Ecco le novità di Airbnb: con il lancio di Trips va oltre l’home sharing

https-press-atairbnb-com-app-uploads-2016-11-tk070_samurai_sword_artist

Airbnb, uno dei principali player della sharing economy, ha presentato oggi, con un intervento di Bryan Chesky a Los Angeles in occasione di Airbnb Open, lo sviluppo più significativo nella sua storia. La società va oltre il concetto di home sharing si apre al concetto di viaggio. Il nuovo progetto si chiama Airbnb Trips ed è praticamente un’agenzia di viaggi racchiusa ina sola app progettata per rendere i viaggi semplici e magici. I suoi punti cardine saranno nelle seguenti tre aree: Experiences (Esperienze), Places (luoghi) e Home (case). In un secondo momento verranno aggiunti i voli e i servizi accessori.  

Trips viene lanciata oggi con circa 500 Esperienze in 12 città in tutto il mondo, tra cui Los Angeles, San Francisco, Miami, Detroit, L’Avana, Londra, Parigi, Firenze, Nairobi, Città del Capo, Tokyo e Seoul.

Inoltre da oggi, chi vive nelle seguenti città può richiedere di elencare su Trips le proprie Esperienze: Amsterdam, Atene, Bangkok, Barcellona, Beirut, Berlino, Boston, Buenos Aires, Buffalo (NY), Città del Capo, Cartagena, Chicago, Detroit, Dubai, Dublino, Firenze, Harlem, L’Avana, Città di Ho Chi Minh City, Lisbona, Londra, Los Angeles, Madrid, Città del Messico, Miami, Mosca, Nairobi, Nashville, New Delhi, New Orleans, Oahu, Osaka, Parigi, Portland, Praga, Provenza , Queenstown, Reykjavik, Rio De Janeiro, Roma, San Francisco, San Paolo, Seattle, Seoul, Shanghai, Singapore, Sydney, Tel Aviv, Tokyo, Toronto, Vancouver.

Per quanto riguarda le experiences (esperienze) con Airbnb Trips sarà possibile vivere un giorno con un Samurai in Giappone, guidare un’auto storica a Malibu o andare a fare la caccia al tartufo in Toscana.  Per quanto attiene i Places (luoghi) Airbnb renderà disponibili guide e consigli forniti dagli abitanti locali, e audio walking (guide audio). Sul settore delle case Airbnb continua la strada già intrapresa contando su circa 3 milioni di abitazioni in 191 paesi.

Future Food, tra i 16 vincitori anche un progetto di social eating


Dall’alveare hi-tech, all’allevamento di insetti commestibili; dalle pappe bio e fresche per lo svezzamento dei bimbi, al network di cuochi casalinghi; dal sistema di agricoltura di precisione con droni, satelliti e GPS, al servizio di chef a domicilio; dall’e-commerce per creare il proprio orto, uliveto, frutteto, all’elettrodomestico per coltivare verdure in casa. Queste sono alcune delle 16 idee, selezionate fra gli oltre 76 progetti inviati al Future Food  che hanno partecipato alla fase finale di Future Food svoltasi a Bologna. Tra loro c’è quindi anche un po’di sharing economy attraverso il social eating de Le Cesarine.  Future Food è la Call for Innovation di Digital Magics, business incubator quotato sul mercato AIM Italia di Borsa Italiana in collaborazione con il Gruppo Intesa Sanpaolo, rivolta a tutte le startup che sviluppano prodotti, servizi e modelli di business innovativi nei settori del food e dell’agroalimentare. Questi nel dettaglio i sedici vincitori di Future Food.

3Bee ha ideato un alveare hi-tech, integrando in modo semplice e in meno di 20 secondi un dispositivo dimonitoraggio all’interno delle arnie. Il device di 3Bee valuterà i parametri vitali delle api e trasmetterà i dati su un cloud all’apicoltore, che potrà intervenire tempestivamente.

Agricolus, making precision timing easyer, è un sistema di agricoltura di precisione che, analizzando i datiderivati da satelliti, droni, sensori, GPS, indica i diversi metodi di intervento nei singoli campi, ottimizzando così la coltivazione.

ALMA EUREKA sta sviluppando un progetto di alimentazione sostenibile per il futuro: allevare e produrreinsetti commestibili in Italia, creando una filiera corta in cui la materia prima insetto, si nutra di scarti dellalavorazione di prodotti locali, creando la base per futuri alimenti.

Cooki è il primo gestionale per ricette e allergeni rivolto a chi prepara e vende alimenti. Permette in modo estremamente semplice di gestire ricettari, lista fornitori, stampa etichette e menu, esegue il calcolo automatico dei valori nutrizionali, il tutto nel pieno rispetto dei regolamenti europei e nazionali.

Edo è un’app mobile che consente di capire quanto siano salutari i prodotti che le persone comprano ogni giorno. Analizzando il codice a barre fornisce una valutazione da 0 a 10 basata sugli utenti.

Kase è un box innovativo per food delivery che è in grado di ridurre significativamente i costi di trasporto relativi a generi alimentari consegnati da camion refrigerati.

Le Cesarine sono un network – coordinato a livello nazionale da uno staff dedicato – di cuoche casalinghe esperte, animate da un’autentica passione per la cucina tradizionale e selezionate per ospitare nelle proprie case eventi gastronomici a base di ricette locali in piano stile social eating.

Mamma M’Ama, nata dall’idea di tre mamme, ha sviluppato la produzione e la vendita di pappe per lo svezzamento dei bimbi da 4 a 36 mesi: fresche, bio, complete, artigianali e cucinate con prodotti di stagione 100% Made in Italy.

MyAgry è l’e-commerce per creare il proprio orto, uliveto, frutteto, scegliendo dimensioni, colture emodalità di conduzione. Delle persone altamente qualificate areranno, prepareranno i terreni,semineranno, cureranno le piante e alla fine raccoglieranno i prodotti trasformati per portarli sulla tavola dell’utente.

MyCheffy è la piattaforma web che offre il servizio di personal chef a domicilio: scegliendo il menu, arriverà direttamente a casa un cuoco, con tutto l’occorrente, che preparerà la cena. La società ha inoltre attualmente in corso un equity crowdfunding organizzato da CrowdFundMe con l’obiettivo di raccogliere 60 mila Euro.

My Eatness produce cibi nutraceutici e salutari con un alto contenuto di principi nutritivi, grazie a un processo innovativo di trasformazione per conservare le proprietà benefiche naturalmente contenute nei frutti della terra.

MagicBox realizza macchine per la coltivazione aeroponica completamente automatizzata, attraverso una tecnologia brevettata di serre per interni o esterni. Si passa da prodotto a km 0 a metro 0, creando nuovispazi coltivabili senza intaccare le risorse del pianeta, ma anzi rendendo coltivabili ambienti ostili.

Quomi è un servizio che semplifica il modo di fare la spesa: ogni settimana propone un menu differente tra cui scegliere e poi gli utenti riceveranno gli ingredienti – di prodotti freschi e di alta qualità – nelle giustedosi con le istruzioni per preparare le ricette selezionate.

RobotFarm® è una serra idroponica completamente automatica, delle dimensioni di un elettrodomestico standard, in grado di coltivare verdure senza pesticidi e fitofarmaci per tutto l’anno, con risparmio idrico ed energetico, senza necessità di pollice verde o competenze agronomiche.

TomorrowData ha sviluppato Maturum Project: ottenere l’indicazione esatta se il grado di maturazione del prodotto esaminato (es. Grana Padano o Parmigiano) sia quello richiesto, attraverso l’uso di sensori (es.accelerometri) e dati audio processati tramite una rete neurale.

WeBeers è l’e-commerce per scoprire le migliori birre artigianali dei birrifici più esclusivi e prestigiosi inmodalità catalogo e con l’innovativo piano abbonamento.

Layla Pavone, Amministratore Delegato di Digital Magics per l’Industry Innovation, ha dichiarato: “I 16 progetti finalisti di ‘Future Food’ stanno creando vera e propria innovazione di processi, prodotti e servizi nell’ambito della produzione, sostenibilità, nutrizione e salute, retail, sensoristica, agricoltura, utilizzo dibiomasse e packaging. Siamo rimasti veramente entusiasti per la visione del futuro che questi giovani talenti italiani hanno presentato a Bologna. Grazie al nostro partner Intesa Sanpaolo e agli importanti componenti del Comitato di valutazione della Call, sono convinta che riusciremo a sostenere la crescita di queste neoimprese digitali con percorsi di accelerazione e ad affiancarle per creare sinergie e collaborazioni con le imprese del settore alimentare, che ringrazio per aver partecipato alla fase finale, nell’ottica di lanciare programmi di Open Innovation con le startup”.

Un vecchio album di figurine Panini può valere un tesoro


Questa volta la sharing economy non c’entra nulla, ma parliamo in ogni cosa di una passione ampiamente condivisa da quasi tutti i bambini del mondo: le figurine. Lo facciamo perché qualche giorno fa si è celebrato il novantesimo anniversario della nascita di Giuseppe Panini, un’icona dell’editoria italiana che grazie ad un’intuizione geniale ha trasformato l’infanzia d’intere generazioni.  Le sue figurine infatti sono state uno dei primi oggetti che quasi tutti i bambini hanno scambiato e condiviso quando la sharing economy e i giochi su IPad o iPhone non esistevano nemmeno lontanamente. Nel 1961 Giuseppe, infatti, insieme al fratello Benito, diede vita alla prima collezione di figurine Calciatori, quella con Nils Liedholm in copertina vendendo circa 15 milioni di bustine. Quello fu il primo di una serie infinita di successi e le figurine ancora oggi appassionano grandi e piccini è rappresentano uno dei giochi preferiti dai bimbi. eBay, fin dalla sua nascita quasi 16 anni fa, ha permesso ai collezionisti dei famosissimi sticker di oltrepassare qualunque confine, potendo così finire album magari incompiuti da anni o aggiudicandosi pezzi rari e cari. Le figurine Panini,come dimostrano il numero delle transazioni effettuate sul celebre portale USA, sono un fenomeno per cui la passione non accenna a diminuire. Infatti, solo nell’ultimo anno su eBay.it sono state registrate vendite eccezionali, come il Box Calciatori Panini Europa 80 completo di 150 bustine di figurine venduto per 2210 euro, o l’album completo di figurine già incollate Calciatori Panini Mexico 70 aggiudicato per 1612 Euro. Il successo delle figurine Panini è misurabile dal fatto che ch’egli ultimi 12 mesi viene venduto un articolo a tema Panini ogni undici minuti. In totale sono presenti nella sezione eBay dedicata a Panini con oltre 393 mila articoli. Gli articoli più costosi attualmente in vendita sono l’album Calciatori Panini Mexico 70 nuovo e vuoto con tutto il set di figurine da incollare a 33 mila euro o l’album Munchen 74 intonso con set completo di figurine da incollare a 17 mila euro. Le figurine Panini sono anche state uno dei primi oggetti che noi tutti abbiamo condiviso e scambiato 

Scooterino raccoglie 500 mila euro e si prepara al lancio in nuove città 


Scooterino, la startup del ride sharing su moto scooter, mette a segno un round di investimento da €500 mila e annuncia che si prepara al lancio dei propri servizi in altre città d’Italia e rende da possibile prenotare in anticipo un passaggio in scooter. Il nuovo sistema di pre-booking andrà ad affiancarsi al già collaudato sistema delle richieste in tempo reale. Questa nuova funzionalità  risponde all’esigenza crescente degli utenti di garantirsi un passaggio in specifici giorni o orari. D’ora in poi gli Scooteristi registrati potranno inserire i loro percorsi e orari abituali, direttamente nell’app, e verranno avvisati se qualcuno sta cercando un passaggio compatibile. Per quanto riguarda gli utenti, invece, essi potranno richiedere un passaggio real-time come fatto finora, oppure formulare una richiesta di prenotazione anticipata (minimo 6 ore di anticipo, massimo 7 giorni) inserendo giorno, ora e indirizzi desiderati: l’app mostrerà i profili degli scooteristi che vanno in quella direzione. Il nuovo sistema di prenotazione interesserà un’area molto grande di Roma, per permettere il matching tra i pendolari, mentre il servizio last minute in tempo reale sarà attivo solo in una zona piccola e centrale e avrà un rimborso minimo di 6€ “Ma applicheremo uno sconto fino alla fine dell’anno, quindi il rimborso per un passaggio rimarrà lo stesso per altri due mesi” – assicurano i fondatori. Disponibile per Android e per IOS, l’app Scooterino negli ultimi 12 mesi ha generato un contagioso entusiasmo nella città di Roma, portando più di 12.000 persone ad iscriversi grazie al solo passaparola, registrando più di 33.000 richieste di passaggio nella sola città di Roma e suscitando la curiosità di media italiani e stranieri tra cui il The Guardian. Nonostante le difficoltà iniziali, questa traction ha convinto un pool di investitori americani, in co-investimento con il fondo regionale Lazio Innova, a scommettere sulla startup oltre €500.000 per rendere possibile una più rapida espansione del business. Per richiedere o prenotare un passaggio basta scaricare l’app e registrarsi, mentre per iscriversi come scooteristi si può scrivere all’indirizzo support@scooterino.it o compilare il profilo “Scooterista” all’interno dell’app. “Il nostro obiettivo è potenziare al massimo l’efficenza della mobilità condivisa in città” – affermano Oliver Page e Francesco Rellini, co-founders della start-up romana – “per questo stiamo già raccogliendo adesioni di aspiranti scooteristi in altre città, prime fra tutte Genova, Milano, Firenze e Napoli, per dare vita alla più grande community di ridesharing su scooter in Italia”. Scooterino non dimentica la sicurezza: “Riteniamo sia necessaria per creare una comunità solida e che ispiri fiducia” – ricordano i co-founders – “per questo motivo, prima di accettare uno scooterista nella nostra community ci sarà un incontro per convalidarne l’identità. In più e’ richiesto un minimo di 21 anni, una patente valida, un’assicurazione in regola, e uno scooter omologato per due e in buone condizioni”.“Scooterino non è un servizio Scooter Taxi o un Affitto Scooter, non è nemmeno uno Scooter Sharing” – affermano i fondatori. “Scooterino è il “BlaBlaCar” per i tragitti brevi e urbani sullo scooter”. Passeggeri e Scooteristi infatti devono lasciare un feedback reciproco alla fine di ogni passaggio condiviso e costruirsi così una reputazione nella community. Il round di finanziamento appena concluso conferma l’attrattività dei servizi della sharing economy rivolti alla mobilità urbana. 

 

Airbnb, sale l’attesa per le novità che saranno annunciate giovedì 17 novembre dal CEO Brian Chesky


Nove anni fa, Brian Chesky e Joe Gebbia ospitarono su dei materassini ad aria nel loro appartamento di San Francisco tre persone in visita in città. Con più di 2,5 milioni di annunci in oltre 190 paesi, Airbnb da allora ha cambiato il modo di viaggiare di milioni di persone. Giovedì 17 novembre 2016 il CEO Brian Chesky terrà una presentazione, in occasione di Airbnb Open 2016 che si svolgerà a Los Angeles, per annunciare importanti novità sul futuro di Airbnb che riguarderanno anche l’Italia. Al momento non è possibile sapere di più e bisognerà attendere le 19 (ora italiana) di giovedì per capire quali saranno le novità. 

In Cina la sharing economy non vuole essere disruptive ma collaborativa


Una caratteristica comune a tutti i business della sharing economy è il loro essere disruptive (in italiano rivoluzionario) nei confronti degli equivalenti servizi offerti dalle società che tipicamente fanno parte della old economy. Così si è creata una contrapposizione tra taxi e car sharing o ride sharing (Uber) e tra hotel e Airbnb. Per evitare il dualismo tra forme di economia legate alla tecnologia e quelle tradizionali la Cina ha scelto una via che merita di essere approfondita e magari anche copiata nel mondo occidentale perché capace, con il dialogo, di coniugare sharing economy e servizi offerti dalle aziende più tradizionali. Pur credendo che la motivazione alla base è legata al fatto che molte sono le aziende tradizionali che vedono il coinvolgimento di capitali pubblici cinesi e che quindi si vuole evitare un effetto di cannibalizzazione industriale, crediamo che la via del dialogo tra economia della condivisione e economia reale possa fare realmente bene non solo alle aziende coinvolte ma soprattutto all’intera collettività. La conferma che la Cina guarda con molto interesse alla sharing economy arriva dal fatto che il tessuto economico cinese negli ultimi anni ha iniziato una trasformazione: da un’economia manifatturiera a una basata sui servizi. In tale quadro il China’s National Information Center ha stimato che la sharing economy peserà nel 2020 il 10% dell’intero PIL del Paese. Tutto ciò ha portato, con largo spirito di lungimiranza da parte del governo cinese, anche alla nascita della Commission on the Sharing Economy in China (CSEC). In questa istituzione, in cui siedono big corporation tra cui Lenovo, Linkedin, Airbnb, Tencent e molte altre, l’obiettivo è la collaborazione tra aziende nuove, old e Governo per ottenere vantaggi reciproci a beneficio di tutti gli attori tra cui anche i consumatori. Un esempio di come la sharing economy cinese non voglia in alcun modo cancellare i business tradizionali è rappresentato da Didi che cerca di includere nel suo servizio tecnologico di ride sharing i tassisti consapevole dal fatto che il dialogo fa bene al business. Il caso di Didi è emblematico anche perché la società, come SocialEconomy vi ha raccontato, ha comprato nel corso del 2016 le attività cinesi di Uber. Un altro esempio concreto della collaborazione concreta tra governo e sharing economy è rappresentato dalla società di ride sharing cinese Weigongjiao, una società con base a Hangzhou, fondata delle autorità locali cinesi attente a cercare di combattere l’inquinamento. Insomma la Cina insegna che il dialogo tra le aziende, new o old che siano, i consumatori e i governi rappresenta un valore inestimabile per lo sviluppo della sharing economy. Noi di SocialEconomy ci auguriamo che questo esempio fatto di collaborazione, dialogo e apertura, cinese possa essere seguito dal mondo occidentale consapevoli del fatto che una maggiore attenzione da parte dei governi del mondo aiuterebbe lo sviluppo visto che ogni stato deve fare di tutto per incentivare la libera impresa e cercare di attrarre gli investimenti esteri sul proprio territorio. Purtroppo a oggi in Europa e negli USA le cose nel mondo delle startup, e quindi anche della sharing economy, stanno diversamente, basti citare la mancanza di armonizzazione fiscale che tanto spaventa coloro che vogliono fare impresa e che in più sedi rivendicano norme certe e magari anche uguale all’interno dell’area Euro. Il fatto che la Cina abbia tracciato la strada la troviamo una cosa naturale da paese leader in campo economico qual è e da stato attento alle tradizioni visto che come abbiamo avuto modo di scrivere nel nostro primo post riteniamo che la sharing economy rappresenta una sorta di rivincita di Karl Marx e del comunismo sul capitalismo tradizionale. 

Grande successo per Zego, il carpooling urbano. Sono già 30 mila i membri della community 


Il car sharing, il ride sharing e il carpooling sono tra le forme di sharing economy che stanno avendo più successo tra gli utenti di tutto il mondo. Così anche in Italia è un continuo proliferare di società che basano la propria attività sulla condivisione di un mezzo di trasporto. Una delle ultime degne di nota è ZEGO, un’applicazione che consente di trovare in tempo reale un passaggio per spostarsi in città in modo comodo e conveniente. La piattaforma è attiva a Milano e Torino, mentre è in fase di test nelle città di Genova e Padova. La community di ZEGO ha raggiunto quota 30mila membri. La caratteristiche distintive sono la comodità, la convenienza economica (non esiste una tariffa per il passeggero, che sceglie liberamente quale contributo dare alle spese sostenute da chi guida) e la sicurezza in quanto ogni membro della community è registrato e riconoscibile grazie al proprio numero di telefono. Per utilizzare il servizio basta registrarsi inserendo sulla piattaforma il proprio numero di telefono, l’e-mail e una fotografia ed indicare la modalità di pagamento. Chi vuole rendersi disponibile anche per offrire passaggi deve inoltre inviare copia della patente e del certificato di assicurazione della vettura. La richiesta di un passaggio è semplice e veloce: si accede all’app e si inserisce indirizzo di partenza e indirizzo di destinazione. In questo modo ZEGO trova in tempo reale l’auto con posti liberi più vicina e in pochi istanti invia al passeggero il profilo di chi ha accettato la richiesta e si è reso disponibile a dare il passaggio. Se il passeggero non cancella la richiesta, il matching è fatto e ci si può godere il viaggio chiacchierando e conoscendosi. Al termine del percorso il passeggero seleziona sull’app il rimborso spese che vuole corrispondere a chi lo ha accompagnato. Driver e passeggero si scambiano poi un feedback sull’esperienza di viaggio: questo rating resta in memoria, a disposizione di tutti i membri della community che potranno visualizzarlo per valutare l’affidabilità del conducente. Con ZEGO non esistono tariffe: l’applicazione suggerisce un rimborso spese per il passaggio richiesto e il passeggero può decidere, in modo totalmente volontario e flessibile, quanto corrispondere a chi guida, sulla base di un sano principio di condivisione delle spese. Per l’utilizzo dell’app al passeggero è applicata una commissione pari al 20% del rimborso spese selezionato. “Crediamo fermamente che Zego possa diventare un grande alleato delle amministrazioni locali nel loro obiettivo di ridurre in modo importante il traffico urbano, senza penalizzare i cittadini nelle loro scelte e nelle esigenze di mobilità individuali”, sottolineano dall’azienda.“Attraverso una politica di incentivazione e integrazione del carpooling con il sistema di trasporto pubblico, si aumenta in modo esponenziale l’offerta di trasporto a favore dei cittadini, senza gravare sul bilancio del comune e portando ad una progressiva riduzione delle auto in circolazione. Perché sarà sempre meno necessario, per i cittadini, avere e utilizzare la propria auto privata”. In occasione di Sharitaly 2016, la due giorni curata da Collaboriamo e Università Cattolica per fare il punto della situazione sullo sviluppo della sharing economy in Italia, ZEGO presenterà i risultati di una propria indagine basata sulle abitudini di consumo dei propri utenti attivi su Milano, la prima città in cui ha iniziato a operare. Nel capoluogo lombardo il servizio è utilizzato prevalentemente da un target di studenti universitari e giovani lavoratori: gli under 35 rappresentano il 35% della ZEGO community milanese, con una maggioranza di ragazzi (60%). Il 60% dei passaggi avviene di sera. L’app viene utilizzata prevalentemente per gli spostamenti serali: il 60% dei passaggi infatti è concentrato nella fascia dopo le 20. Il dato è significativo perché indica che i ragazzi la sera preferiscono chiedere un passaggio a un amico della community di ZEGO che affidarsi ai mezzi pubblici. Le zone più battute la sera sono quelle della movida, dei Navigli e delle Colonne di San Lorenzo, mentre durante il giorno le richieste sono uniformemente distribuite in tutta la città.

Flic, dal crowdfunding agli scaffali di Harrods 


Partire dal crowdfunding, la raccolta fondi dell’era della sharing economy, e arrivare in poco tempo  tra gli scaffali di Harrods? È possibile. Questa è la storia di Flic, un piccolo pulsante senza fili che permette di accedere in modo immediato alle funzioni preferite del proprio smartphone o tablet. Era quasi un anno fa quando noi di SocialEconomy vi avevano consigliato Flic tra i regali del futuro già acquistabili tramite le piattaforme di crowdfunding e adesso questo oramai iconico – è proprio il caso di dirlo visto il successo – pulsante si trova appunto da Harrods, il più celebre grande magazzino di tutto il mondo. La cosa è possibile perché Flic è tra i prodotti selezionati da Hardware Club, un fondo di venture capital che supporta le startup con l’obiettivo di farle entrare nel mainstream. Flic, creato dalla società svedese Shortcut labs, aveva raccolto quasi un milione di dollari USA (959 mila US$) tramite la piattaforma Indiegogo. Il funzionamento di Flic è semplicissimo: disponibile sia per dispositivi Andrioid che Ios, con una semplice pressione sarà possibile scattare una fotografia, chiamare un taxi, spegnere la sveglia e tanto altro senza toccare minimamente il proprio dispositivo mobile. Inoltre, recentemente la società ha annunciato di essere entrata anche nel segmento dell’home automation. Pur essendo nato da poco Flic vanta già prestigiosissime partnership tra cui quelle con Spotify, Skype e Shazam. La storia di Flic si candida a diventare l’emblema della democratizzazione possibile con la sharing economy: chi ha idee, talento ha finalmente una possibilità per arrivare sul mercato entrando dalla porta principale. 

Airbnb, niente nuova tassa in arrivo in Italia. Lo dice Matteo Renzi 


Dopo alcune indiscrezioni circolate nella serata di ieri in relazione una possibile nuova tassa sugli affitti brevi, vale a dire quelli intermediati sulle piattaforme di home sharing, l’affitto tra privati dell’era della sharing economy, tra cui Airbnb, è arrivata la presa di posizione del Presidente del Consiglio italiano tramite Twitter. “Nessuna nuova tassa in legge di bilancio, nessuna. Nemmeno Airbnb. Finché sono premier io, le tasse si abbassano e non si alzano #avanti”, ha scritto sul social Matteo Renzi. Per i proprietari di case e stanze in affitto sulla piattaforma, si era parlato di una tassazione al 21% dovuta all’applicazione di una cedolare secca. La proposta di una nuova tassa di questo tipo era contenuta in un emendamento del Pd (il partito di maggioranza) alla prossima legge di bilancio approvato nelle ultime ore dalla Commissione Finanze della Camera dei Deputati ed ora destinato a essere sottoposto alla Commissione Bilancio. La norma prevede, o prevedeva visto il secco stop del Primo Ministro, anche l’istituzione di un apposito registro all’Agenzia delle Entrate e di una clausola antievasione, con la responsabilità “in solido” sul pagamento delle tasse da parte del privato e dell’intermediario (Airbnb e sui simili). Lo stop dichiarato su Twitter da Matteo Renzi è certamente una buona notizia per quella parte, sempre più crescente, dell’Italia che guarda con favore a tutte le forme della sharing economy

Sharing economy, Dal 2020 tutte le stazioni ferroviarie lombarde saranno servite dal car sharing


La Regione Lombardia vuole accelerare sul tema della mobilità sostenibile. Per farlo ha scelto il car sharing, la forma di sharing economy che si basa sulla condivisione dell’auto. Come riportato dal alcuno media infatti l’obiettivo è di collegare, entro il 2020, tutte le stazioni ferroviarie  di tutti i comuni della regione che ha in Milano il proprio capoluogo con i servizi di car sharing di e@vai. Il car sharing E-Vai è la soluzione pratica e veloce per muoversi in modo semplice ed economico in città, per raggiungere le località lombarde e gli aeroporti di Malpensa, Linate e Orio al Serio. Le postazioni E-Vai sono situate in corrispondenza di luoghi strategici, come aeroporti, stazioni, piazze e università in tutta la regione. Il parco auto E-Vai è composto da veicoli elettrici al 100% o a basso impatto ambientale. E-Vai è il car sharing elettrico nato già da alcuni anni e frutto dalla collaborazione tra Regione Lombardia, A2A, Trenitalia – Le Nord (Ferrovie Nord). Con l’annuncio di servire tutte le stazioni ferroviarie di postazioni di ricarica la Lombardia conferma la propria vocazione di regione attenta alle innovazioni, alla sostenibilità ambientale e alla sharing economy. Già oggi sono molte le Citta lombarde coperte dal servizio di car sharing E-vai tra cui Milano, Bergamo, Brescia, Como e Saronno dando la possibilità agli utenti di raggiungere anche i tre principali aereoporto della regione (Linate, Malpensa e Orio al Serio).