Bike sharing: oBike sceglie Torino per il debutto in Italia

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oBike, startup con sede a Singapore leader nel bike-sharing,ha scelto Torino come città italiana in cui far debuttare il proprio servizio di Bike sharing free floating. La piattaforma che è attualmente presente in 3 diversi continenti per un totale di 15 stati nel mondo e 40 città debutterà domani 16 novembre con le prime 500 biciclette. L’app di oBike è scaricabile sul proprio smartphone e consente agli utenti di individuare e noleggiare le biciclette utilizzando una tecnologia del tutto innovativa: le bici presentano sia un blocco incorporato sia un sistema GPS, che consente loro di essere lasciate ovunque e non esclusivamente in un’area di parcheggio. L’arrivo di Obike a Torino, segno della dinamicità della sharing economy in Italia, porta a 3 le piattaforme di bike sharing a flusso libero presenti nel nostro Paese dopo l’arrivo nei mesi scorsi di Ofo e Mobike a Milano. Il prezzo di oBike è di 30 centesimi di euro ogni 30 minuti con un deposito cauzionale di 5 euro.

Arriva a Milano il bike sharing a flusso libero

La sharing economy continua a raccogliere consensi in (quasi) tutta Italia. L’ultima novità è la condivisione di biciclette a flusso libero. La particolarità del nuovo servizio di bike sharing partito a Milano da poche ore sta proprio nel free floating, cioè le bici potranno essere lasciate in strada e non per forza riportate nelle apposite rastrelliere. Il servizio già attivo nel capoluogo lombardo è di Mobike, una società cinese, ma tra qualche mese una terza società si andrà ad aggiungere a quest’ultima e all’apripista BikeMi (non a flusso libero). Si tratta di Ofo. Per utilizzare il servizio di Mobike, che conterà in totale su 8 mila biciclette, occorre scaricare l’omonima app disponibile sia per IOS che Android. Una volta registrati e inserito i dati di una carta di credito (attenzione non sono accettati American Express e PayPal) basterà localizzare una bicicletta (che rimarrà disponibile per 15 minuti) e tramite il Qrcode sbloccare il lucchetto presente nella bici. Il costo? 30 centesimi ogni 30 minuti. 

BikeMi da record nella settimana del Salone del Mobile

 

 

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La Settimana del Mobile 2017 appena conclusa ha fatto registrare record eccezionali per il servizio BikeMi, il servizio di bike sharing attivo nel Comune di Milano. I dati che dimostrano il successo di questa forma di sharing economy nel capoluogo lombardo sono i seguenti: mercoledì 5 aprile BikeMi ha registrato il record assoluto di utilizzi in un solo giorno dal 2008, cioè da quando il servizio è in funzione, con 23.370 prelievi, così come l’8 aprile sono state prelevate 16.106 bici, un altro record assoluto di prelievi, considerando che si tratta di un sabato. Tra sabato 8 aprile e domenica 9 aprile sono stati sottoscritti rispettivamente 584 e 485 abbonamenti giornalieri, per un totale di 1.069, con un aumento del 152% rispetto agli stessi giorni dell’anno precedente, mentre i settimanali hanno registrato +102% a confronto con la settimana precedente. In totale nei sei giorni tra il 4 e il 9 aprile sul BikeMi ha pedalato il mondo. Durante il Salone del mobile sono stati sottoscritti 2.619 abbonamenti settimanali o giornalieri da persone provenienti da tutti i continenti a eccezione dell’Antartide. Infatti, se il 56% di questi risulta essere sottoscritto da italiani il resto è costituito da 222 olandesi, 160 tedeschi, 121 francesi; 89 utenti provengono dal Regno Unito, 64 dalla Svizzera, 55 dal Belgio a pari merito con gli Stati Uniti. Il Far East è capitanato da 44 giapponesi seguiti da residenti in  Corea del Sud (in 10, come Grecia e Svezia), India (sono in 6 come i romeni, gli ungheresi e i ciclisti della Repubblica Ceca) e Cina (4 come i messicani, i portoghesi, gli ucraini, i bulgari e i residenti a Hong Kong).  Sono stati 7 gli australiani, altrettanti i lussemburghesi e 5 gli africani (2 algerini, 2 sudafricani e un egiziano). In 20 dal Brasile e dall’Austria, 41 gli spagnoli, 26 i turchi, 23 i danesi, 21 i finlandesi, 16 i polacchi e 15 i norvegesi e questo solo per fare qualche esempio. Domenica 9 aprile sono stati superati i 60.000 abbonati annuali attivi, con un incremento di annuali iscritti del 22% rispetto al 2016 e del 43% rispetto alla settimana precedente. In generale gli utilizzi totali nella settimana del design sono stati 114.158 e hanno avuto un aumento del 25% se confrontati con il 2016 e con la settimana prima dell’apertura del Salone. Sono stati percorsi 234.024 km con un risparmio di quasi 50mila chilogrammi di CO2.  Per gestire questo traffico straordinario di bici gialle Clear Channel, gestore del servizio di bike sharing, ha organizzato  presso le otto stazioni più utilizzate – Duomo, San Babila, Palazzo Marino, San Pietro in Gessate, Brera, Cavour, Cairoli e ovviamente Tortona – i presidi fissi. Gli operatori, dotati di furgoni per la raccolta e redistribuzione delle 3.650 bici in servizio, svuotavano in tempo reale le stazioni piene per permettere immediatamente la riconsegna agli utenti che arrivavano con una bici in carico da riagganciare, evitando quanto più possibile i disagi. In totale sono stati utilizzati 28 furgoni di cui 6 dotati di carrello per ciascuno dei tre turni di lavoro giornaliero.
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MoBike: il bike sharing di Genova vuole continuare a espandersi 


MoBike, il sistema di bike sharing per la città di Genova che prevede una serie di stazioni poste nelle vicinanze dei principali punti di interesse della città, pensa a espandersi. Come riportato nelle scorse ore da AdnKronos, il Comune del capoluogo ligure sta, infatti, pensando di installare nuove biciclette, aprire sette nuovi cicloparcheggi e introdurre un sistema per favorire l’accesso al servizio per i turisti. Le novità confermano il grande interesse per la sharing economy è in particolare per i servizi di mobilità condivisa da parte delle grandi città. MoBike, che fa parte della rete Bici in Città che consente di visualizzare in tempo reale le biciclette disponibili tramite app Google Play e iOS, a tredici anni dalla sua nascita continua a riscuotere successo nei cittadini genovesi e conta oggi di 9 stazioni e circa 60 mezzi a due ruote. 

Milano, ruba una bici del bike sharing per tornare a casa. Il padre scrive a BikeMi per chiedere scusa e pagare i danni

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Un padre denuncia la “goliardata” del figlio adolescente, colpevole di aver rubato una bici del bike sharing, il servizio di condivisione di biciclette dell’era della sharing economy, per rientrare a casa una sera e si offre di pagare il conto dei danni scusandosi per l’accaduto. L’episodio è accaduto nei giorni scorsi a Milano e a renderlo noto è stata BikeMi, gestore del servizio di condivisione delle biciclette di Milano. Il papà, molto rammaricato per l’episodio, quando ha scoperto la bici gialla nel garage la mattina seguente ha prima chiamato il servizio clienti di Clear Channel, il gestore del servizio di bici gialle condivise, e poi ha scritto una lettera per raccontare l’episodio e scusarsi vivamente. Purtroppo mio figlio la sera del 13 gennaio – ha scritto il genitore – a seguito di una serata goliardica ha pensato bene di ritornare a casa con una delle vostre biciclette, per farlo l’ha divelta dall’apposito gancio ovviamente rompendolo, è poi arrivato a casa lasciando la bici in garage, il mattino dopo la bici è stata legata con il proprio lucchetto (in accordo con le istruzioni ricevute telefonicamente)  alla colonnina di piazza Risorgimento. Sono quindi a scusarmi con voi di quanto mio figlio ha fatto e vi chiedo il costo della riparazione oltre al disagio arrecato”. La segnalazione, piuttosto insolita, non è passata inosservata alla direzione di BikeMi. La società, colpita dal gesto di civiltà non scontato di questo padre, lo ha cosi ringraziato “per la sua sensibilità e il senso civico dimostrato in questa vicissitudine” e gli ha risposto che “per questa ragione” non deve nulla per l’accaduto e che i costi per la riparazione dovuta ai danni causati dal gesto del figlio saranno coperti dalla stessa BikeMi. Il direttore del bike sharing di Clear Channel Italia nel rispondere al genitore ha anche aggiunto “Sono sicuro che lei saprà trasmettere a suo figlio l’importanza di un comportamento corretto nell’uso della cosa pubblica perché, oltre al danno materiale, può incorrere in reati penali più seri”.

BikeMi: Il 1° aprile riparte il servizio by night

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Per gli amanti della sharing economy e delle due ruote è certamente una buona notizia: a Milano si potrà ritornare pedalare anche di notte con BikeMi by night, il servizio di bike sharing gestito da Clear Channel. Da domani, venerdì 1° aprile, fino al 2 novembre 2016, sarà possibile, infatti, utilizzare le bici in condivisione 24 ore su 24 il venerdì e il sabato, e fino alle 2 di notte negli altri giorni. Eccezionalmente, inoltre, dal 12 al 17 aprile incluso, il servizio resterà attivo 24 ore su 24 in occasione del Salone del Mobile. L’anno scorso i prelievi effettuati durante gli orari notturni sono stati 132.624, il 54,84% in più rispetto al 2014 e quasi il doppio rispetto al 2013. Il boom si è registrato soprattutto nei mesi di giugno con 26.505 prelievi (il 70% in più rispetto al 2014) e luglio con 25.865 utilizzi (+80,56% rispetto al 2014); l’incremento percentualmente più alto è stato a maggio, con 19.230 prelievi, quasi il doppio (ben il 90,47% in più) rispetto allo stesso mese dell’anno precedente. “Il servizio by night è davvero molto apprezzato dai milanesi – sottolinea l’assessore alla Mobilità e Ambiente Pierfrancesco Maran – ed anche per questo l’orario invernale quest’anno è stato prolungato fino all’una di notte. Ora con la bella stagione si potrà pedalare fino alle 2 durante la settimana e senza interruzioni nel weekend. Insieme ai bus notturni attivi 24 ore su 24, il Bikemi costituisce un vero e proprio mezzo di trasporto pubblico per spostarsi in città a qualsiasi ora del giorno, anche grazie al continuo ampliamento della rete di stazioni fuori dal centro”. Proprio oggi è stata inaugurata la stazione numero 280 di fronte all’Università Bicocca, in viale Piero e Alberto Pirelli 22, alla presenza del Rettore dell’Università Cristina Messa e di un gruppo di studenti. Con questa apertura tutte i principali poli universitari milanesi sono raggiunti dal servizio di Bikemi, che ha raggiunto quota 47.366 abbonati. 

Flight sharing, la Corte d’Appello di Washington costringe Flytenow all’atterraggio di emergenza

 

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Erano stati in molti a pensare che dopo biciclette, auto e scooter la nuova frontiera dello sharing economy  potesse riguardare gli aerei. A pensarla diversamente sono però due Istituzioni USA che hanno, con le
proprie decisioni, di fatto bloccato i servizi di flight sharing di Flytenow. Flytenow, il primo servizio di condivisione di voli alla Uber, ha dovuto infatti fermarsi in seguito alla decisione della Corte d’Appello di Washington che ha confermato la decisone presa in passato dalla Federal Aviation Administration (FAA), l’ente dell’aviazione statunitense. Il motivo su cui si fonda la decisione è il seguente: negli Stati Uniti i piloti non in possesso di licenza di volo per fini commerciali, tranne rare eccezioni come ad esempio colleghi di lavoro che vogliono dividere il percorso aereo, non possono trasportare passeggeri a fini di lucro e nemmeno per condivisione delle spese. Inoltre, non è possibile fare attività promozionale per pubblicizzare i propri servizi di flight sharing neanche se la finalità è esclusivamente quella di condividere i costi del carburante. Per semplificarla ulteriormente i piloti senza licenza commerciale possono trasportare solo family & friends senza alcuna finalità commerciale. Flytenow secondo quanto riportato da Techcrunch ha detto che valuterà la possibilità di presentare un ulteriore ricorso.