Su indiegogo il crowdfunding per un film italiano sugli homeless

unnamedE’ partito il 5 novembre su Indiegogo il crowdfunding per la realizzazione del film Pane dal cielo, primo lungometraggio di Giovanni Bedeschi, regista e produttore italiano che da tempo è impegnato in attività di volontariato a contatto con il mondo dei senza dimora. Il film vuole essere un’opera di sensibilizzazione dell’opinione pubblica sull’emergenza degli homeless che a Milano è particolarmente forte. Il progetto ha il patrocinio del Comune di Milano (Direzione centrale politiche sociali e cultura della salute) e della Fondazione Pubblicità Progresso. “In questi luoghi frequentati dai senza dimora ho potuto vedere e ascoltare storie straordinarie ed emozionanti di persone a cui è bastato veramente poco per trovarsi in mezzo a una strada: papà separati, pensionati con il minimo della pensione, imprenditori falliti, operai senza lavoro dopo la chiusura della loro fabbrica.. Ho sentito il dovere morale di dare voce alle loro storie, non solo perché questi individui non hanno i mezzi per farlo, ma anche perché si tratta di una situazione in cui, purtroppo, qualunque persona “normale” potrebbe ritrovarsi. Occorre affrontare questa verità e dare una risposta concreta per risolvere l’emergenza “, dice Giovanni Bedeschi.

Del film sono stati già creati un teaser di venti minuti e un trailer che Bedeschifilm ha autoprodotto e finanziato, grazie ai quali la casa di produzione ha raggiunto un accordo per la distribuzione dell’opera presso le sale d’essai in tutta Italia e nella Svizzera italiana. Il soggetto, scritto da Sergio Rodriguez, racconta la storia di due senzatetto tra le vie di Milano e di un evento particolare, il ritrovamento di un neonato in un cassonetto, che sconvolgerà le loro vite. Tra gli attori protagonisti, Paola Pitagora, Sergio Leone, Donatella Bartoli, Gigi Piola.

Dato che il film verrà prodotto in modo indipendente dalla casa di produzione Bedeschifilm, è stata lanciata, con l’obiettivo di raccogliere 250 mila Euro, una campagna di crowdfunding – la raccolta fondi dell’era della sharing economy – sulla piattaforma Indiegogo. Per dare il proprio contributo c’è tempo fino il 15 dicembre.  A oggi, quando mancano 35 giorni alla deadline, sono stati raccolti 3.990 euro. I proventi generati dal film saranno donati a due fondazioni milanesi entrambe attive nell’ambito della solidarietà ai senza dimora. Il sito dedicato al film è: www.panedalcielo.com.

Intervista video al Regista Giovanni Bedeschi

http://www.panedalcielo.com/it/video/intervista-bedeschi/ZB-MlQ3Rc4o

Affittare una bicicletta gratis? A Berlino si può

IMG_0235 vvv

Nel giorno in cui si celebra il ventiseiesimo anniversario della caduta del muro di Berlino, SocialEconomy vi presenta storia di BikeSurfBerlin, una organizzazione tedesca che promuove concretamente la condivisione delle biciclette private. La particolarità di BikeSurf risiede nella fatto che il servizio di bike sharing, nel più totale spirito della sharing economy, è totalmente gratuito. Per usufruire del servizio occorre essere registrati sul sito http://www.Bikesurf.org in pochissime altre mosse (scelta della location, del giorno e della bicicletta) il gioco è fatto. Per rendere ancora più semplice l’utilizzo gli ideatori di questo particolare bike sharing hanno crato un video tutorial che spiega le mosse da compiere per avere una bicicletta in modo totalmente gratis. L’iniziativa ha avuto cosi tanto successo che dopo l’avvio nella capitale della Germania sono nate delle affiliazioni spontanee a Atene, Dublino, Lisbona, Santiago, Stoccoloma, Varsavia, in alcune città degli Stati Uniti e della Norvegia.

Bikesurf (video)

Expedia acquisce HomeAway e lancia la sfida a Airbnb

Expedia e HomeAway hanno annunciato di aver stipulato un accordo definitivo in base al quale Expedia acquisirà HomeAway, compresi tutti i suoi marchi, per un equity value di circa US$ 3,9 miliardi. L’operazione comprende una parte di pagamento in cash e una parte in azioni. I consigli di amministrazione di entrambe le società hanno approvato all’unanimità l’operazione che rimane soggetta alle consuete condizioni di perfezionamento, incluse le approvazioni regolamentari e l’accettazione da parte della maggioranza della maggioranza delle azioni ordinarie HomeAway in circolazione. Le due aziende prevedono di chiudere la transazione nel primo trimestre del 2016. Con questa operazione Expedia si rafforza quindi nel settore dell’affitto di abitazioni lanciando quindi la sifda a Airbnb, uno dei leader della sharing economy. Expedia è una delle principali società di viaggi, per tempo libero e business, di tutto il mondo, con un ampio portafoglio marchi che comprende marchi leader di viaggi online, come ad esempio: Expedia.com®, Hotels.com®, Hotwire®, Orbitz Worldwide, Travelocity®, Egencia®, Venere.com ™, trivago®, Wotif Group, Expedia Local Expert®,  Classic Vacations®, Expedia® CruiseShipCenters® e CarRentals.com ™. HomeAway, che ha sede a Austin in Texas, è il leader mondiale nel settore case vacanze, con i siti che rappresentano oltre un milione di inserzioni a pagamento di case vacanze in affitto in 190 paesi. Attraverso HomeAway, i proprietari delle abitazioni forniscono alloggi, alternativi alla tradizionale sistemazione alberghiera, dove trascorrere le vacanze. Il portafoglio HomeAway comprende i principali siti web di vacanze in affitto come HomeAway.com, VRBO.com e VacationRentals.com negli Stati Uniti; HomeAway.co.uk e OwnersDirect.co.uk nel Regno Unito; HomeAway.de in Germania; Abritel.fr e Homelidays.com in Francia; HomeAway.es e Toprural.es in Spagna; AlugueTemporada.com.br in Brasile; HomeAway.com.au e Stayz.com.au in Australia; Bookabach.co.nz in Nuova Zelanda e nell’Asia Pacifica il  sito di noleggio a breve termine travelmob.com. Infine, HomeAway gestisce anche BedandBreakfast.com, il sito più completo a livello globale per la ricerca di B&B.

N.B. I marchi e loghi sono di proprietà dei rispettivi proprietari. © 2015 Expedia, Inc. Tutti i diritti riservati. CST: 2029030-50

Financial Times: il co-fondatore di Uber pronto a lanciare una app per il concierge digitale

Come riportato oggi dal Financial Times il co-fondatore di Uber Garrett Camp si appresta a lanciare un servizio di concierge digitale che si chiamerà Operator. I servizi offerti dovrebbero essere quelli tradizionali di un maggiordomo: prenotazione viaggi, servizi di ricerca di un determinato bene e altri che possono semplificare la vita quotidiana. Secondo quanto riportato sulle colonne del quotidiano della City, Operator potrebbe guardare a Uber everything, il servizio di logistica del principale operatore al mondo di ride sharing e quindi della sharing economy, come potenziale partner. L’articolo odierno arriva dopo che gia nei mesi scorsi erano uscite alcune indiscrezioni tra cui quella riportata da TechCrunch che nell’aprile scorso aveva scritto che con Operator sarà possibile, con una semplice richiesta effettuata tramite app (è già disponibile quella per Iphone), soddisfare ogni richiesta riguardante lo shopping. Che la mission di operator sarà questa è ora confermato da un https://player.vimeo.com/video/144659290” target=”_blank”>video della società che avrà sede in California pubblicato sul sito www.operator.com.

Operator (vedeo)

Wimdu, ecco i musei più bizzarri al mondo

ww

In ogni viaggio i musei, che siano artistici, storici o scientifici, sono una tappa obbligata a cui dedicare almeno un giorno della vacanza. Alcune volte la visita è entusiasmante, altre solo interessante, altre ancora invece è al di sotto delle aspettative iniziali. Per tutti coloro che vogliono evitare la trappola di musei noiosi, Wimdu – la più grande piattaforma europea per la ricerca di appartamenti privati per vacanze e quindi uno dei principali attori del vecchio continente della sharing economy – ha selezionato alcuni tra i musei più bizzarri di tutto il mondo.

Museo delle Relazioni Finite – Zagabria (Croazia)

Si tratta di una vera e propria consolazione per i cuori infranti di tutto il mondo. Ed è così ben strutturato che nel 2011 ha vinto il premio Kenneth Hudson come museo più innovativo. L’aspetto più originale di questa istituzione? Il fatto che chiunque può contribuire inviando oggetti particolarmente rappresentativi di un rapporto ormai finito così da poterli esporre al pubblico con una breve descrizione della loro storia. 

Katten Kabinet – Amsterdam (Paesi Bassi)

Amsterdam è una città meravigliosa che ha nel Museo Van Gogh una delle principali attrazioni artistiche. Oltre a queso eccezionale luogo di cultura, nella Venezia del Nord troviamo un museo legato ai gatti. Fondato da William Meijer nel 1990 in memoria del suo defunto gatto Tom, questo tempio dedicato ai gatti espone dipinti e sculture in onore del felino più famoso del mondo. 

Museo del Ramen istantaneo – Osaka (Giappone)

È inutile nasconderlo, siamo abituati a sentire le stranezze più incredibili provenienti dal Sol Levante e di certo non sarà un museo dedicato a un piatto tipico giapponese a sorprenderci, ma due cose sono degne di nota in questo caso. In primo luogo non è solo un museo dedicato al ramen, ma al ramen istantaneo. In breve, è la versione orientale di un ipotetico museo dedicato alla pizza surgelata. In secondo luogo, siamo di fronte ad un museo che, in termini di dimensioni e qualità architettonica farebbe invidia a musei molto più famosi. E poi c’è un terzo motivo per cui vale la pena visitarlo: come souvenir è possibile creare la propria scatola di ramen istantaneo da portare a casa completamente personalizzata. 

Museo dei carri funebri – Barcellona (Spagna)

Un museo dedicato ai carri funebri è probabilmente uno dei luoghi meno attraenti che si possa immaginare. Tuttavia, il Museo dei Carri Funebri di Barcellona, nonostante il tema decisamente impopolare, riesce a sorprendere i visitatori per la qualità dei pezzi esposti.

Museo del Gelato – Bologna (Italia)

Pensavate che la fabbrica di cioccolato fosse solo un luogo immaginario creato dalla penna di Roald Dahl? Beh, il museo del gelato a Bologna in Italia lo ricorda molto. Si Inizia con la storia del gelato nell’antico Egitto e durante l’Impero Romano (per scoprire quale era il gusto preferito di Tutankhamon) per poi passare ai segreti per la preparazione di un gelato perfetto e infine si arriva al momento dell’assaggio. 

Museum of Bad Art – Sommerville (Stati Uniti)          

Questo è il museo ideale per tutti quelli convinti che sarebbero riusciti a dipingere persino la Guernica. O, per dirlo meglio, è il museo dove sono stati raccolti tutti i tentativi – clamorosamente falliti – degli aspiranti Picasso di tutto il mondo. Boston è una delle città più belle degli Stati Uniti e ospita il Museo delle Belle Arti, che grazie alle opere di Gauguin e Van Gogh è tra i più visitati al mondo. Tuttavia, se gli Impressionisti ormai si conoscono a memoria, si può fare un salto a Sommerville, a pochi chilometri dalla città, dove sorge il Museo of Bad Art, che ospita alcuni dei quadri più orribili che la mente umana abbia mai concepito. Basta seguire il motto del museo “Arte troppo brutta per essere ignorata” e godersi l’orrore!

I servizi di concierge on demand possono spingere il mercato dell’home sharing

Logo_Bnbsitter_300dpi_alphaUn studio condotto da Bnbsitter, la startup che fornisce servizi di concierge on demand a tutti coloro che desiderano affittare un alloggio a breve termine, ha messo in evidenza come i proprietari di beni in affitto possano aumentare i propri ricavi, delegando le attività di gestione immobiliare. Secondo una ricerca condotta su 2.000 host in tredici città, gestendo in outsourcing le attività quotidiane più banali, ma dispendiose in termini di tempo – consegna delle chiavi, check-in e check-out, pulizie, lavanderia, servizi di approvvigionamento e coordinamento degli ospiti – i proprietari possono immediatamente aumentare i propri ricavi fino al 30%. L’aumento stimanto dalla ricerca è legato a due fattori. In primo luogo, è possibile ottenere un risparmio fino al 50%, semplicemente concentrandosi sulla gestione smart delle proprietà. Utilizzando servizi on demand, invece di agenzie tradizionali, i proprietari possono evitare vincoli contrattuali a lungo termine, pagando di volta in volta solo per i servizi di cui hanno bisogno.  In secondo luogo, i ricavi possono essere potenziati grazie alla rapidità con cui l’immobile ritorna disponibile per un nuovo cliente. La tempestività e efficienza con cui i servizi di pulizia e rifornimento vengono effettuati permettono infatti di rendere immediatamente disponibile l’appartamento per l’ospite successivo, senza dispersione di tempo tra un cliente e l’altro. I dati evidenziano che sono necessarie di solito fino a 48 ore per la preparazione di un appartamento per un nuovo inquilino. Con i servizi on demand, invece, i turisti in arrivo possono essere accolti nello stesso giorno degli ospiti in partenza, generando un aumento mensile di ricavi del 15%. Biagio Tumino, co-fondatore e COO di Bnbsitter ha così commentato lo studio: “Fino ad ora i proprietari di immobili affidavano questi compiti ad agenzie tradizionali, ma spesso venivano scoraggiati dai costi elevati e dall’impressione di poter guadagnare di più occupandosi in autonomia di queste attività. In realtà però, nel mercato degli affitti, l’outsourcing degli aspetti operativi quotidiani o dei lavori più dispendiosi in termini di tempo, permette ai proprietari di concentrarsi su elementi di maggiore impatto e valore, dedicandosi di più all’attività di promozione rivolta ai turisti, così come alla propria la vita di tutti i giorni”.

I dati di Bnbsitter arrivano nel momento in cui è crescente il dibattito sulle positive ricadute economiche generate dalle piattaforme di affitto a breve termine che SocialEconomy vi sta raccontando nel suo “viaggio” a puntate alla scoperta dell’impatto economico che Airbnb, uno dei principali player della sharing economy, sta avendo sulle economie delle principali citta in cui è presente (UK ,Berlino, Madrid, Barcellona e Atene). Nel giugno 2013, infatti, Airbnb ha annunciato i risultati di uno studio che ha valutato l’impatto economico di turisti e host di Airbnb a livello globale. I risultati hanno rivelato un impatto significativo nelle città di tutto il mondo: nel Regno Unito, ad esempio, Airbnb ha generato un indotto di $ 824milioni e creato 11.600 posti di lavoro; a Parigi ha prodotto un giro d’affari di 185 milioni di € e generato occupazione per 1.100 persone nell’arco di un anno.  Lo studio ha anche rivelato che l’attività di hosting a breve termine stimola i residenti delle città a sviluppare attitudini imprenditoriali e scegliere forme non tradizionali di lavoro. In particolare, il settore si sta rivelando particolarmente vitale per liberi professionisti o lavoratori part-time, che costituiscono una percentuale significativa della community di Airbnb (il 42% nel Regno Unito). Dagli affitti hanno potuto infatti generare un reddito supplementare utile ad integrare quello prodotto dal lavoro. Il risparmio e il potenziale aumento del 30% delle entrate che i servizi on demand possono abilitare si stanno rivelando una grande opportunità per questo segmento della forza lavoro, finanziariamente più precario.

Crescita della sharing economy e caro immobiliare: a Londra chiude la scuola per i tassisti

londraCome riportato qualche giorno fa dal Financial Times, l’espansione della sharing economy e il caro immobili hanno portato alla chiusura una delle principali scuole per tassisti londinesi. Knwoledge Point, attraverso le colonne del quotidiano della City, ha difatti annunciato che dopo trenta anni di attività  a dicembre chiuderà i battenti . Obiettivo della scuola – che è passata dai circa 350 studenti all’anno dell’epoca pre-Uber agli attuali 200 – era formare i futuri tassisti, attraverso l’apprendimento delle oltre 25 mila street della capitale UK e dele regole di condotta dei mitici black cab, al fine di prepararli a sostenere l’esame per l’ottenimento della licenza. Mr Linskey, fondatore della scuola, comunque non si arrende e contro l’avanzata di Uber, il celebre servizio di ride sharing molto amato dai londinesi, e il caro immobiliare – la sede dell’istituto si trova a nel quartiere di Islington – e continuerà nella sua missione di formare tassisti tramite la vendita di pubblicazioni, cartecee  o online, pensate per la formazione degli aspiranti conducenti di taxi e corsi di formazione che terrà all’interno degli oratori delle chiese londinesi.

Enjoy: dal 3 novembre parcheggio riservato alla Stazione Centrale di Milano

IMG_0467

Enjoy, il servizio di car sharing di Eni su 500 Fiat e di scoter sharing su MP3 Piaggio, dal 3 novembre aprirà un parcheggio riservato ai suoi utenti presso la Stazione Centrale di Milano. A renderlo notò è la stessa azienda tramite una comunicazione inviata ai propri clienti. Il nuovo Enjoy Parking Milano Centrale, localizzato di fronte la stazione, avrà 10 posti riservati e si potrà  iniziare o terminare il noleggio alla tariffa di 4€. In questo modo arrivare e partire dalla stazione di Milano sarà ancora più semplice rispetto a oggi. Inoltre Enjoy, fino al 30 novembre, da la possibilità ai propri clienti, di approfittare di uno sconto speciale del 50% sulla tariffa. Dal punto di vista pratico per entrare o uscire dal parcheggio, occorrerà premere il pulsante con il simbolo del telefono e comunicare il codice identificativo del veicolo posto sul parabrezza. Con una parcheggio veloce e riservato la sharing economy generation sarà cosi pronta a salire sul treno.

Wimdu, ecco le mete preferite dagli italiani per le vacanze di Natale e Capodanno

©Credits Wimdu

©Credits Wimdu

Il vecchio adagio “Natale con i tuoi, Pasqua con chi vuoi…” sembra essere tramontato nell’era della sharing economy. Gli italiani si scoprono meno tradizionalisti che in passato e vivono anche il Natale come occasione per regalarsi quel viaggio tenuto a lungo nel cassetto. Wimdu – la più grande piattaforma europea per la ricerca di appartamenti privati per vacanze – rivela la classifica delle città più prenotate sulla sua piattaforma e anticipa preferenze e tendenze di viaggio degli italiani che stanno già pensando a cosa mettere in valigia e come festeggiare le feste natalizie.

Per quanto riguarda le vancanze di Natale, la classifica è dominata da Parigi. Più che la ricerca di “nuove” mete europee da scoprire, gli italiani preferiscono, quindi, puntare su una certezza e sull’eterno fascino e eleganza della capitale francese. Al secondo posto Londra, meta preferita da coloro che hanno un’anima più rock e underground. A completare il podio troviamo Roma, complice il Giubileo che prenderà il via il prossimo 8 dicembre. La classifica natalizia continua con New York e Berlino. Affascinanti per motivi completamente diversi, le due città sono sempre molto amate dagli italiani che nel primo caso subiscono l’intramontabile fascino degli States, mentre di Berlino amano la carica innovativa e il fermento culturale.

Per quanto riguarda il Capodanno Parigi svetta anche in questo ranking. A seguire Roma, che ruba la seconda piazza a Londra che si piazza terza. Qualche curiosità arriva proseguendo nella classifica: Firenze infatti balza al quarto posto puntando sul mix tra cultura e l’ottimo binomio eno-gastronomico. La movida e le miti temperature di Barcellona consentono alla città della Catalogna di conquistare il quinto meritato posto. Dopo Amsterdam e Nizza, compare un’altra città italiana: Torino. Sono molti infatti gli italiani che trascorreranno il capodanno all’ombra della Mole Antonelliana. Nessuna traccia invece di Milano nelle prime 10 posizioni delle due classifiche, che si già finito l’effetto EXPO?

Airbnb, US$ 824 milioni l’impatto economico nel Regno Unito

  
Dopo Atene, Barcellona e Madrid e Berlino, il viaggio di SocialEconomy alla scoperta dell’impatto economico generato da Airbnb – uno dei principali player della sharing economy – nelle principali città del mondo riparte dal Regno Unito. La principale piattaforma di home sharing ha realizzato uno studio in cui ha analizzato l’impatto economico, relativo al 2013, derivante dalla sua presenza nel Paese della Regina Elisabetta II . Il report mostra che complessivamente Airbnb ha generato un effetto economico complessivo sull’intera Nazione di US$ 824 milioni e ha supportato 11.600 posti di lavoro. Lo studio evidenzia che l’80% degli host Airbnb presenti in UK affitta la casa in cui vive e utilizza i soldi guadagnati con l’attività di home sharing per “contrastare” il sempre crescente caro vita e per finanziarsi le spese correnti. Il padrone di casa UK che offre la propria abitazione sulla piattaforma USA guadagna in media US$ 4.600 affittandola per trentatre notti all’anno. Circa il 42% degli host UK sono liberi professionisti o lavoratori part-time che utilizzano quanto guadagnato grazie a Airbnb per finanziare la propria attività lavorativa. Come per le altre città già analizzate nelle precedenti tappe del viaggio di SocialEconomy, chi sceglie di alloggiare in una casa Airbnb soggiorna di più rispetto alla media dei viaggiatori che scelgono strutture tradizionali (4,6 notti contro la media di 3,1) spendendo in media US$ 1.496 rispetto ai US$ 713 dei turisti tradizionali. Scendendo nel dettaglio di alcune città a Londra il 72% degli immobili Airbnb sono localizzati al di fuori delle principali aree in cui sono presenti hotel e il 41% del totale delle spese fatte durante il proprio soggiorno rimane nei quartieri in cui si trova la casa. I quartieri più gettonati nella capitale inglese sono quelli di Camden, Greenwich, Hackney, Islington, Southwark, and Richmond upon Thames. Passando alla Scozia, a Edimburgo il 78% delle abitazioni Airbnb si trovano al di fuori delle aree principali degli alberghi e il 44% delle spese effettuate dei viaggiatori vengono fatte nel quartiere in cui alloggiano. I guest che si recano nella capitale scozzese preferiscono solitamente i quartieri di Old Town, New Town e North East.