Con GoGoBus anche il bus diventa sharing

Socialeconomy ha incontrato Alessandro Zocca, Responsabile Sviluppo di GoGoBus, società italiana attiva da tre mesi nata per rendere l’autobus un mezzo di trasporto realmente sharing.

Come è nata l’idea di fondare GoGoBus?

Abbiamo notato che si condivide di tutto: casa, divano, auto, moto… ma agli autobus nessuno aveva ancora pensato. In Italia c’è una grande carenza di collegamenti intercity in autobus (fra città) soprattutto al centro-nord e ci sono delle buone opportunità. Tra l’altro il settore dei viaggi in autobus e soprattutto quello del noleggio e dei viaggi organizzati in Italia ha un disperato bisogno di innovazione.

Come funziona il servizio?

GoGoBus è l’unico servizio che permette sia di viaggiare che di proporre un viaggio. Si può fare una ricerca sul sito e vedere se c’è già un viaggio disponibile (o consultare le proposte per gli eventi) oppure si può proporlo. Una volta che sono raggiunte 30 adesioni il viaggio viene confermato, ma nessuno paga! Il prezzo del biglietto diminuisce all’aumentare delle prenotazioni e tutti pagano il prezzo minimo raggiunto. Si può risparmiare fino al 40% rispetto al prezzo di partenza.
A breve lanceremo anche un servizio molto simile a BlaBlaCar, ma fatto con gli autobus. Ci sono spesso mezzi che devono fare dei percorsi a vuoto e faremo in modo di collegare l’offerta con la domanda dei singoli utenti.

Dopo i primi mesi di attività è possibile fare un primo bilancio?

Siamo partiti da solo 3 mesi ed è un po’ presto, ma abbiamo avuto molti commenti positivi ed apprezzamenti. Abbiamo fatto una decina di viaggi finora.

Avete fatto partnership con Tim e RCS sport. Pensate che il vostro target sia prettamente giovanile e legato ai grandi eventi?

All’inizio avevamo pensato che il target fosse quello degli studenti universitari, ma in realtà ci siamo accorti che è più esteso. Abbiamo avuto clienti sia più giovani (scuole superiori) che più vecchi (anche famiglie con bambini). Per esempio per i collegamenti con le località di mare in giornata il target è molto esteso.

In tutti i settori dell’economia condivisa il marketing è considerato una leva molto importante. È come si anche per voi? Che iniziative avete intrapreso o state esplorando in tal senso?

Assolutamente si: su cinque persone in azienda due siamo markettari. La nostra più grande innovazione è il prezzo che è una delle leve fondamentali del marketing mix. Facciamo soprattutto grande attenzione al marketing on-line e crediamo che le potenzialità siano incredibili. Stiamo anche incrementando il numero di partner e crediamo che sia un’iniziativa che ci darà grande valore.

Da qualche mese in Italia nel mercato dei viaggi in bus è arrivato Megabus, preoccupati o contenti dell’arrivo di un operatore che può aiutare a diffondere la cultura dei viaggi in pullman?

Considerando che facciamo un servizio parallelo, ma praticamente non in concorrenza è sicuramente positivo come avvenimento. È una conferma del fatto che il mercato è in crescita ed è appetibile.

La sharing economy fa condividere gia case, auto, biciclette, barche, Tir, aerei (negli USA) bus ecc…quali altri beni secondo voi si potranno condividere in futuro?

Ormai è diventato un discorso di fantasia… chi ha più creatività inventa le cose più interessanti e prova. Credo che avremo nel prossimo futuro delle belle sorprese.

Secondo voi è necessaria una regolamentazione dei servizi sharing (ad esempio Altroconsumo recentemente ha lanciato idea di uno sharing economy act)?

Secondo noi si: aiuterebbe molto meglio le imprese a sapere come comportarsi e capire bene il perimetro corretto entro cui operare, evitando problemi burocratici, interpretazioni sbagliate e polemiche.

L’Italia può essere un buon paese per sviluppare nuove iniziative imprenditoriali?

Sicuramente non è il Paese che aiuta di più, ma alla fine sono le persone che fanno la differenza. Se hai un team scadente a Berlino non vai comunque da nessuna parte. Bisogna credere profondamente nel progetto e avere una determinazione folle, ovunque. In Italia sicuramente serve una dose di determinazione extra perché la giungla burocratica e legale è incredibile: bisogna metterlo in conto prima di cominciare per evitare di farsi sopraffare dallo sconforto e dalle difficoltà!

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