno a disposizione cavi di ricarica sostitutivi e altri accessori compatibili tramite Amazon o altri rivenditori.

Inoltre Pebble ha messo a diposizione una pagina web per ulteriori informazioni. http://www.proofofclaims.com/PebbleTech/documents/

 

Il car sharing di BMW debutterà a Milano il 19 ottobre 

foto DriveNow

E’ ufficiale, dal prossimo 19 ottobre DriveNow, il car sharing di BMW in collaborazione con Sixt arriverà in Italia. Sull’onda del successo della sharing economy il colosso tedesco ha scelto Milano per il debutto italiano del servizio di auto condivisa. DriveNow partirà con una flotta di 480 vetture composta da BMW Serie1, BMW 2 active Tourer, BMW Serie 2 Cabrio, Mini 5 porte, Mini Cabrio e Mini Clubman. Tutte le auto sono dotate di navigatore, sensori di parcheggio, climatizzatore e impianto audio. Come si intuisce dal sito della società tedesca è possibile che nei prossimi mesi la flotta si possa arricchire delle BMW I3, le autovetture elettriche della casa automobilistica di Monaco. L’ambizione del carmaker è quello di costruire un car sharing premium che si caratterizzerà per le autovetture di fascia medio-alta. Milano sarà l’undicesima città al mondo a accogliere DriveNow, dopo Vienna, Londra, Bruxelles, Copneaghen, Stoccolma, Berlino, Amburgo, Monaco, Düsseldorf e Colonia. Il funzionamento del noleggio sarà a flusso libero (free floating), vale a dire con possibilità di iniziare e terminare il noleggio all’interno dell’area milanese (sarà vasta circa 130 km). I prezzi partiranno da 31 centesimi a minuto con AreaC e parcheggi su strisce gialle o blu inclusi chiamo ilometri illimitati. Sono, inoltre, previsti pacchetti di ore come ad esempio quello di 6 ore al costo di 54 euro con 120 chilometri inclusi. Il funzionamento è molto semplice, con possibilità di prenotazione del veicolo per 15 minuti, e avviene via smartphone tramite l’App che è già disponibile su Google Play e Apple Store. E’ già possibile registrarsi in modo semplice e intuitivo in pochi minuti e a differenza di Car2go si può concludere l’iscrizione senza doversi recare in un punto fisico. Durante la fase di lancio l’iscrizione è gratuita e comprende 20 minuti di noleggio gratuito. Al termine della promozione iscriversi costerà 29 euro.
 

Fusione tra UberChina e DiDi: nasce in Cina il colosso del ride sharing 


Con un post pubblicato sulla propria pagina Facebook Travis Kalanick, CEO di Uber ha ufficializzato oggi la fusione tra UberChina e la rilavale DiDi Chuxing. Al termine dell’operazione UberChina sarà, con il 20% del capitale, il più grande azionista di DiDi. Uber, uno dei colossi della sharing economy, era arrivata in Cina poco più di due anni fa e da allora si è espansa in 60 città realizzando circa 40 milioni di corse a settimana. “Come imprenditore ho imparato che per avere successo si debba porre ascolto alla propria testa oltre che seguire il proprio cuore” ha scritto Kalanick ai sui collaboratori spiegando le motovazioni che l’hanno spinto a siglare l’accordo con il big player del ride sharing cinese.  Secondo quanto riporato da Bloomberg l’operazione dovrebbe valere 35 miliardi di dollari USA. Come SocialEconomy vi aveva raccontato, DiDi lo scroso maggio aveva annunciato con un comunicato stampa che Apple aveva investito nella società 1 miliardo di US dollari durante un round di finanziamento. Nel comunicato diffuso allora si leggeva che grazie a questo investimento, Apple diventa un investitore strategico di DiDi e si unisce a Tencent, Alibaba e altri soci chiave per aiutare ulteriormente la missione di DiDi di costruire una piattaforma di ride sharing in grado di servire centinaia di milioni di automobilisti e passeggeri cinesi

Apple investe 1 miliardo di US dollari in DiDi, la rivale cinese di Uber


DiDi Chuxing, uno dei principali player cinesi della sharing economy e rivale in Cina di Uber nel mercato del ride sharing, ha annunciato con un comunicato stampa che Apple ha investito 1 miliardo di US dollari durante il round di finanziamento in corso. Il miliardo di dollari investito da Apple rappresenta il più grande investimento singolo mai effettuato in DiDi. Nel comunicato si legge che grazie a questo investimento, Apple diventa un investitore strategico di DiDi e si unisce a Tencent, Alibaba e altri soci chiave per aiutare ulteriormente la missione di DiDi di costruire una piattaforma di ride sharing in grado di servire centinaia di milioni di automobilisti e passeggeri cinesi.Cheng Wei, fondatore e CEO di DiDi, ha dichiarato che “L’approvazione da parte di Apple è un enorme incoraggiamento e fonte d’ispirazione per un’azienda di quattro anni. DiDi lavorerà duramente con i nostri piloti e partner globali per mettere a disposizione di tutti i cittadini scelte di mobilità flessibili e affidabili, e aiutare le città a risolvere i problemi di trasporto, ambientali e occupazionali “. Secondo quanto riportato da Reuters Tim Cook, CEO di Apple, è convinto che l’investimento possa dare nel corso del tempo un forte ritorno. DiDi, che nel 2015 ha effettuato 1,4 miliardi di corse, oggi viaggia sul ritmo di oltre 11 milioni di ride quotidiani. DiDi lavora con oltre 14 milioni di proprietari di auto e conducenti cinesi e ha una quota di mercato dell’87% per quanto attiene le chiamate di un auto con conducente (private car halling) e del 99% nel segmento delle chiamate taxi (taxi halling) . 

 

Nasce WOW FI, il Wi-fi in sharing per navigare gratis dovunque

 

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In pieno spirito di sharing economy, Fastweb lancia la community dedicata a tutti i propri clienti. Il suo nome è WOW FI e consente a ogni i cliente dell’operatore TLC di navigare in Wi-fi anche fuori dalla propria abitazione in modo totalmente gratuito “sfruttando” la rete di altri clienti della compagnia telefonica che decideranno di condividere la propria connessione dati. WOW FI è attualmente disponibile automaticamente e gratuitamente nelle città di Monza, Livorno, Ancona, Brescia, Verona, Pescara, Bergamo, Padova, Varese, Bari, Busto Arsizio, Legnano, Pisa, Reggio Emilia, Palermo, Catania, Como, Modena e Venezia. Da dicembre il servizio sarà disponibile anche a Milano. Per quanto attiene al funzionamento Fastweb provvederà a integrare sui modem dei propri clienti un nuovo segnale Wi-Fi (SSID), indipendente dalla rete domestica principale è che non andrà a intaccare la potenza della propria connessione domestica.
In questo modo, i modem diventeranno un hotspot per gli altri clienti Fastweb della città che si trovano in prossimità di questo segnale.
Ai membri della community WOW FI basterà selezionare la rete denominata “WOW FI – FASTWEB” tra le reti wireless disponibili sul proprio dispositivo mobile per connettersi in Wi-Fi senza nessun costo aggiuntivo. La password per accedere alla community verrà inviata direttamente da Fastweb tramite SMS e dovrà essere inserita soltanto al primo accesso.
Quando l’abbonato Fastweb sarà nella propria abitaziobe continuerà a utilizzare tutta la velocità della propria linea senza limitazioni. WOW FI è stato progettato per garantire completamente la sicurezza e la privacy della tua linea.
Quando, invece, il cliente Fastweb si troverà fuori casa potrà sfruttare tutti i vantaggi del Wi-Fi senza costi aggiuntivi, riuscendo così a limitare il consumo dati del cellulare.
Per accedere a WOW FI baserà effettuare la ricerca delle reti wireless disponibili dal dispositivo mobile e selezionare la rete WOW FI – FASTWEB.

Sul sito di Fastweb è possibile accedere alle guide (per terminali IOS, Android e Windows) per configurare il proprio smartphone o tablet. 

WOW FI (video) https://youtu.be/FaCvIpiMz8A

Mytaxi, l’app che ha rivoluzionato il settore dei taxi sconta le corse del 50%

Screenshot mytaxi App_promo

Nel giorno in cui si celebra il settantaduesimo compleanno di Martin Scorsese, il  regista cinematografico autore tra gli altri del celebre Taxi Driver, SocialEcoonomy torna a occuparsi di mobilità urbana. Che la concorrenza faccia bene ai consumatori e quindi al mercato non ci sono dubbi. Su tale posizione nei mesi scorsi SocialEconomy aveva intervistato Marco Pierani, responsabile delle relazioni Istituzionali di Altroconsumo, che aveva spiegato che la sharing economy è un’opportunità che va colta. La conferma che l’innovazione può contribuire a migliorare anche i business della old economy arriva da Mytaxy, società fondata nel giugno del 2009 da Niclaus Mewes (CEO) e Sven Külper (CMO) e oggi posseduta dal Gruppo Daimler, che hanno rivoluzionato il settore dei taxi, rinnovandolo a livello internazionale e adattandolo alle esigenze del 21° secolo. L’idea alla base della rivoluzione Mytaxi è quella di creare un collegamento diretto tra il tassista e il passeggero, per offrire a entrambi un sistema di gestione delle prenotazioni al passo coi tempi e quindi in grado di ben competere con i servizi della mobilità condivisa tipici della sharing economy.  I vantaggi  per  gli  utenti sono  numerosi  dal  momento che si può richiedere il taxi  tramite  l’app (disponibili per dispositivi Apple e Android), controllarne  la  posizione  e  l’avvicinamento  sul  proprio  smartphone, con  un orario  stimato  di  arrivo e una previsione di  costo e la possibilità di pagare la corsa direttamente tramite l’applicazione. Il successo che Mytaxi sta riscouotendo in giro per il mondo è enorme: l’app è stata scaricata finora più di 10 milioni di volte e il servizio è disponibile in oltre 40 città con più di 45.000 taxi attivi. La società, come già fatto in fase di lancio a Milano avvenuto lo scorso aprile, ha deciso di riproporre fino al 26 novembre 2015 il 50% di sconto su ogni corsa pagata attraverso la propria app.