Wind lancia la piattaforma di crowdfunding WindForFund

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Wind lancia la piattaforma di crowdfunding, il finanziamento collettivo della’era della sharing economy,  WindForFund con l’obiettivo di sostenere idee innovative e progetti di valore sociale in Italia. L’iniziativa utilizza i nuovi strumenti della digital economy per raccogliere fondi sul web per le proposte che verranno selezionate da Wind tra tutte quelle che si candideranno sulla piattaforma.  indForFund è realizzata in partnership con DeRev, una delle principali piattaforme italiane di crowdfunding, e intende sostenere iniziative in tre grandi aree: no-profit, start-up e progetti civici.

Massimo Angelini, Direttore Public Relations di Wind, ha spiegato che: “Questa iniziativa vuole contribuire a realizzare progetti che possano creare valore sociale nel quadro di un’economia sempre più orientata al digitale. La piattaforma WindForFund, insieme a Wind Transparency Forum e Wind Business Factor, conferma, ancora una volta, l’impegno dell’azienda verso coloro che fanno “rete” attraverso i nuovi strumenti della sharing economy”.  Con WindForFund, l’azienda guidata da Maximo Ibarra vuole essere ancora ‘più vicina’ alle persone per sostenere concretamente iniziative di raccolta fondi a favore di organizzazioni e associazioni no-profit, start-up innovative e singoli cittadini.

Più di 1 milione di persone hanno scelto Airbnb per il Capodanno 2016

  
Airbnb, uno dei colossi della sharing economy, ha annunciato che più di 1 milione di persone hanno scelto un alloggio sul suo marketplace per trascorrere il Capodanno 2016. In totale i viaggiatori, aventi 170 diverse nazionalità, hanno scelto una meta Airbnb in 150 paesi. Scendendo nei particolari circa 47.000 persone hanno soggiornato a New York City, 45.000 – Parigi, 35.000 a Londra e 25.000 a Sydney, Tokyo, Berlino, Barcelona, Amsterdam, Roma e Miami. Il Giappone è il Paese che per le vacanze del Capodanno 2016 ha fatto segnare la maggiore crescita rispetto all’anno precedente: tre città giapponesi, infatti, sono nella top 10 delle destinazioni che hanno visto il maggior incremento percentuale delle prenotazioni rispetto al 2015. Fukuoka è in cima alla lista con un aumento del 1.287% delle preferenze mentre Osaka e Kyoto hanno visto aumentare le prenotazioni rispettivamente del 678% e del 417%. L’America Latina è un’altra regione del mondo che, guidata dal grande interesse per Cuba, sta diventando sempre più popolare su Airbnb. Altre mete del Sud America preferite dai viaggiatori Airbnb sono state le spiagge di di Acapulco in Messico e Guaruja in Brasile. Venendo all’Europa i principali incrementi rispetto all’anno scorso hanno riguardato Carcassonne, Perpignan, Opal Coast e il Sud della Bretagna in Francia e la Foresta Nera in Germania. Le tipologie di abitazioni scelte dai guest Airbnb per Capodanno comprendono anche alloggi particolari come le capanne nel bosco, imbarcazioni, castelli e isole private. Tra le mete prescelte, da venti viaggiatori Airbnb, figura anche la leggendaria Isola di Pasqua. Gli alloggi più costosi prenotati sul principale marketplace turistico della sharing economy per il Capodanno 2016 sono stati in Repubblica Dominicana, Saint-Barthélemy e Vail e Steamboat Springs in Colorado negli USA dove per una notte sono stati spesi oltre US$ 4.000. I dati resi noti da Airbnb, confermano l’enorme interesse nel mondo per il fenomeno degli alloggi condivisi e di come la sharing economy sta aiutando l’ulteriore sviluppo del turismo e dei viaggi. Sempre la stessa Airbnb aveva reso noto a dicembre 2015, come SocialEconomy via aveva raccontato, che oltre 250 Mila persone avevano scelto un alloggio della società californiana per trascorrere il weekend del Thanksgiving. 

Più di 1 milione di persone hanno scelto Airbnb per il Capodanno 2016

  
Airbnb, uno dei colossi della sharing economy, ha annunciato che più di 1 milione di persone hanno scelto un alloggio sul suo marketplace per trascorrere il Capodanno 2016. In totale i viaggiatori, aventi 170 diverse nazionalità, hanno scelto una meta Airbnb in 150 paesi. Scendendo nei particolari circa 47.000 persone hanno soggiornato a New York City, 45.000 – Parigi, 35.000 a Londra e 25.000 a Sydney, Tokyo, Berlino, Barcelona, Amsterdam, Roma e Miami. Il Giappone è il Paese che per le vacanze del Capodanno 2016 ha fatto segnare la maggiore crescita rispetto all’anno precedente: tre città giapponesi, infatti, sono nella top 10 delle destinazioni che hanno visto il maggior incremento percentuale delle prenotazioni rispetto al 2015. Fukuoka è in cima alla lista con un aumento del 1.287% delle preferenze mentre Osaka e Kyoto hanno visto aumentare le prenotazioni rispettivamente del 678% e del 417%. L’America Latina è un’altra regione del mondo che, guidata dal grande interesse per Cuba, sta diventando sempre più popolare su Airbnb. Altre mete del Sud America preferite dai viaggiatori Airbnb sono state le spiagge di di Acapulco in Messico e Guaruja in Brasile. Venendo all’Europa i principali incrementi rispetto all’anno scorso hanno riguardato Carcassonne, Perpignan, Opal Coast e il Sud della Bretagna in Francia e la Foresta Nera in Germania. Le tipologie di abitazioni scelte dai guest Airbnb per Capodanno comprendono anche alloggi particolari come le capanne nel bosco, imbarcazioni, castelli e isole private. Tra le mete prescelte, da venti viaggiatori Airbnb, figura anche la leggendaria Isola di Pasqua. Gli alloggi più costosi prenotati sul principale marketplace turistico della sharing economy per il Capodanno 2016 sono stati in Repubblica Dominicana, Saint-Barthélemy e Vail e Steamboat Springs in Colorado negli USA dove per una notte sono stati spesi oltre US$ 4.000. I dati resi noti da Airbnb, confermano l’enorme interesse nel mondo per il fenomeno degli alloggi condivisi e di come la sharing economy sta aiutando l’ulteriore sviluppo del turismo e dei viaggi. Sempre la stessa Airbnb aveva reso noto a dicembre 2015, come SocialEconomy via aveva raccontato, che oltre 250 Mila persone avevano scelto un alloggio della società californiana per trascorrere il weekend del Thanksgiving. 

Indiegogo lancia la piattaforma di crowdfunding destinata alle grandi aziende

 

Indiegogo

 
Durante il CES di Las Vegas, Indiegogo, una delle principali piattaforme di crowdfunding ha lanciato una piattaforma dedicata specificatamente alle grandi aziende al fine di avvicinarle al mondo del finanziamento collettivo tipico della sharing economy e al suo vasto pubblico di seguaci. Il programma, che si chiama Enterprise Crowdfunding, offrirà alle grandi aziende strumenti utili per entrare in contatto con creativi, appassionati di tecnologia e di prodotti innovativi al fine di permettere alle società di costruire una forte relazione con i nuovi consumatori. Con questa mossa Indiegogo si apre quindi a un nuovo mercato e cerca quindi, tramite l’innovazione di prodotto, a scalare market share soprattutto contro l’eterno competitor Kickstarter. In un’economia sempre più on demand è immaginabile che Enterprise Crowdfunding verrà utilizzata dalle grandi multinazionali, più che per raccogliere fondi, per testare i propri nuovi prodotti più innovativi e per capire, prima dell’eventuale messa in produzione, il reale gradimento del mercato. La nuova piattaforma,che fornirà alle large corporate strumenti di analisi, di marketing, programmi di sponsorship  e di utilità di supporto al fine di migliorare l’engagement con i propri clienti, è stata già testata da alcune grandi aziende. General Electric, Hasbro, e Harman, Philips, Westinghouse e ShockTop hanno fatto uso di Enterprise Crowdfunding. GE, ad esempio, con la propria società controllata FirstBuild nel corso del 2015 ha lanciato due campagne crowdfunding, una riguardante il piano di cottura a induzione Paragon e l’altra la macchina per il ghiaccio Opal, raccogliendo complessivamente nella fase di prevendita oltre US$ 3 milioni e acquisendo più di 10 mila nuovi clienti. I vantaggi per una grande azienda di fare ricorso al crowdfunding, che solitamente nell’era della sharing economy è utilizzato dalle startup per raccogliere fondi, sono indicati da Natarajan Venkatakrishnan, head della Ricerca&Svilupoo di  GE Appliances e Director di GE FirstBuild: “Dal concept alla produzione il tempo totale che abbiamo impiegato sono stati 4 mesi. I costi complessivi sono stati di  venti volte inferiori rispetto a quelli di un normale roll out di un nuovo prodotto che può costare decine di milioni di dollari. Se il nostro nuovo prodotto sia avvia a non riscuotere successo, noi vogliamo che ciò avvenga velocemente”. 

Grande successo per il crowdfunding di Hypnos, la felpa col cuscino incorporato che promette sogni d’oro in ogni luogo

  
Le Felpe devono piacere proprio tanto ai creativi e ai crowdfounder. Dopo il successo di Baubax, la felpa multitasking pensata per i nomadi contemporanei che ha raccolto in crowdfunding oltre 10 US$ milioni, adesso arriva la felpa col cuscino incorporato. L’idea è di Hypnos, una società californiana, che su Kickstarter, una delle principali piattaforme di raccolta di finanziamenti collettivi tipici dell’era della sharing economy, presenta una felpa che promette sogni d’oro in ogni luogo.
All’interno del cappuccio i creativi hanno, infatti, posizionato un cuscino gonfiabile in grado di avvolgere, una volta gonfio, completatamente tutta la parte posteriore della testa. L’idea, dei fratelli Josh e Rybe Woodle, nasce dal volere creare un indumento pratico e comodo e in grado, contemporaneamente, di rendere più confortabili quei pisolini (al parco, in auto, in aereo, in treno o in metropolitana) improvvisi. I due ragazzi americani hanno lavorato due anni prima di presentare il proprio prodotto, che come Baubax è stato pensato durante un viaggio aereo, e hanno curato ogni dettaglio come ad esempio la possibilità di sostituire il cuscino in caso di foratura a soli 5 US$ dollari. La campagna di crowdfunding ha già centrato l’obiettivo iniziale (US$ 30 mila) e quando mancano 4 giorni alla conclusione ha raccolto oltre 220 US$ mila. Di Hypnos sono previsti tre modelli (felpa, felpa con Zip, è una giaccha in nylon) per adulti e per bambini. I prezzi partono da 45 US$. 

Sidecar, l’antenato di Uber, chiude i servizi di ride sharing e di delivery 

 

Sidecar – Instragram

 
La fine del 2015 per Sidecar, l’antenato di Uber, è conciso con la cessazione delle attività di delivery e di ride sharing. Il 31 dicembre dello scorso anno la società fondata da Sunil Paul and Jahan Khanna ha, infatti, gettato la spugna su queste due tipologie di servizi offerti dopo aver cercato di competere contro i due giganti della sharing economy Lyft e Uber. A dare la notizia sono stati gli stessi due fondatori tramite un post su Medium. La società, basata a San Francisco è attiva dal 2012, dopo la fase di startup si era rilanciata nel 2014 offrendo ai propri clienti servizi completatari quali la ricarica della batteria del proprio smartphone e bevande a bordo. Secondo quanto riportato da Crunchbase, la società ha raccolto da investitori privati (tra cui  Union Square Ventures, Avalon Ventures, Lightspeed Venture Partners, Google Ventures e il patron di Virgin Sir Richard Branson) in totale 35 milioni di US Dollari. Nel dare l’annuncio della fine dei servizi di ride sharing e di delivery i due co-fondatori di Sidecar hanno rivendicato di essere stati dei pionieri in fatto di mobilità condivisa e hanno aggiunto che la cessazione di queste sue attività non significa la fine della società e hanno annunciato novità per il 2016. 

GM investe US$ 500 milioni in Lyft, il principale concorrente di Uber

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General Motors e Lyft, uno dei colossi della sharing economy e principale competitor di Uber, hanno annunciato di aver siglato un accordo strategico che prevede l’investimento di US$ 500 milioni da parte del produttore di auto nel capitale della società di ride sharing al fine di sostenere l’ulteriore sviluppo della società e la creazione di un network on demand di auto senza conducente. Grazie all’intesa, GM diventerà il fornitore privilegiato delle auto adibite al servizio Lyft tramite la creazione in varie città degli USA di rental hub. Il Presidente di GM Dan Ammann ha dichiarato: “Vediamo il futuro della mobilità connesso, senza soluzione di continuità e autonomo”, lavorando insieme “crediamo di poter implementare con successo questa visione in modo più rapido.” John Zimmer, presidente e co-fondatore di Lyft, ha dichiarato: “Lavorando con GM, Lyft continuerà a aprire nuove esperienze di trasporto che portano un cambiamento positivo nella nostra vita quotidiana. Insieme costruiremo un futuro migliore attraverso la ridefinizione del concetto di proprietà delle auto tradizionali”.

Prestiamoci chiude un aumento di capitale da 2 milioni

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Agata S.p.A., proprietaria del marchio Prestiamoci, la società italiana attiva nel social lending, ha chiuso un aumento di capitale di 2 milioni di Euro. Innogest SGR, il principale fondo di venture capital in Italia, come lead investor, Banca Sella Holding S.p.A., Club Italia Investimenti 2 e importanti investitori italiani e internazionali hanno partecipato a questa operazione nell’unica startup italiana autorizzata come finanziaria da Banca d’Italia per la gestione di una piattaforma di prestiti fra privati (P2P lending) online. Il social lending è un prestito personale erogato da privati ad altri privati che per le sue caratteristiche di disintermediare banche e altri operatori finanziari è uno dei settori di cui si compone la sharing economy.
Dopo una prima fase di rilancio del modello di business e riorganizzazione della società da parte di Digital Magics, azionista di Agata S.p.A., e del management, Prestiamoci sta ulteriormente rinforzando il team e la piattaforma tecnologica. Nel 2015 infatti ha ottenuto da Banca d’Italia la licenza di Istituto di Pagamento per PituPay – società controllata al 100% da Agata S.p.A. – per gestire i flussi finanziari direttamente senza l’appoggio ad altre banche e istituti di credito.
A seguito dell’operazione Digital Magics detiene una quota del 17,2 % di Agata S.p.A., società che detiene e gestisce il marchio Prestiamoci. Con questa operazione si conclude così il percorso di incubazione di Prestiamoci, che grazie alla nuova struttura è in grado di raggiungere gli obiettivi di questa nuova fase, sostenendo autonomamente le richieste del mercato con offerte innovative. Digital Magics continuerà a sostenere la startup italiana del social lending con i propri servizi strategici e di business management. Prestiamoci punterà sulla crescita della società, rafforzando la propria presenza nel mercato italiano e lanciando attività di marketing tradizionale e digitale per aumentare la brand awareness e gli utenti di www.prestiamoci.it (richiedenti e prestatori). Prestiamoci è la piattaforma di prestiti tra persone leader in Italia. Autorizzata nel 2009 da Banca d’Italia, Prestiamoci si pone l’obiettivo di sviluppare il mercato dei prestiti tra persone (P2P) che permette agli investitori di prestare denaro a privati e aziende.

Kickstarter, il progetto più finanziato del 2015 è Peble

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Con 20,3 milioni raccolti Pebble, il pioniere degli smartwatch, è stato il progetto di crowdfunding più finanziato nel 2015 sulla piattaforma Kickstarter.  IL nuovo modello di smartwatch, prodotto prima dell’arrivo sul mercato dell’Apple Watch ha battuto ogni record: progetto più finanziato in crowdfunding, il finanziamento collettivo dell’era della sharing economy,  e il più veloce, in soli 49 minuti, a toccare la quota di un milione di US Dollari.  Il nuovo modello di Pebble si chiama Time e differisce dal precedente per uno schermo a colori e un design più sottile. L’obiettivo iniziale di raccolta di Pebble, al cui “appello” hanno aderito oltre 78 mila persone, era di 500 mila US Dollari.

L’arnia che produce miele alla spina è il crowdfunding più finanziato su Indiegogo nel 2015

  

 https://youtu.be/WbMV9qYIXqM

Miele alla spina, cosi si può riassumere il progetto di Flow Hive. I suoi ideatori, gli australiani Cedar e Stuart Anderson, hanno raccolto 12,4 milioni di US Dollari tramite Indiegogo, una delle principali piattaforme di crowdfundingFlow Hive  vuole facilitare il lavoro degli apicoltori attraverso l’automatizzazione delle arnie tradizionali. Flow Hive vuole, quindi, innovare la tradizionale estrazione del miele: tramite un movimento delle celle presenti all’interno dell’arnia e un rubinetto è possibile fare affluire il miele in appositi recipienti posti all’esterno dell’arnia. Questo metodo, secondo gli inventori è non solo più agevole per l’uomo ma anche più rispettoso delle api che in questo modo non vengono disturbate durante la loro produzione. Il progetto ha riscosso tantissimo successo arrivando a raccogliere con la formula del finanziamento collettivo tipico della sharing economy, oltre 12,4 milioni di US dollari. La somma raggiunta fa si che Flow Hive sia il progetto 2015 di maggior successo su Indiegogo.