Expedia acquisce HomeAway e lancia la sfida a Airbnb

Expedia e HomeAway hanno annunciato di aver stipulato un accordo definitivo in base al quale Expedia acquisirà HomeAway, compresi tutti i suoi marchi, per un equity value di circa US$ 3,9 miliardi. L’operazione comprende una parte di pagamento in cash e una parte in azioni. I consigli di amministrazione di entrambe le società hanno approvato all’unanimità l’operazione che rimane soggetta alle consuete condizioni di perfezionamento, incluse le approvazioni regolamentari e l’accettazione da parte della maggioranza della maggioranza delle azioni ordinarie HomeAway in circolazione. Le due aziende prevedono di chiudere la transazione nel primo trimestre del 2016. Con questa operazione Expedia si rafforza quindi nel settore dell’affitto di abitazioni lanciando quindi la sifda a Airbnb, uno dei leader della sharing economy. Expedia è una delle principali società di viaggi, per tempo libero e business, di tutto il mondo, con un ampio portafoglio marchi che comprende marchi leader di viaggi online, come ad esempio: Expedia.com®, Hotels.com®, Hotwire®, Orbitz Worldwide, Travelocity®, Egencia®, Venere.com ™, trivago®, Wotif Group, Expedia Local Expert®,  Classic Vacations®, Expedia® CruiseShipCenters® e CarRentals.com ™. HomeAway, che ha sede a Austin in Texas, è il leader mondiale nel settore case vacanze, con i siti che rappresentano oltre un milione di inserzioni a pagamento di case vacanze in affitto in 190 paesi. Attraverso HomeAway, i proprietari delle abitazioni forniscono alloggi, alternativi alla tradizionale sistemazione alberghiera, dove trascorrere le vacanze. Il portafoglio HomeAway comprende i principali siti web di vacanze in affitto come HomeAway.com, VRBO.com e VacationRentals.com negli Stati Uniti; HomeAway.co.uk e OwnersDirect.co.uk nel Regno Unito; HomeAway.de in Germania; Abritel.fr e Homelidays.com in Francia; HomeAway.es e Toprural.es in Spagna; AlugueTemporada.com.br in Brasile; HomeAway.com.au e Stayz.com.au in Australia; Bookabach.co.nz in Nuova Zelanda e nell’Asia Pacifica il  sito di noleggio a breve termine travelmob.com. Infine, HomeAway gestisce anche BedandBreakfast.com, il sito più completo a livello globale per la ricerca di B&B.

N.B. I marchi e loghi sono di proprietà dei rispettivi proprietari. © 2015 Expedia, Inc. Tutti i diritti riservati. CST: 2029030-50

American Express punta a essere la carta di credito della sharing economy

  
American Express e Airbnb hanno annunciato di aver sottoscritto una partnership che consentirà a tutti i possessori della iconica carta di credito e accedere con più semplicità alle oltre 1,5 milioni di case presenti sul marketplace di uno principali operatori della sharing economy. Grazie all’accordo tutti gli American Express® Member Card potranno utilizzare i punti Membership Rewards per le prenotazioni Airbnb, e potranno farlo direttamente attraverso il sito della società californiana. 

Con questo accordo, che fa seguito a uno simile firmato con Uber qualche mese fa, American Express conferma così la propria attenzione al mondo della sharing economy. 

Financial Times: il co-fondatore di Uber pronto a lanciare una app per il concierge digitale

Come riportato oggi dal Financial Times il co-fondatore di Uber Garrett Camp si appresta a lanciare un servizio di concierge digitale che si chiamerà Operator. I servizi offerti dovrebbero essere quelli tradizionali di un maggiordomo: prenotazione viaggi, servizi di ricerca di un determinato bene e altri che possono semplificare la vita quotidiana. Secondo quanto riportato sulle colonne del quotidiano della City, Operator potrebbe guardare a Uber everything, il servizio di logistica del principale operatore al mondo di ride sharing e quindi della sharing economy, come potenziale partner. L’articolo odierno arriva dopo che gia nei mesi scorsi erano uscite alcune indiscrezioni tra cui quella riportata da TechCrunch che nell’aprile scorso aveva scritto che con Operator sarà possibile, con una semplice richiesta effettuata tramite app (è già disponibile quella per Iphone), soddisfare ogni richiesta riguardante lo shopping. Che la mission di operator sarà questa è ora confermato da un https://player.vimeo.com/video/144659290” target=”_blank”>video della società che avrà sede in California pubblicato sul sito www.operator.com.

Operator (vedeo)

Wimdu, ecco i musei più bizzarri al mondo

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In ogni viaggio i musei, che siano artistici, storici o scientifici, sono una tappa obbligata a cui dedicare almeno un giorno della vacanza. Alcune volte la visita è entusiasmante, altre solo interessante, altre ancora invece è al di sotto delle aspettative iniziali. Per tutti coloro che vogliono evitare la trappola di musei noiosi, Wimdu – la più grande piattaforma europea per la ricerca di appartamenti privati per vacanze e quindi uno dei principali attori del vecchio continente della sharing economy – ha selezionato alcuni tra i musei più bizzarri di tutto il mondo.

Museo delle Relazioni Finite – Zagabria (Croazia)

Si tratta di una vera e propria consolazione per i cuori infranti di tutto il mondo. Ed è così ben strutturato che nel 2011 ha vinto il premio Kenneth Hudson come museo più innovativo. L’aspetto più originale di questa istituzione? Il fatto che chiunque può contribuire inviando oggetti particolarmente rappresentativi di un rapporto ormai finito così da poterli esporre al pubblico con una breve descrizione della loro storia. 

Katten Kabinet – Amsterdam (Paesi Bassi)

Amsterdam è una città meravigliosa che ha nel Museo Van Gogh una delle principali attrazioni artistiche. Oltre a queso eccezionale luogo di cultura, nella Venezia del Nord troviamo un museo legato ai gatti. Fondato da William Meijer nel 1990 in memoria del suo defunto gatto Tom, questo tempio dedicato ai gatti espone dipinti e sculture in onore del felino più famoso del mondo. 

Museo del Ramen istantaneo – Osaka (Giappone)

È inutile nasconderlo, siamo abituati a sentire le stranezze più incredibili provenienti dal Sol Levante e di certo non sarà un museo dedicato a un piatto tipico giapponese a sorprenderci, ma due cose sono degne di nota in questo caso. In primo luogo non è solo un museo dedicato al ramen, ma al ramen istantaneo. In breve, è la versione orientale di un ipotetico museo dedicato alla pizza surgelata. In secondo luogo, siamo di fronte ad un museo che, in termini di dimensioni e qualità architettonica farebbe invidia a musei molto più famosi. E poi c’è un terzo motivo per cui vale la pena visitarlo: come souvenir è possibile creare la propria scatola di ramen istantaneo da portare a casa completamente personalizzata. 

Museo dei carri funebri – Barcellona (Spagna)

Un museo dedicato ai carri funebri è probabilmente uno dei luoghi meno attraenti che si possa immaginare. Tuttavia, il Museo dei Carri Funebri di Barcellona, nonostante il tema decisamente impopolare, riesce a sorprendere i visitatori per la qualità dei pezzi esposti.

Museo del Gelato – Bologna (Italia)

Pensavate che la fabbrica di cioccolato fosse solo un luogo immaginario creato dalla penna di Roald Dahl? Beh, il museo del gelato a Bologna in Italia lo ricorda molto. Si Inizia con la storia del gelato nell’antico Egitto e durante l’Impero Romano (per scoprire quale era il gusto preferito di Tutankhamon) per poi passare ai segreti per la preparazione di un gelato perfetto e infine si arriva al momento dell’assaggio. 

Museum of Bad Art – Sommerville (Stati Uniti)          

Questo è il museo ideale per tutti quelli convinti che sarebbero riusciti a dipingere persino la Guernica. O, per dirlo meglio, è il museo dove sono stati raccolti tutti i tentativi – clamorosamente falliti – degli aspiranti Picasso di tutto il mondo. Boston è una delle città più belle degli Stati Uniti e ospita il Museo delle Belle Arti, che grazie alle opere di Gauguin e Van Gogh è tra i più visitati al mondo. Tuttavia, se gli Impressionisti ormai si conoscono a memoria, si può fare un salto a Sommerville, a pochi chilometri dalla città, dove sorge il Museo of Bad Art, che ospita alcuni dei quadri più orribili che la mente umana abbia mai concepito. Basta seguire il motto del museo “Arte troppo brutta per essere ignorata” e godersi l’orrore!

I servizi di concierge on demand possono spingere il mercato dell’home sharing

Logo_Bnbsitter_300dpi_alphaUn studio condotto da Bnbsitter, la startup che fornisce servizi di concierge on demand a tutti coloro che desiderano affittare un alloggio a breve termine, ha messo in evidenza come i proprietari di beni in affitto possano aumentare i propri ricavi, delegando le attività di gestione immobiliare. Secondo una ricerca condotta su 2.000 host in tredici città, gestendo in outsourcing le attività quotidiane più banali, ma dispendiose in termini di tempo – consegna delle chiavi, check-in e check-out, pulizie, lavanderia, servizi di approvvigionamento e coordinamento degli ospiti – i proprietari possono immediatamente aumentare i propri ricavi fino al 30%. L’aumento stimanto dalla ricerca è legato a due fattori. In primo luogo, è possibile ottenere un risparmio fino al 50%, semplicemente concentrandosi sulla gestione smart delle proprietà. Utilizzando servizi on demand, invece di agenzie tradizionali, i proprietari possono evitare vincoli contrattuali a lungo termine, pagando di volta in volta solo per i servizi di cui hanno bisogno.  In secondo luogo, i ricavi possono essere potenziati grazie alla rapidità con cui l’immobile ritorna disponibile per un nuovo cliente. La tempestività e efficienza con cui i servizi di pulizia e rifornimento vengono effettuati permettono infatti di rendere immediatamente disponibile l’appartamento per l’ospite successivo, senza dispersione di tempo tra un cliente e l’altro. I dati evidenziano che sono necessarie di solito fino a 48 ore per la preparazione di un appartamento per un nuovo inquilino. Con i servizi on demand, invece, i turisti in arrivo possono essere accolti nello stesso giorno degli ospiti in partenza, generando un aumento mensile di ricavi del 15%. Biagio Tumino, co-fondatore e COO di Bnbsitter ha così commentato lo studio: “Fino ad ora i proprietari di immobili affidavano questi compiti ad agenzie tradizionali, ma spesso venivano scoraggiati dai costi elevati e dall’impressione di poter guadagnare di più occupandosi in autonomia di queste attività. In realtà però, nel mercato degli affitti, l’outsourcing degli aspetti operativi quotidiani o dei lavori più dispendiosi in termini di tempo, permette ai proprietari di concentrarsi su elementi di maggiore impatto e valore, dedicandosi di più all’attività di promozione rivolta ai turisti, così come alla propria la vita di tutti i giorni”.

I dati di Bnbsitter arrivano nel momento in cui è crescente il dibattito sulle positive ricadute economiche generate dalle piattaforme di affitto a breve termine che SocialEconomy vi sta raccontando nel suo “viaggio” a puntate alla scoperta dell’impatto economico che Airbnb, uno dei principali player della sharing economy, sta avendo sulle economie delle principali citta in cui è presente (UK ,Berlino, Madrid, Barcellona e Atene). Nel giugno 2013, infatti, Airbnb ha annunciato i risultati di uno studio che ha valutato l’impatto economico di turisti e host di Airbnb a livello globale. I risultati hanno rivelato un impatto significativo nelle città di tutto il mondo: nel Regno Unito, ad esempio, Airbnb ha generato un indotto di $ 824milioni e creato 11.600 posti di lavoro; a Parigi ha prodotto un giro d’affari di 185 milioni di € e generato occupazione per 1.100 persone nell’arco di un anno.  Lo studio ha anche rivelato che l’attività di hosting a breve termine stimola i residenti delle città a sviluppare attitudini imprenditoriali e scegliere forme non tradizionali di lavoro. In particolare, il settore si sta rivelando particolarmente vitale per liberi professionisti o lavoratori part-time, che costituiscono una percentuale significativa della community di Airbnb (il 42% nel Regno Unito). Dagli affitti hanno potuto infatti generare un reddito supplementare utile ad integrare quello prodotto dal lavoro. Il risparmio e il potenziale aumento del 30% delle entrate che i servizi on demand possono abilitare si stanno rivelando una grande opportunità per questo segmento della forza lavoro, finanziariamente più precario.

Crescita della sharing economy e caro immobiliare: a Londra chiude la scuola per i tassisti

londraCome riportato qualche giorno fa dal Financial Times, l’espansione della sharing economy e il caro immobili hanno portato alla chiusura una delle principali scuole per tassisti londinesi. Knwoledge Point, attraverso le colonne del quotidiano della City, ha difatti annunciato che dopo trenta anni di attività  a dicembre chiuderà i battenti . Obiettivo della scuola – che è passata dai circa 350 studenti all’anno dell’epoca pre-Uber agli attuali 200 – era formare i futuri tassisti, attraverso l’apprendimento delle oltre 25 mila street della capitale UK e dele regole di condotta dei mitici black cab, al fine di prepararli a sostenere l’esame per l’ottenimento della licenza. Mr Linskey, fondatore della scuola, comunque non si arrende e contro l’avanzata di Uber, il celebre servizio di ride sharing molto amato dai londinesi, e il caro immobiliare – la sede dell’istituto si trova a nel quartiere di Islington – e continuerà nella sua missione di formare tassisti tramite la vendita di pubblicazioni, cartecee  o online, pensate per la formazione degli aspiranti conducenti di taxi e corsi di formazione che terrà all’interno degli oratori delle chiese londinesi.

Home sharing, dalla Francia arriva Likibu per comparare i prezzi

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Arriva in Italia, Likibu, il primo comparatore di offerte dedicato alla ricerca di affitti di case per le vacanze. Già ampiamente sviluppato in Francia, il sito ha recentemente ottimizzato la sua versione italiana ed è pronto per essere scoperto e utilizzato anche dai viaggiatori del Belpaese. Con Likibu – nato a gennaio 2015 per mano di due giovani francesi, Aurélien Jemma e Guillaume Terrain –  è possibile comparare oltre 2,5 milioni di affitti di casa vacanze provenienti da 25 siti partner, tra cui quelli del Gruppo HomeAway, Booking, Wimdu e altri leader del settore dell’home sharing. Il funzionamento è identico ai  comparatori di voli e di hotel: Likibu agisce, quindi, da intermediario e permette agli interessati di trovare la casa vacanza in affitto più confacenete ai propri desiuderata in maniera affidabile, veloce e gratuita. Il nome Likibu, fortemente voluto dal Presidente cofondatore Aurélien Jemma, provenie dalla crasi di due parole di lingua swahili: Likiizo (che significa vancanze) + Karibu (che traduce il termine benvenute).

Likibu confronta i principali attori  presenti sul mercato dell’home sharing: siti di consumo collaborativo, (es: Housetrip), che agiscono da soggetti terzi permettendo ai locatari di prenotare direttamente online; siti di annunci tra privati quindi un marketplace tipico della di sharing economy (es: Homelidays) dove avviene l’incontro tra domanda/offerta di abitazioni; siti di operatori professionali (es: Booking) che garantiscono la gestione di tutte le fasi della transazione (dalla scelta dell’immobile ala consegna delle chiavi all’arrivo); siti di appartamenti specifici per vacanze (es: Pierre & Vacances).

Likibu risponde a un bisogno essenziale di chi viaggia rendendo più agevole la ricerca di una sistemazione: in media gli internauti consultano 38 siti di viaggi nei 45 giorni precedenti alla loro prenotazione. Queste ricerche così lunghe hanno chiare intenzioni: i consumatori effettuano da soli delle comparazioni per trovare il miglior rapporto qualità/prezzo, ricercando il maggior numero di offerte per essere sicuri di fare la migliore scelta. Likibu fa tutto questo in modo automatico, ponendosi, dunque, come valido alleato nella ricerca di un affitto per le vacanze, anche solo per i week end.

Likibu si basa su un algoritmo che prende in considerazione diversi parametri quali il prezzo, la localizzazione, l’affidabilità dell’alloggio, le disponibilità future e i commenti degli altri viaggiatori. Grazie a Likibu.com l’internauta può stare certo di ricevere di fare la scelta giusta al miglior prezzo. Non appena l’utilizzatore seleziona l’alloggio, la piattaforma lo reindirizza verso il sito presso il quale è stata pubblicata l’annuncio prescelto dove potrà concludere la transazione.

L’Antitrust al Parlamento: “Una nuova regolamentazione su Uber e le app digitali per il trasporto urbano” 

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L’Autorità garante della concorrenza e del mercato (AGCM) con un provvedimento datato 29 settembre e reso noto oggi, attraverso un comunicato stampa, si è occupata di sharing economy. Per l’authority occorre disciplinare al più presto l’attività di trasporto urbano svolta da autisti non professionisti attraverso le piattaforme digitali per smartphone e tablet. Si parla di Uber e delle app che consentono di accedere a questo servizio, in aggiunta o in alternativa ai taxi e alle auto Ncc (noleggio con conducente). In risposta a un quesito posto dal ministero dell’Interno su richiesta del Consiglio di Stato, l’Antitrust con il provvedimento a firma del suo Presidente Giovanni Pitruzzella, auspica  che “il legislatore intervenga con la massima sollecitudine al fine di regolamentare – nel modo meno invasivo possibile – queste nuove forme di trasporto non di linea, in modo da consentire un ampliamento delle modalità di offerta del servizio a vantaggio del consumatore”.

Lo sviluppo di queste nuove App e anche l’adozione di strumenti tecnologici simili da parte delle compagnie di radio-taxi stanno provocando in tutto il mondo complesse questioni d’interferenza con i servizi tradizionali. Da qui, la sollecitazione dell’Antitrust a regolamentare il settore per garantire la concorrenza, la sicurezza stradale e l’incolumità dei passeggeri, definendo un “terzo genere” di autisti oltre a quelli dei taxi e degli Ncc.

Quanto ai servizi UberBlack e UberVan che si differenziano tra loro per la diversa tipologia di veicoli utilizzati – le berline fino a quattro posti il primo e i mini-bus o monovolume da cinque posti in su l’altro – l’Antitrust ribadisce “la legittimità, in assenza di alcuna disciplina normativa, della piattaforma, trattandosi di servizi di trasporto privato non di linea, come riconosciuto anche dal Consiglio di Stato”. La stessa Autorità giudica “di fatto inapplicabili” gli obblighi stabiliti dalla legge vigente (n.21/92), ritendo che “una piattaforma digitale che mette in collegamento tramite smartphone la domanda e l’offerta di servizi prestati da operatori Ncc non può infatti per definizione rispettare una norma che impone agli autisti l’acquisizione del servizio dalla rimessa e il ritorno in rimessa a fine viaggio”.

Per quanto riguarda UberPop, il servizio svolto da autisti non professionisti, l’Antitrust si richiama all’ordinanza con cui il Tribunale di Milano – bloccando l’utilizzazione dell’App sul territorio nazionale – “ha evidenziato che l’attività in questione non può essere svolta a discapito dell’interesse pubblico primario di tutelare la sicurezza delle persone trasportate, sia con riferimento all’efficienza delle vetture utilizzate e all’idoneità dei conducenti, che tramite adeguate coperture assicurative per il trasporto di persone”. Perciò l’Autorità garante della Concorrenza e del Mercato invita il legislatore ad adottare “una regolamentazione minima di questo tipo di servizi”, con l’intento di “sottolineare con forza gli evidenti benefici concorrenziali e per i consumatori finali derivanti da una generale affermazione delle nuove piattaforme di comunicazione”. Vale a dire “una maggiore facilità di fruizione del servizio di mobilità, una migliore copertura di una domanda spesso insoddisfatta, una conseguente riduzione dei costi per l’utenza e, nella misura in cui si disincentiva l’uso del mezzo privato, un decongestionamento del traffico urbano”.

Enjoy: dal 3 novembre parcheggio riservato alla Stazione Centrale di Milano

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Enjoy, il servizio di car sharing di Eni su 500 Fiat e di scoter sharing su MP3 Piaggio, dal 3 novembre aprirà un parcheggio riservato ai suoi utenti presso la Stazione Centrale di Milano. A renderlo notò è la stessa azienda tramite una comunicazione inviata ai propri clienti. Il nuovo Enjoy Parking Milano Centrale, localizzato di fronte la stazione, avrà 10 posti riservati e si potrà  iniziare o terminare il noleggio alla tariffa di 4€. In questo modo arrivare e partire dalla stazione di Milano sarà ancora più semplice rispetto a oggi. Inoltre Enjoy, fino al 30 novembre, da la possibilità ai propri clienti, di approfittare di uno sconto speciale del 50% sulla tariffa. Dal punto di vista pratico per entrare o uscire dal parcheggio, occorrerà premere il pulsante con il simbolo del telefono e comunicare il codice identificativo del veicolo posto sul parabrezza. Con una parcheggio veloce e riservato la sharing economy generation sarà cosi pronta a salire sul treno.

Wimdu, ecco le mete preferite dagli italiani per le vacanze di Natale e Capodanno

©Credits Wimdu

©Credits Wimdu

Il vecchio adagio “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi…” sembra essere tramontato nell’era della sharing economy. Gli italiani si scoprono meno tradizionalisti che in passato e vivono anche il Natale come occasione per regalarsi quel viaggio tenuto a lungo nel cassetto. Wimdu – la più grande piattaforma europea per la ricerca di appartamenti privati per vacanze – rivela la classifica delle città più prenotate sulla sua piattaforma e anticipa preferenze e tendenze di viaggio degli italiani che stanno già pensando a cosa mettere in valigia e come festeggiare le feste natalizie.

Per quanto riguarda le vancanze di Natale, la classifica è dominata da Parigi. Più che la ricerca di “nuove” mete europee da scoprire, gli italiani preferiscono, quindi, puntare su una certezza e sull’eterno fascino e eleganza della capitale francese. Al secondo posto Londra, meta preferita da coloro che hanno un’anima più rock e underground. A completare il podio troviamo Roma, complice il Giubileo che prenderà il via il prossimo 8 dicembre. La classifica natalizia continua con New York e Berlino. Affascinanti per motivi completamente diversi, le due città sono sempre molto amate dagli italiani che nel primo caso subiscono l’intramontabile fascino degli States, mentre di Berlino amano la carica innovativa e il fermento culturale.

Per quanto riguarda il Capodanno Parigi svetta anche in questo ranking. A seguire Roma, che ruba la seconda piazza a Londra che si piazza terza. Qualche curiosità arriva proseguendo nella classifica: Firenze infatti balza al quarto posto puntando sul mix tra cultura e l’ottimo binomio eno-gastronomico. La movida e le miti temperature di Barcellona consentono alla città della Catalogna di conquistare il quinto meritato posto. Dopo Amsterdam e Nizza, compare un’altra città italiana: Torino. Sono molti infatti gli italiani che trascorreranno il capodanno all’ombra della Mole Antonelliana. Nessuna traccia invece di Milano nelle prime 10 posizioni delle due classifiche, che si già finito l’effetto EXPO?