Anche la street art ricorre alla sharing economy: Ron English lancia un crowdfunding per realizzare un’opera rock

Anche la street art si rivolge alla sharing economy. Ron English, uno dei principali interpreti, insieme a Banksy, della street art e dell’arte contemporanea internazionale ha deciso di avviare una campagna di crowdfunding su Gofundme con l’obiettivo di finanziare un’opera rock dal titolo Rabbbits in Delusionville in cui gli animali, disegnati dallo stesso artista,  diventano interpreti della società contemporanea con i propri vizi e virtù. Per realizzare l’opera, in tre atti, Ron English chiede al popolo della rete 30 mila dollari USA. L’opera è realizzata in collaborazione con il produttore Joe Johnson e il cantante lirico Russell Cusick. L’artista ha dichiarato che è suo obiettivo di completare l’opera tra i mesi di giugno e luglio 2017. Per contribuire alla realizzazione dell’opera occorre effettuare una donazione (da un minimo di 60 US dollari a un massimo di 8 milan US$). Come ricompensa Ron English invierà a coloro che lo sosterranno una ricompensa che varia, a secondo dell’apporto dato, tra il CD dell’opera, al libretto dell’opera stessa con disegni realizzati dallo stesso artista a opere da lui realizzate appositamente per questo progetto in tiratura limitata tra cui spicca il celebre scheletro Grinnie (Smiley Grin) . I personaggi disegnati da Ron English sono diventati delle vere proprie icone non solo nel mondo dell’arte ma anche nel cinema e nello streetstyle (con il brand PoPaganda). E’ di Ron English MC Supersized, il simbolo del celebre documentario realizzato da Michael Moore Super Sized Me.  Ron English ha anche doppiato sé stesso in un episodio de The Simpsons intotolato Exit Through the Kwik-E-Mart (stagione 23 episodio 15), chiaro riferimento al film realizzato dallo street-artist Banksy Exit Through the Gift Shop.
Per contribuire al crowdfunding occorre cliccare sul seguente link;

Anche la cultura apre alla sharing economy: al museo MADRE arriva il biglietto sospeso

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Anche la cultura si apre al mondo della condivisione e della sharing economy. Il Museo Madre di Napoli ha, infatti, applicato all’arte contemporanea l’antica pratica filantropica del caffè sospeso, la tradizione napoletana che consente di bere un caffè espresso al bar grazie alla generosità di qualcun altro. A partire dal 24 marzo e fino al 31 dicembre 2016, chiunque potrà acquistare presso la biglietteria del museo un biglietto per un successivo visitatore sconosciuto. Un gesto di generosità e al contempo un invito affinché ognuno operi in prima persona per far avvicinare altri alla cultura, trasformando un’esperienza intima in una necessità importante, significativa e coinvolgente di condivisione e inclusione. Chi sceglierà di acquistare un biglietto per uno visistatore sconosciuto potrà segnalarne la disponibilità attraverso i social network, utilizzando l’hashtag #bigliettosospeso, e taggando il Madre (su Facebook o Twitter) per condividere, con i possibili beneficiari sconosciuti, anche l’opera o la mostra che ha suscitato in lui la voglia di trasmettere la propria passione per l’arte contemporanea.