Airbnb: 69 milioni di Euro l’impatto economico su Atene

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Che impatto genera la
sharing economy su una città? Per rispondere a questa domanda, Airbnb, uno dei massimi player dell’economia condivisa, ha realizzato – per alcuni dei comuni in cui è presente – dei report in cui analizza l’effetto economico, sociale e sull’ambiente derivante dalla propria presenza. Socialeconomy vi racconterà in diverse puntate quanto emerge da queste ricerche iniziando il viaggio da Atene, una delle capitali europee che più ha risentito negli ultimi anni della congiuntura economica.
Lo studio, realizzato dalla società californiana, prende in esame il periodo che va da ottobre 2013 a settembre 2014 (mesi in cui la Grecia è stata guidata da Antonis Samaras che successivamente, nel 2015, ha lasciato il posto al leader di Syriza Alexis Tsipras) intervallo temporale in cui 720 host ateniesi hanno ospitato viaggiatori Airbnb per una media di 68 giorni all’anno. Il 31% dei proprietari di casa che hanno inserito il proprio immobile nella piattaforma di sharing si occupa di servizi nell’ambito di settori creativi (arte e design) mentre solo il 7% lavora nel mondo della finanza. L’impatto complessivo sull’economia della capitale greca è stato di 69 milioni di Euro, considerando sia le entrate arrivate direttamente agli host Airbnb dai guest ospitati, sia le spese indirette e indotte generate da coloro che hanno soggiornato attraverso la piattaforma. A livello di impatto sull’occupazione Airbnb ha supportato 1.060 posti di lavoro. Il 73% degli host non sono impiegati stabilmente e il 28% di loro ha dichiarato che le entrate generate dall’hosting sono servite per finanziare la propria attività di freelance oppure ad avviare una nuova attività. La maggioranza di quanto ricavato dall’affitto è comunque servita agli ateniesi per pagare le spese ordinarie delle proprie abitazioni e le tasse di proprietà immobiliare. Ricadute positive ci sono anche per i quartieri in cui sono situate le abitazioni: ogni ospite in media ha speso 218 euro nelle vicinanze del proprio alloggio durante il periodo di permanenza nella Comune guidato dal Sindaco Giorgos Kaminis. Ulteriore beneficio emerso dal sondaggio è quello sociale. Gli host hanno, infatti, evidenziato che uno dei vantaggi è l’arricchimento culturale derivante dall’aver ospitato cittadini stranieri con diverso background, cultura e lingua. Ultimo aspetto preso in esame da Airbnb è quello relativo all’impatto positivo sull’ambiente derivante dall’aver soggiornato in abitazioni anziché in tradizionali strutture ricettive: a livello energetico è stata risparmiata corrente elettrica pari a quella di 621 abitazioni; l’acqua consumata in meno è pari a quella necessaria per riempire 10 piscine olimpiche; mentre il risparmio in termine di minor rifiuti prodotti è stato misurato in 89 metri cubi di tonnellate.

La sharing economy che balla il sirtaki

Nella Grecia chi ieri ha visto il successo elettorale di Alexīs Tsipras, leader del partito Syriza, negli ultimi anni sono nate molte nuove aziende, 41.000 secondo il NewYork Times soltanto nel periodo marzo 2013/marzo 2014. Di queste alcune si sono sviluppate all’insegna della sharing economy. Forse proprio la crisi economica che ha coinvolto il paese dal 2008 stato il motore di sviluppo dell’economia della condivisione. SocialEconomy ha fatto un giro per raccontarvi le realtà elleniche più dinamiche e significative:

  • Dopios (“locale” in Greco) è un community marketplace fondato nel 2012 che si pone l’obiettivo di connettere I viaggiatori con le persone locali al fine di offrire loro una esperienza di viaggio basata sui consigli dei locals. Questa startup –  fondata dal greco Alex Trimis –  che è nata a San Francisco e poi si è sposata a Atene, oggi offre i propri servizi in 398 città del mondo.
  • Taxibeat, fondata nel 2010 da Nick Drandakis, Nikos Damilakis, Kostis Sakkas e Michael Sfictos, è un App per smartphone che trasforma la corsa di un taxi in un rapporto diretto cliente/tassista. Tramite Taxibeat i clienti possono cercare, infatti, non solo il taxi più vicino, ma contemporaneamente scegliere anche il tassista con il più alto rating, il modello di auto e altre amenità. Taxibeat è riuscita a espandersi e oltre che a Atene oggi è presente in varie città mondo tra cui Parigi e San Paolo.
  • Cookisto, fondata nel 2013 dal greco Michalis Gkontas è un marketplace che vuole collegare tramite il cibo fatto in casa i turisti ai “locals”. Con Cookisto è, infatti, possibile comprare un pasto nelle case dei cittadini di Atene e Londra.
  • Incrediblue, fondata nel 2012 da Antonios Fiorakis, George Gatos e Theodoros Orfanidis , è un marketplace in cui i proprietari di barche (a vela e motore) offrono agli amanti del mare la condivisione della propria barca per una vacanza. L’iniziativa ha avuto successo e tramite il sito adesso si possono pianificare vacanze in varie parti del mondo.
  • TripHelp, fondata nel 2014, è un sito di informazioni per turisti che possono cosi rivolgersi ai locals greci via chat o per iscritto per ricevere risposte e consigli sul proprio viaggio.
  • Locish, fondata nel 2013 da Alex Christodoulou e Grigoris Zontanos, una Q&A app per smartphone che da la possibilità di ricevere in tempo reale consigli dagli utenti su posti dove mangiare, bere o divertirsi.
  • Easybike il primo e unico servizio di bikesharing attivo con crica 100 postanzioni totalmente automatizzate in Grecia e Cipro fondato da George Voulgaroudis.

Dopios

www.dopios.com

Taxibeat

www.taxibeat.com

Cookisto

www.cookisto.com

Incrediblu

www.incrediblue.com

TripHelp

www.triphelp.gr

Locish

www.locish.com

easyBike

www.easybike.gr