A Milano il primo bike sharing in Italia per bambini

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Anche se ancora i numeri non sono stati diffusi c’è indubbiamente un grande entusiasmo per il primo bike sharing in Italia per bambini, avviato il 20 settembre a Milano. Junior BikeMi al momento conta ventuno biciclette, a disposizione di tutti i bambini tra i 5 e gli 11 anni, per girare e divertirsi all’interno del Parco Sempione (in fase di avvio le bici per i piccoli potranno essere prelevate il sabato e la domenica dalle 9 alle 19).
Con questa iniziativa Milano conferma la propria leadership in tema di sharing city. L’inaugurazione del servizio è avvenuta alla presenza del Sindaco di Milano Giuliano Pisapia, dell’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran e di Sergio Verrecchia di Clear Channel.
“Possiamo ormai dire che Milano va a due ruote. I nostri bambini e ragazzi sulle bici di BikeMi sono una bella immagine di gioia. Una novità unica nel panorama italiano – ha dichiarato il Sindaco di Milano Giuliano Pisapia –che dimostra il nostro impegno verso i più piccoli. A Milano è nato e sta crescendo giorno dopo giorno un nuovo modello di mobilità in condivisione, che si differenzia non solo per i numeri, ma anche e soprattutto per la qualità dei servizi messi in campo. Bambini e genitori insieme potranno divertirsi, rispettando l’ambiente ed è questa la miglior fotografia di una città sostenibile e vivibile”.
“Dopo il successo delle bici a pedalata assistita, si aggiunge un nuovo tassello all’offerta di mobilità sostenibile in città. BikeMi cresce ancora, dimostrandosi un sistema solido e tra i più avanzati a livello europeo”, ha affermato l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran“.
Clear Channel, realizzatore e sponsor del servizio, per bocca di Sergio Verrecchia ha dichiarato che “L’intenzione è di offrire una piccola e simbolica opportunità di educazione ambientale ai milanesi del futuro, per una città sempre più ecosostenibile. È una prima sperimentazione che potrà a breve allargarsi anche con altre stazioni”.
Ad oggi BikeMi – con 3.650 biciclette tradizionali, 1.000 a pedalata assistita, 255 stazioni e una media di 12.000 prelievi al giorno – compete con i più grandi sistemi di bike sharing europei, come quelli di Parigi e Berlino.

Kickstarter diventa una Pubblic Benefit Corporation

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Kickstarter Inc è non esiste più. L’annuncio è arrivato ieri 21 settembre. Al suo posto è nata, per volere di tutti i soci, Kickstarter PBC – Pubblic Benefit Corporation.
Quello che potrebbe sembrare un banale cambio di denominazione legale racchiude in se una sostanziale novità: l’impegno della principale piattaforma di crowdfunding a considerare nella sua gestione anche l’impatto delle proprie decisioni sulla società civile e non solo quello sui propri azionisti.
Tra gli impegni assunti spicca quello di donare il 5% degli utili post tasse annuali all’educazione artistica e a organizzazioni che combattono le diseguaglianze.
Le Benefit Corporation sono imprese “for profit” che si obbligano legalmente a perseguire un beneficio pubblico accanto al tradizionale obiettivo di massimizzare i profitti per i propri soci.
Kickstarter si è detta “Entusiasta di partecipare a una lista crescente di organizzazioni lungimiranti – come Patagonia e This American Life” notando però che “Solo lo 0,01% di tutte le imprese statunitensi hanno fatto questa” trasformazione.
“Dall’inizio di Kickstarter – scrivono nello statement i fondatori – siamo stati al servizio di artisti, inventori e pubblico per far nascere progetti creativi. Il nostro nuovo status di Benefit Corporation codifica fermamente” questa mission che guida noi e i futuri leader di Kickstarter”.

Cuba, USA e Giubileo: Papa Francesco dà una spinta alla sharing economy

I viaggi apostolici del Papa o i grandi eventi religiosi, come il prossimo
Giubileo, possono contribuire allo sviluppo ulteriore della sharing economy?
Analizzando e mettendo in relazione tra loro alcune notizie uscite nelle
ultime settimane riguardanti due big player dell’economia condivisa, Airbnb
e Uber e più in generale il fenomeno degli gli affitti di case tra privati per brevi periodi, parrebbe proprio di si. Iniziamo dall’operatore di home sharing: nelle ultime pagine del report riguardante i 17 milioni di viaggiatori che
hanno scelto un alloggio Airbnb durante l’estate 2015 si legge che Cuba, isola nella quale Papà Francesco è arrivato nella giornata di ieri accolto a L’Avana dal Presidente Raul Castro e dove si fermerà fino al 22 settembre, e
Philadelphia, che insieme a Washington (dove ha in programma una visita alla Casa Bianca dove incontrerà il Presidente Obama) e New York (dove visiterà la Sede dell’ONU e Ground Zero) è una delle mete USA che il Papa toccherà dal 22 al 27 settembre, sono in termini di inserzioni i mercati in più rapida crescita negli ultimi sei
mesi. Nel documento Airbnb, inoltre, si scrive che: “Migliaia di host si preparano ad aprire le loro porte ai viaggiatori quando il Papa visiterà Philadelphia e Cuba [….] e che nel corso di questi grandi eventi, Airbnb
può aiutare una città a completare le sue infrastrutture turistiche
esistenti e portare prezioso reddito ai quartieri” in cui sono situate le case destinate a ospitare i viaggiatori. Sull’ospitalità nella città di Philadelphia in occasione della visita del Santo Padre ha concentrato le sue attenzioni
Patrick Clark di Bloomberg che in un articolo di alcuni giorni fa è ha approfondito il tema degli affitti brevi. Il giornalista ha scoperto che su
Craiglist, un sito di annunci online, sono davvero molte le offerte che hanno come elemento centrale la visita del Papa a Philly. I prezzi e le location sono molto varie. Si va da appartamenti lussuosi a offerta di posti letto in auto. Quel che emerge dal suo articolo è che i prezzi per affitto di abitazioni su Home Away è molto lievitato rispetto alla media. Addirittura parrebbe che l’aumento sia superiore a quello registrato a New Orleans nel 2013 per il più grande evento sportivo al mondo: il Superbowl. Per cercare di andare incontro al milione di pellegrini previsti a Filadelfia dove si svolgerà la VIII Giornata Mondiale delle Famiglie durante la visita del Sommo Pontefice la chiesa locale sta cercando di sensibilizzare gli abitanti del posto a mettere a disposizione le proprie abitazioni a coloro che arriveranno in città. Per quanto attiene Uber, invece Carlo Tursi, nuovo General Manager Italia, in una recente intervista pubblicata pubblicata da La Repubblica ha dichiarato: “A
dicembre lanceremo a Roma un servizio di ride sharing dedicato al Giubileo. Non solo: faremo lavorare gli Ncc che non hanno la licenza nel comune dove operano”. Inoltre Tursi ha aggiunto, senza voler svelare troppi dettagli che “Il prodotto, che in effetti nasce anche
da quell’esperienza (Uberpop nda) è ancora in fase di sviluppo e sarà utile
per Roma, dove nelle ore di punta solo il 28% della mobilità è
coperta dai mezzi pubblici. Per adesso il nome provvisorio è UberGiubileo, e sarà attivo per tutto il 2016. Sarà più accessibile del normale UberBlack”.
Per finire, non si può non tenere conto che la missione di Papa Francesco in USA e Cuba arriva dopo qualche mese dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato si”in cui il Pontefice ha invitato a “condividere lo stesso veicolo con più persone” un riferimento quindi al car sharing e ai servizi di car pooling. Queste affermazioni e più in generale i contenuti dell’enciclica sono stati commentati dall’economista americano Jeremy Rifkin in un’intervista pubblicata da L’Espresso con l’affermazione “Com’è sharing Papa Francesco”.

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Cuba, USA e Giubileo: Papa Francesco dà una spinta alla sharing economy

I viaggi apostolici del Papa o i grandi eventi religiosi, come il prossimo
Giubileo, possono contribuire allo sviluppo ulteriore della sharing economy?
Analizzando e mettendo in relazione tra loro alcune notizie uscite nelle
ultime settimane riguardanti due big player dell’economia condivisa, Airbnb
e Uber e più in generale il fenomeno degli gli affitti di case tra privati per brevi periodi, parrebbe proprio di si. Iniziamo dall’operatore di home sharing: nelle ultime pagine del report riguardante i 17 milioni di viaggiatori che
hanno scelto un alloggio Airbnb durante l’estate 2015 si legge che Cuba, isola nella quale Papà Francesco è arrivato nella giornata di ieri accolto a L’Avana dal Presidente Raul Castro e dove si fermerà fino al 22 settembre, e
Philadelphia, che insieme a Washington (dove ha in programma una visita alla Casa Bianca dove incontrerà il Presidente Obama) e New York (dove visiterà la Sede dell’ONU e Ground Zero) è una delle mete USA che il Papa toccherà dal 22 al 27 settembre, sono in termini di inserzioni i mercati in più rapida crescita negli ultimi sei
mesi. Nel documento Airbnb, inoltre, si scrive che: “Migliaia di host si preparano ad aprire le loro porte ai viaggiatori quando il Papa visiterà Philadelphia e Cuba [….] e che nel corso di questi grandi eventi, Airbnb
può aiutare una città a completare le sue infrastrutture turistiche
esistenti e portare prezioso reddito ai quartieri” in cui sono situate le case destinate a ospitare i viaggiatori. Sull’ospitalità nella città di Philadelphia in occasione della visita del Santo Padre ha concentrato le sue attenzioni
Patrick Clark di Bloomberg che in un articolo di alcuni giorni fa è ha approfondito il tema degli affitti brevi. Il giornalista ha scoperto che su
Craiglist, un sito di annunci online, sono davvero molte le offerte che hanno come elemento centrale la visita del Papa a Philly. I prezzi e le location sono molto varie. Si va da appartamenti lussuosi a offerta di posti letto in auto. Quel che emerge dal suo articolo è che i prezzi per affitto di abitazioni su Home Away è molto lievitato rispetto alla media. Addirittura parrebbe che l’aumento sia superiore a quello registrato a New Orleans nel 2013 per il più grande evento sportivo al mondo: il Superbowl. Per cercare di andare incontro al milione di pellegrini previsti a Filadelfia dove si svolgerà la VIII Giornata Mondiale delle Famiglie durante la visita del Sommo Pontefice la chiesa locale sta cercando di sensibilizzare gli abitanti del posto a mettere a disposizione le proprie abitazioni a coloro che arriveranno in città. Per quanto attiene Uber, invece Carlo Tursi, nuovo General Manager Italia, in una recente intervista pubblicata pubblicata da La Repubblica ha dichiarato: “A
dicembre lanceremo a Roma un servizio di ride sharing dedicato al Giubileo. Non solo: faremo lavorare gli Ncc che non hanno la licenza nel comune dove operano”. Inoltre Tursi ha aggiunto, senza voler svelare troppi dettagli che “Il prodotto, che in effetti nasce anche
da quell’esperienza (Uberpop nda) è ancora in fase di sviluppo e sarà utile
per Roma, dove nelle ore di punta solo il 28% della mobilità è
coperta dai mezzi pubblici. Per adesso il nome provvisorio è UberGiubileo, e sarà attivo per tutto il 2016. Sarà più accessibile del normale UberBlack”.
Per finire, non si può non tenere conto che la missione di Papa Francesco in USA e Cuba arriva dopo qualche mese dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato si”in cui il Pontefice ha invitato a “condividere lo stesso veicolo con più persone” un riferimento quindi al car sharing e ai servizi di car pooling. Queste affermazioni e più in generale i contenuti dell’enciclica sono stati commentati dall’economista americano Jeremy Rifkin in un’intervista pubblicata da L’Espresso con l’affermazione “Com’è sharing Papa Francesco”.

A Milano si sperimenta la sharing economy a misura di bambino

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Bikemi, il sistema di bike sharing attivo nel Comune di Milano, inaugurerà domenica prossima una rastrelliera che si compone di ventuno biciclette junior. Il servizio vuole essere una sperimentazione. All’interno del Parco Sempione dalle ore 11 del 20 settembre le famiglie avranno la possibilità di testare il servizio Junior Bikemi. La rastrelliera sarà posizionata vicino a Nevicata14 proprio di fianco a una nuova piattaforma di biciclette per adulti. I bimbi nella giornata di domenica potranno quindi insieme ai genitori trascorrere momenti all’interno del polmone verde di Milano e nelle sue immediate vicinanze.
L’iniziativa è certamente lodevole perché va nella direzione delle esigenze degli utenti e dello sviluppo ulteriore dei servizi sharing pensati dal Comune di Milano. Noi di Socialeconomy speriamo che il servizio dopo la fase di test possa progredire e allargarsi in altre zone di Milano magari insieme ad altre iniziative che coniugano l’economia della condivisione con i bambini e le famiglie.

Sharing economy e fashion, una collaborazione possibile

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La New York fashion week 2015 che si concluderà tra qualche ora non sarà ricordata solamente per le polemiche sulle modelle che hanno sfilato per Victoria Beckham (ex Spice Girl oggi stilista oltre che moglie del calciatore David Beckham) ma anche per la collaborazione tra la sharing economy e il mondo della moda. Rag & Bone, il brand dei designer inglesi Marcus Wainwright e David Neville infatti, ha riservato alcuni biglietti della propria sfilata, che ha rappresentato uno degli eventi più attesi dai fashion addicted presenti nella Grande Mela, a alcuni clienti Uber. Gli utenti della società di ride sharing hanno avuto infatti la possibilità tramite la app di richiedere (i posti erano limitati) gratuitamente due biglietti per la serata evento di presentazione della collezione Rag & Bone primavera 2016. Oltre ai due ticket ai fortunati utenti Uber ha omaggiato loro il trasporto gratuito da Manhattan alla St. Ann’s Warehouse, la location situata Brooklyn dove si è svolta la sfilata dei due stilisti britannici, e un pacchetto VIP comprendente anche un cadoux. La collezione Spring 2016 di Rag & Bone prevede un stile minimale ed elegante e come raccontato da Vogue  si distingue perché non prevede l’utilizzo di tacchi alti.

Estate 2015, 17 milioni di viaggiatori hanno scelto Airbnb

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Da quando nel 2007 i co-fondatori di Airbnb Brian e Joe hanno ospitato i primi tre ospiti sono trascorsi otto anni. Da allora la community della società di home sharing si è espansa velocemente e oggi copre 191 paesi e oltre 34 Mila città del mondo. Gli utenti, che possono accedere tramite web, smartphone IOS o Android (iPhone o Samsung galaxy per citare i brand più noti) , tablet e da poco anche tramite Apple Watch, dal 2007 sono stati oltre ai 50 milioni di cui 30 milioni soltanto nell’ultimo anno.
L’estate appena trascorsa ha visto, come emerge dal report di Airbnb,  circa 17 milioni di persone soggiornare in alloggi Airbnb; Per avere evidenza in modo netto dello strepitoso successo ottenuto dalla piattaforma basta pensare che i viaggiatori che hanno scelto la società californiana durante le ferie estive sono più dell’intera popolazione di Grecia, Svezia o Svizzera e più dei viaggiatori che nell’intero 2015 si sono recati a Parigi, Dubai e New York.Il giorno di picco di presenze è stato l’8 agosto con 1 milione di guest che hanno scelto un alloggio in oltre 150 città. Questo numero rappresenta il record assoluto di presenze giornaliere registrato da quando Airbnb ha aperto i battenti. Gli utenti che hanno scelto la società USA per trascorrere la bella stagione del 2015 provengono da oltre 57 Mila città, hanno una età media di 35 anni, il 54% sono donne e il 46% uomini. Questa estate i clienti Airbnb hanno scelto non soltanto alloggi consueti ma anche location uniche o particolari: 50 Mila hanno scelto una barca, 25 Mila una roulotte, 13 Mila un castello, 10 Mila una casa sugli alberi o una tenda. Tra le location scelte si segnala anche un’isola privata in Nicaragua e le case nella roccia nelle isole greche.

Con UberGIVING donati dieci container di beni a favore dei profughi

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UberGIVING, l’iniziativa sociale lanciata da Uber insieme alla Croce Rossa per sostenere i profughi in arrivo in questi giorni nelle coste dell’Europa di cui vi abbiamo raccontato nel post Con Uber la sharing economy aiuta i profughi, ha ottenuto una risposta travolgente. A darne notizia è stato la stesso operatore di ride sharing che tramite le colonne del proprio blog ha reso noto che nelle quarantasei citta di diciannove paesi europei in cui è stata proposta l’iniziativa sono stati raccolti beni sufficienti a riempire più di dieci container. Inoltre Uber ha raccontato che molti driver hanno devoluto a sostegno della causa i propri guadagni del 9 settembre 2015, giorno in cui si è svolta UberGIVING. Infine, Uber ha annunciato che continuerà a lavorare insieme ai suoi charity partner in tutta Europa per
sostenere l’mergenza cha sta colpendo il vecchio continente.

Chiude Contributoria, la piattaforma di giornalismo supportata dai lettori

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Chiude Contributoria, la piattaforma di giornalismo finanziata dal Guardian a metà strada tra una piattaforma di blogging e un servizio di crowdfunding. Il sito di news, fondato da Matt McAlister, head of new digital business del Guardian e Sarah Hartley, ex giornalista dello stesso quotidiano britannico, nel 2012 si era aggiudicato il premio dell’ Inter­na­tio­nal Press Institute’s News Inno­va­tion Con­test quale progetto editoriale più innovativo. A dare la notizia è stato Politico.EU che ha rilevato che nelle scorse settimane i fondatori hanno annunciato con una lettera ai membri del giornale la decisione di chiudere. Adesso arriva dalle pagine web della testata anche l’ufficialità. Sul sito si scrive, infatti, che Contributoria chiuderà il primo di ottobre dopo 21 edizioni mensili aggiungendo che i suoi articoli rimaranno comunque visibili in modalità Common Share liberi quindi di essere ripubblicati secondo le regole della licenza. Contributoria è nata a gennaio del 2014 con l’idea di offrire a giornalisti free lance uno spazio dove pubblicare i propri articoli in cambio di un compenso e per sostenere, quindi, il giornalismo indipendente di qualità. Da allora sono stati pubblicati 787 articoli e distribuiti agli autori compensi pari a oltre 268 mila sterline. Il funzionamento di Contributoria, il cui motto era “People supporting journalism” consisteva in pochi semplici, ma innovativi, passi: i giornalisti proponevano le proprie idee di reportage, la community di utenti paganti, tramite la sottoscrizione di una membership, votavano le proposte e le sostenevano dal punto di vista economico; gli articoli finanziati venivano poi pubblicati con cadenza mensile.

Contributoria (video)

Da ottobre al via a Milano Ape Milk, il servizio di ritiro a domicilio di latte materno

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Ci sono situazioni in cui il latte materno può salvare la vita di un neonato. Grazie alle banche del latte materno oggi di questo preziosa alimento in Italia si raccolgono circa 10mila litri all’anno, quantità che però copre soltanto un terzo del fabbisogno. Le banche del latte umano oggi sono 33 e sono distribuite in 15 regione del nostro Paese. Per diffondere e promuovere la donazione del latte materno che può essere utilizzato per l’alimentazione dei neonati prematuri ricoverati in ospedale l’Associazione Italiana Banche del Latte Umano Donato – A.I.B.L.U.D – ha dato vita con il patrocinio del Ministero della Salute, di Padiglione Italia a Expo e del Comune di Milano a Human Milk Link, un sistema completo di ritiro a domicilio (totalmente gratuito) e gestione del “primo alimento”. Il servizio consiste in un’ostetrica specializzata e formata appositamente sull’allattamento al seno che si sposterà a Milano con una Ape Milk allestita e attrezzata con celle frigorifere per la conservazione del latte umano donato e raccoglierà al domicilio delle donatrici il latte materno per portarlo direttamente alla Banca del Latte del territorio che avrà successivamente il compito di trattarlo, per garantirne qualità e sicurezza, e distribuirlo, gratuitamente, attraverso gli ospedali, ai bambini che ne hanno bisogno. L’ostetrica, inoltre, potrà offrire anche consulenza gratuità alle mamme donatrici per favorire il processo di allattamento ed estrazione del latte. Le mamme che intendono offrire una quota del proprio latte alla Banca possono contattare il centro di riferimento e sottoporsi ad un semplice screening che consiste nella valutazione della storia clinica e nell’esecuzione di esami sierologici (epatite B, epatite C, infezione da HIV). La raccolta a domicilio nasce dal fatto che la donazione può essere un problema pratico: per una mamma che allatta il tempo è sempre prezioso e per questo recarsi alla Banca del Latte per effettuare la donazione può diventare un ostacolo, soprattutto in una grande città. Il servizio Ape Milk partirà il primo di ottobre nel centro di Milano e in una seconda fase verrà esteso all’hinterland milanese, attraverso la rete di raccolta delle farmacie aderenti al servizio – attualmenete sono circa 20 quelle che hanno accettato di diventare “Ambasciatrici del latte umano donato”-  di Human Milk Link. Successivamente il servizio di raccolta a domicilio sarà replicato con il medesimo format anche in  altre grandi città italiane (Roma, Torino, Firenze, Bari, Palermo) dove è già presente una Banca del Latte e successivamente potrà diventare un modello da esportare nelle principali capitali europee.

Per maggiori informazioni:

http://www.human-milklink.org

info @ human-milklink.org