UberPANETTONE, oggi l’ultima chiamata a Roma e Milano per l’iniziativa di solidarietà a favore di Unicef

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Oggi 16 Dicembre è il secondo e ultimo giorno in cui  UberEATS,la piattaforma di food delivery del colosso della sharing economy californiano,  porterà a domicilio un panettone a tutti coloro che riusciranno a richiederlo  tra le 11:00 e le 23:00 tramite l’applicazione della società. L’iniziativa riguarda le città di Roma e Milano e si svolge in partnership con G.Cova & C. per il capoluogo lombardo e Roscioli per la Capitale. UberPANETTONE nasce con una finalità benefica, infatti, i clienti UberEATS  non pagheranno il panettone ma in ogni scatola troveranno  un modulo di donazione ad Unicef per il valore del panettone di 25€ e Uber raddoppierà la donazione con altri 25€. Nella giornata di ieri l’iniziativa ha riscosso grandissimo successo e i panettoni a disposizione sono andati esauriti in pochi minuti. Hastag ufficiali dell’iniziativa sono #UberPANETTONE e #UberPERUNICEF

Uber dal 7 al 14 dicembre donerà 1 euro all’Unicef per ogni corsa UberGIVING effettuata

Foto Uber #UberGIVING


Anche la sharing economy non si sottrae alle iniziative di solidarietà. Uber, il leader del ride sharing, per ogni corsa effettuata con #UberGIVING dal 7 al 14 dicembre 2016 donerà un euro all’Unicef per garantire  protezione, cure ed integrazione a bambini migranti e rifugiati che ogni giorno arrivano in Italia. In particolare le donazioni saranno a favore dei Minori Stranieri Non Accompagnati (MSNA) che sono le principali vittime di trafficanti di esseri umani e vengono sottoposti a forme estreme di abusi e privazioni nel corso del viaggio. Principale obiettivo dell’Unicef e di Uber in Italia è proteggere e tutelare questi bambini che una volta raggiunti i paesi di destinazione si trovano ad affrontare minacce aggiuntive quali xenofobia e discriminazione. L’iniziativa di Uber non è la prima nel suo genere. Il programma di donazione UberGIVING ha, infatti, avuto in Italia un altro precedente nel settembre 2015 quando la celebre società californiana raccolse, grazie al supporto dei propri utenti, dieci container di beni di prima necessità a favore dei rifugiati. Altre iniziative, infine, si sono svolte dal 2015 in alcuni paesi in cui Uber è attiva come il Libano o la Spagna.