Arriva a Milano il bike sharing a flusso libero

La sharing economy continua a raccogliere consensi in (quasi) tutta Italia. L’ultima novità è la condivisione di biciclette a flusso libero. La particolarità del nuovo servizio di bike sharing partito a Milano da poche ore sta proprio nel free floating, cioè le bici potranno essere lasciate in strada e non per forza riportate nelle apposite rastrelliere. Il servizio già attivo nel capoluogo lombardo è di Mobike, una società cinese, ma tra qualche mese una terza società si andrà ad aggiungere a quest’ultima e all’apripista BikeMi (non a flusso libero). Si tratta di Ofo. Per utilizzare il servizio di Mobike, che conterà in totale su 8 mila biciclette, occorre scaricare l’omonima app disponibile sia per IOS che Android. Una volta registrati e inserito i dati di una carta di credito (attenzione non sono accettati American Express e PayPal) basterà localizzare una bicicletta (che rimarrà disponibile per 15 minuti) e tramite il Qrcode sbloccare il lucchetto presente nella bici. Il costo? 30 centesimi ogni 30 minuti. 

A Palermo crescono il car e il bike sharing

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La sharing economy inizia a conquistare anche i palermitani. Questo è il quadro che emerge dai dati di marzo resi noti dal Comune siciliano. Nell’ultimo mese, infatti, è decisamente aumentato sia l’utilizzo del car sharing sia quello del bike sharing. La crescita ha riguardato tutti gli indicatori di riferimento dei servizi di mobilità condivisa: complessivamente gli abbonati sono a quota 3350, +16,5% rispetto al dato di dicembre 2015. Il car sharing di Palermo sale al quarto posto nella classifica nazionale del circuito ICS. Rispetto allo scorso febbraio, a marzo è bene evidenziata la crescita del 38% delle ore di utilizzo, mentre la percentuale dei chilometri percorsi sale a +12,63% (92.310 Km); le ore di esercizio +20,13% (21.740). Sempre a marzo, il numero di corse totali è cresciuto dell’8,3% (2.852) rispetto allo scorso febbraio. La flotta Car Sharig è composta da 126 auto, di cui 24 elettriche. Recentemente, visto il successo del servizio, il Cda dell’Amat ha approvato l’acquisto di altri 25 mezzi (già ordinati attraverso Consip): venti Panda e cinque furgoni. I parcheggi sono in totale 89, di cui 19 nel centro città. Gli stalli auto sono poco oltre 300. Numeri positivi anche per il bike sharing, che, a pochi mesi dall’avvio, conta circa 500 abbonati.In termini di utilizzo, il servizio di biciclette condivise  è stato utilizzato per 73.335 minuti. L’87% utilizza la bici al di sotto di un’ora. I ciclo parcheggi sono in tutto 12, tre nel centro città (Piazza Castelnuovo, piazza Ignazio Florio e, da oggi anche a piazzale Ungheria.

La classifica delle 15 città con più biciclette in sharing al mondo (clicca sul titolo per vederla)

SocialEconomy, sulla base dei dati disponibili su Wikipedia ha stilato la classifica delle 15 città con il maggior numero di biciclette disponibili in sharing. Dalla classifica sono state escluse le città cinesi a eccezione di Pechino e Shangai. Ecco la classifica

1.Shangai – 19.165 biciclette

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2. Pechino 16.000 biciclette

3.Parigi – 14.500 biciclette

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4. Londra – 9.700 biciclette

5. Mexico city – 6.500 biciclette

6. New York – 6.300 biciclette

7. Taipei – 6.046 biciclette

8. Barcellona – 6.000 biciclette

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9. Montreal 5.120 biciclette

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10. Chicago 4.680 biciclette

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11. Milano 4.650 biciclette

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12. Bruxelles 4.115 biciclette

13. Lione 3.200 biciclette

14. Monaco di Baviera – 3.000 biciclette

15. Varsavia 2.950 biciclette

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Ecco le 16 società che per Credit Suisse potrebbero beneficiare del boom della sharing economy

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La sharing economy sta certamente influenzando e modificando le abitudini dei consumatori di larga parte del mondo e conseguenzialmente sta attranedo l’interesse di parecchi investitori. In un report del 18 settembre, Credit Suisse ha analizzato, con il lavoro degli analisti Eugene Klerk, Richard Kerseley e Marcello Prato, questo fenomeno fornendo una panoramica dei settori che a loro avviso sono suscettibili di essere colpiti dall’ulteriore espansione dell’economia della condivisione. Gli analisti hanno preso in esame i settori, sotto-settori e le imprese che sono altamente esposte al concetto di condivisione e quelle che possono avere un’esposizione parziale al fenomeno. I settori individuati inizialmente dalla ricerca di Credit Suisse sono quelli del Transport, Travel & Leisure, Business service, Financial e quelli non classificati ma con aderenze al tema della condivisione. Successivamente sono stati individuati i sotto-settori più promettenti: Auto, Insurance, Bicycle, Hotel, Logistic, Recruitment, Office sharing, P2P lending, Pre-owned good e Social media. Infine, per ogni subsector sono state individuate le società quotate in borsa che potrebbero beneficiare del trend positivo della sharing economy.

Ecco l’elenco delle sedici aziende su cui Credit Suisse si aspetta di vedere un effetto positivo dall’aumento del business condiviso: Auto: Avis Budget, Axa e Hertz; Bycicle: JC Decaux e Shimano; Hotel: HomeAway e TripAdvisor; Logistic: Amazon.com; Recruitment: Linkedin; Office sharing: Regus; P2P Lending: LendingClub e Visa; Pre owned good: EBay e MercadoLibre; Social media: Facebook e Yelp.

Nel report vengono spiegate anche le motivazioni che hanno spinto gli analisti della banca svizzera a includere queste società tra quelle che potrebbero risentire positivamente dell’effetto sharing economy. Avis Budget e Hertz potrebbero beneficiare del maggiore utilizzo del car sharing, mentre, Axa potrebbe subire un positivo effetto del fatto che società come Uber potrebbero volere una polizza globale per i propri veicoli. L’espansione del bike sharing potrebbe, invece, portare benefici a JC Decaux in quanto “uno dei più grandi operatori a livello mondiale” e Shimano che da produttore di componenti per bici potrebbe ricevere un beneficio indiretto. Per quanto riguarda il settore Hotel ricadute positive potrebbero esserci su HomeAway e su TripAdvisor che secondo gli analisti potrebbe “ampliare la propria offerta alla condivisione di alloggi”. Per il settore della logistica Amazon.com potrebbe avre un‘espansione nei delivery service e nella  proposta di beni di seconda mano. Per quanto attiene i servizi a supporto del business Linkedin potrebbe avere benefici dal P2P staffing mentre Regus ne potrebbe avere per via della domanda di spazi di lavoro in condivisione. Per il settore finanziario le attenzioni positive si concentrano su LendingClub e Visa come sistemi alternativi ai tradizionali per ottenere finanza. Su EBay e MercadoLibre si scrive che entrambe le aziende potrebbero beneficiare della crescita della condivisione (e vendita) di merci di seconda mano. Infine, Facebook e Yelp possono trarre beneficio dal fatto che le società della sharing economy utilizzano i social media per sviluppare e espandere la propria offerta.

A Milano si sperimenta la sharing economy a misura di bambino

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Bikemi, il sistema di bike sharing attivo nel Comune di Milano, inaugurerà domenica prossima una rastrelliera che si compone di ventuno biciclette junior. Il servizio vuole essere una sperimentazione. All’interno del Parco Sempione dalle ore 11 del 20 settembre le famiglie avranno la possibilità di testare il servizio Junior Bikemi. La rastrelliera sarà posizionata vicino a Nevicata14 proprio di fianco a una nuova piattaforma di biciclette per adulti. I bimbi nella giornata di domenica potranno quindi insieme ai genitori trascorrere momenti all’interno del polmone verde di Milano e nelle sue immediate vicinanze.
L’iniziativa è certamente lodevole perché va nella direzione delle esigenze degli utenti e dello sviluppo ulteriore dei servizi sharing pensati dal Comune di Milano. Noi di Socialeconomy speriamo che il servizio dopo la fase di test possa progredire e allargarsi in altre zone di Milano magari insieme ad altre iniziative che coniugano l’economia della condivisione con i bambini e le famiglie.