A Milano è arrivato UberEATS, il servizio di food delivery di Uber


Come SocialEconomy vi aveva anticipato nelle scorse settimane è arrivato a Milano UberEATS, il servizio di food delivery del colosso della sharing economy californiano Uber. Nel capoluogo lombardo UberEATS collabora con oltre cento locali e ristoranti per offrire un’unica piattaforma in cui trovare il miglior cibo locale. Accedendo alla piattaforma di UberEATS (effettuando il download dell’App da GooglePlay e AppStore oppure tramite sito web uberEATS.com), si potrà ordinare qualsiasi piatto dall’elenco di ristoranti e riceverlo rapidamente. In media, fra ordine e consegna passano circa 35 minuti. Una volta selezionato i piatti preferiti nel “carrello” verrà visualizzato il riepilogo dell’ordine del cibo e il prezzo totale.  Il pagamento avviene  direttamente con l’account Uber e, se si vuole, si può monitorare sulla app o sul sito lo stato dell’ordine. 

Deliveroo e Bookabook: crowdfunding, food delivery e editoria si incontrano a tavola


Deliveroo e Bookabook, la piattaforma di crowdfunding di libri, dopo il successo ottenuto dal progetto “Fame di lettura?” durante il weekend 15/17 hanno deciso di prolungare l’azione di marketing che prevede un libro in regalo per ogni ordine effettuato nei ristoranti che utilizzano il brand del canguro come servizio di food delivery. Come si legge, infatti, nel blog della società editrice effettuando una transazione con Deliveroo entro il 24 luglio (in uno dei ristoranti contrassegnati dall’icona dei libri) insieme al proprio ordine si riceverà in regalo un ebook edito da Bookabook da leggere sul proprio device. Bookabook è una piattaforma di crowdfunding (la raccolta fondi dell’era della sharing economy) del libro in Italia che nasce nell’aprile 2014 con due obiettivi: mettere i lettori al centro del processo di creazione del libro e dare agli autori una via d’accesso al mercato editoriale. La società nel 2014 è stata nominata nel Wired-Audi Innovation Award e nel 2015 è stata tra i finalisti al contest internazionale per l’innovazione in editoria, Renew the book. Da gennaio 2016 l’editore ha anche lanciato un social network degli scrittori, dove gli autori di Bookabook possono scambiare consigli e idee. Oltre ai libri che dal 15 al 17 luglio sono stati regalati in versione cartacea come Romanzo Còrso di Laurence Donnini, un giallo ambientato in Corsica e La Scoperta dell’Acqua Calda, un road movie ambientato in un condominio di periferia, si potrà leggere in formato ebook il pulp Deadflowers di Paola Tavella e Agostino Toscana, Corso Regina 68 di Camilla Bonetti, una Bridget Jones in salsa gianduia, e Enciclopedia dell’amore di Enzo Fileno Carabba, un’antologia sull’amore. 

Finalmente in consegna la travel jacket star del crowdfunding


La travel jacket di Baubax, la startup che tramite una campagna di crowdfunding ha raccolto oltre 11 milioni di US dollari entrando cosi tra i progetti più finanziati tramite il web, in questi giorni sta – finalmente – arrivando nella case di coloro che l’avevano ordinata tramite Kickstarter e Indiegogo. L’idea di creare una giacca per il viaggio è di Hiral Sanghavi, un giovane ragazzo di origini indiane che frequenta un master in Illinois, e di sua moglie che di mestiere fa la designer. Hiral, dopo aver dimenticato per l’ennesima volta il cuscino da viaggio a casa ha, infatti, pensato di creare Baubax, un indumento multitasking che comprende un cuscino da viaggio, una maschera per dormire, un paio di guanti e diverse tasche per contenere, Ipad, smartphone, auricolari, una lattina, il passaporto, una batteria supplementare per device mobili, una penna e due comode calde tasche per le mani.Dopo averlo prodotto i primi esemplari i due ragazzi hanno messo la propria idea sulla piattaforma di crowdfunding Kickstarter sperando di raccogliere 20 mila US dollari. In poche ore, sette per la precisione, il progetto ha invece aveva già raccolto oltre 9 milioni di dollari da quasi 45 mila finanziatori. Baubax è disponibile in 3 colori (toni del blu, del rosso e nero) e 4 modelli: felpa, giubbino anti-pioggia e vento, blazer e bomber con un costo che va da US$ 149 a US$ 189 (a cui vanno aggiunte le tasse doganali). Uno dei motivi del successo è certamente la praticità dell’indumento (non solo da viaggio ma ottimo anche per il running, il golf, la vela e ideale per i nomadi digitali) anche alla luce delle sempre più stringenti regole delle compagnie aeree in tema di bagaglio a mano. I tempi di consegna di Baubax, proprio a causa del grande successo avuto, si sono allungati a dismisura. Adesso, finalmente, la felpa multitasking è in consegna cosi tutti i “finanziatori” del reward crowdfunding potranno usarla nelle prossime vacanze estive. 

Amazon sfida Uber e lancia Amazon Flex

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Amazon, il colosso dell’ecommerce ha annunciato oggi il lancio del servizio Amazon Flex. L’iniziativa consiste nel fare diventare semplici cittadini postini, in cambio di un compenso che la società USA stima tra i 18 e i 25 US dollari all’ora. I postini, per entrare a far parte della squadra, dovranno garantire un minimo di due ore di disponibilità giornaliera; dovranno avere almeno 21 anni e essere dotati di auto e di smartphone Android.
Il servizio Amazon Flex è già attivo a Seattle e presto sara esteso alle città di New York (nella zona di Manhattan) Baltimore, Miami, Dallas, Austin, Chicago, Indianapolis, Atlanta e Portland.
In questa prima fase i postini potranno consegnare solo prodotti Amazon Prime, ma la stessa società ha dichiarato che in futuro il nuovo servizio di consegna potrebbe essere esteso.
Altra novità possibile è l’apertura a mezzi di consegna alternativi all’automobile, come le biciclette o addirittura la consegna a piedi.
Alla base di questa mossa, con cui il colosso di Jeff Bezos entra di diritto tra gli attori dell’economia on demand, sfidando Uber che già in alcune città in Europa è Stati Uniti sta sperimentando servizi di trasporto di cibi a domicilio con UberEATS e che secondo alcuni media potrebbe puntare per il futuro anche sui servizi di logistica.

Uber ti porta il pasto a domicilio

Forse non sono in tanti a saperlo ma Uber, la società californiana che con la sua app sta rivoluzionando il mondo della mobilità, ha da qualche mese lanciato UberEATS, il servizio di consegna di pasti a domicilio. UberEATS, che dopo una prima fase di sperimentazione si sta espandendo celermente in parecchie delle principali statunitensi, al momento è attivo a Atlanta, Austin, Chicago, Los Angeles, New York, San Francisco, Toronto, Whashington DC e in Europa a Barcellona. La città catalana insieme a Los Angeles era stata subito scelta da Uber fin dalla fase di sperimentazione del servizio. Il funzionamento è molto semplice: tramite la app tradizionale Uber quando ci si trova all’interno delle aree coperte dal servizio verrà visualizzata una icona raffigurante un piatto, dopo averla cliccata si sceglierà il luogo di consegna e il piatto desiderato che in pochi minuti, cosi assicura UberEATS, sarà sulla tavola del cliente. I piatti sono preparati da ristoranti in grado di garantire i migliori sapori locali. Il menu cambia tutti i giorni cosi da offire ai clienti Uber la possibilità di gustare sempre qualcosa di nuovo. Il costo dei menu acquistabili è variabile, mentre la consegna costa US$ 3 (US$ 4 per New York) ed è indipendente dal numero dei piatti da ordinare. Nel caso di ordini multipli effettuati contestualmente (ad esempio il classico pranzo tra colleghi di ufficio) tramite una specifica funzione dell’app sarà possibile dividere il conto in modo semplice e immediato cosi da parmettere a ognuno dei commensali di pagare quanto ordinato. In uno dei post fatti da Uber sul proprio blog la società USA ha informato che il servizio sta riscuotendo parecchi consensi: continuano a crescere il numero dei ristoranti che aderisce all’iniziativa e i tempi di consegna si stanno riducendo. Inoltre, recentemente, a Los Angeles è stato anche aggiunto il servizio brunch durante il fine settimana.