A Milano e Varese arriva il concept store di abiti usati che sostiene progetti di utilità sociale

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Un negozio di abiti usati dove, acquistando a prezzi accessibili a tutte le tasche, si contribuisce al sostegno di progetti di utilità sociale. Questa è la filosofia di SHARE (Second HAnd REuse), una nuova realtà che ha due punti vendita, uno a Milano e uno appena inaugurato a Varese, che rimette in circolo abbigliamento di qualità di seconda mano con il valore aggiunto della solidarietà. Gestito dalla cooperativa sociale Mondi Possibili, che nella stessa strada si occupa già della Bottega del Commercio Equo e Solidale, Share ha ricevuto il contributo di Fondazione Cariplo e Fondazione Vismara. Nel concept store, arredato in stile eco-chic e con materiali di riciclo, i clienti potranno trovare un vasto assortimento di capi moda per Donna, Uomo e Bambino; pezzi unici ed originali, anche delle migliori marche, tutti perfettamente igienizzati e sanificati o addirittura nuovi, e suddivisi in fasce di prezzo da 1 a 19 euro. Quello di via Luini a Varese è il secondo negozio aperto, dopo quello di via Padova a Milano, sotto l’insegna Share. Spiega Carmine Guanci, vicepresidente della cooperativa ideatrice e promotrice Vesti Solidali: “L’obiettivo del progetto è quello di valutare la sostenibilità di una nuova attività commerciale che proponga alla clientela capi d’abbigliamento in perfette condizioni provenienti dall’Italia e dall’estero e che, attraverso la loro commercializzazione, possa creare nuova occupazione, generare risorse economiche da destinare a progetti di solidarietà sul territorio e completare la filiera del recupero indumenti usati mediante la raccolta da cassonetti stradali”.

Gran successo per il crowdfunding della camicia su misura 2.0

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Manstery

Si è conclusa con successo lo scorso 25 gennaio la campagna crowdfunding, il finanziamento collettivo dell’era della sharing economy, su Kickstarter promossa da Manstery, una startup fondata dagli italiani Simone Olibet e Graziano Meloni. I due hanno brevettato una sistema tecnologico che permette di ordinare una camicia su misura senza muoversi da casa. Manstery adotta un sistema, composto da una fitting jacket (una sorta di camicia che serve a prendere le misure che viene spedita a casa del cliente) e da una app, che consente al cliente di prendere autonomamente le misure del proprio corpo senza bisogno di competenze tecniche particolari (bastano dei semplici selfie) e successivamente di ordinare la propria camicia online dopo averne scelto i dettagli. Ulteiore caratteristica distintive della camicie di Manstery  sono i tempi di attesa molto ristretti. La tecnologia alla base di Manstery è in grado di garantire una misurazione accurata con margini di errori nulli. “La realizzazione di abiti su misura inizia con una misurazione precisa del corpo” – spiega Graziano Meloni, fondatore e CEO di Manstery – “Ogni pezzo ha un taglio unico per una perfetta vestibilità e confezionato con cura con gli standard più elevati. Abitualmente, un cliente che cerca questo tipo di prodotto deve avere un sarto di prima classe, pagare un prezzo elevato, e aspettare settimane per ricevere il prodotto finito. Noi, invece, lavoriamo per dare a tutti la possibilità di avere un sarto personale, offrendo prodotti di lusso a prezzi più contenuti e con tempi di consegna più rapidi”. L’azienda, che ha sede  a New York, ha raccolto su Kickstarter oltre US$ 50 mila andando quindi ben oltre l’iniziale obiettivo di US$ 20 mila. L’idea di Manstery è un esempio concreto di come l’industria della moda e del fashion sta cercando di evolversi per andare incontro alle esigenze dei clienti che sempre più spesso preferiscono l’e-commerce per i propri acquisti con evidenti risparmi sia economici sia di tempo. 

 

Sharing economy e fashion, una collaborazione possibile

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La New York fashion week 2015 che si concluderà tra qualche ora non sarà ricordata solamente per le polemiche sulle modelle che hanno sfilato per Victoria Beckham (ex Spice Girl oggi stilista oltre che moglie del calciatore David Beckham) ma anche per la collaborazione tra la sharing economy e il mondo della moda. Rag & Bone, il brand dei designer inglesi Marcus Wainwright e David Neville infatti, ha riservato alcuni biglietti della propria sfilata, che ha rappresentato uno degli eventi più attesi dai fashion addicted presenti nella Grande Mela, a alcuni clienti Uber. Gli utenti della società di ride sharing hanno avuto infatti la possibilità tramite la app di richiedere (i posti erano limitati) gratuitamente due biglietti per la serata evento di presentazione della collezione Rag & Bone primavera 2016. Oltre ai due ticket ai fortunati utenti Uber ha omaggiato loro il trasporto gratuito da Manhattan alla St. Ann’s Warehouse, la location situata Brooklyn dove si è svolta la sfilata dei due stilisti britannici, e un pacchetto VIP comprendente anche un cadoux. La collezione Spring 2016 di Rag & Bone prevede un stile minimale ed elegante e come raccontato da Vogue  si distingue perché non prevede l’utilizzo di tacchi alti.