Crowfunding, Equinvest attrae nuovi soci

logonEquinvest, una delle piattaforme italiane di equity crowdfunding autorizzata dalla Consob attrae nuovi soci. I business angel entrati nel capitale di Equinvest con una quota di 150 mila euro supporteranno la crescita della piattaforma di venture capital online che consente a investitori, istituzionali e retail, di investire in startup innovative. “Utilizzeremo i proventi derivanti dall’operazione per supportare il lancio delle nostre iniziative, in particolare nelle città di Roma e Milano – spiega Fabio Bancalà amministratore delegato di Equinvest che ha già all’attivo una importante esperienza nel mondo del Venture Capital con una società di investimento americana, la Quorumm Venture Partners di Washington. “Abbiamo deciso di fare da apripista alle future startup che si affideranno alla nostra piattaforma per crescere e dimostrare al mercato di essere in grado di coinvolgere investitori” – ha aggiunto Bancalà. Il mercato dell’equity crowdfunding in Italia rappresenta una enorme opportunità per le startup che oggi fanno i conti con un’industria del venture capital che conta troppo pochi player di riferimento nazionale. Riuscire a coinvolgere i privati nell’investimento in innovazione attraverso il finanziamento di attività dell’economia reale rappresenta la vera chiave di volta per alimentare l’ecosistema delle startup italiane. Equinvest è stata supportata nelle attività dallo studio milanese Trevisan & Cuonzo Avvocati, che attraverso il progetto 4Innovation, un programma voluto dai partners dello studio a supporto del mondo delle startup, ha seguito gli aspetti legali dell’operazione. “Abbiamo seguito Equinvest nella fase più delicata del round – spiega Sasha Picciolo avvocato dello studio legale Trevisan&Cuonzo e responsabile del progetto 4Innovation – nella redazione dei patti parasociali e nella modifica dello Statuto sociale”. Con 4Innovation lo studio Trevisan&Cuonzo si conferma in prima linea nel sostegno al mondo italiano dell’innovazione.

Gli USA confermano la propria leadership nella sharing economy. In Europa è Londra la capitale dell’economia della condivisione

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Gli Stati Uniti confermano la propria leadership a livello mondiale nel settore della sharing economy. A dirlo, come riportato dal Telegraph e da TechCityNews, è uno studio realizzato da JustPark – società britannica che consente la condivisione parcheggi privati – che ha analizzato la nazionalità delle principali realtà dell’economia della condivisione. Gli USA, con in testa le città di San Francisco e New York, sono il Paese in cui ha sede oltre la metà delle 865 start-up sharing prese in esame. In Europa il primato spetta al Regno Unito, patria del 10% dei player globali della sharing economy. A livello di capitali europee, come facilmente immaginabile, a spiccare è Londra che “ospita” 72 società sharing. Questo dato rende quindi la cittá del Big Ben la capitale europea dell’economia condivisa. Come emerge dalla mappatura realizzata dal Telegraph, le altre città del vecchio continente che inseguono Londra in questo primato sono nell’ordine Parigi, Madrid, Berlino e Amsterdam. La ricerca evidenzia oltre al dato della nazionalità la rapida crescita dell’economia della condivisione nel corso degli ultimi anni, rivelando che oltre la metà delle aziende sono state fondate nel 2013 o successivamente. Secondo uno studio realizzato da Price Waterhouse che SocialEconomy vi ha raccontato alcuni mesi fa, le stime di crescita in UK della sharing economy sembrano essere molto solide: i ricercatori di PWC prevedono, infatti, che le società UK dell’economia condivisa nel 2025 potranno arrivare a generare un fatturato complessivo di di 15 miliardi di US Dollari. A livello mondiale le stesse previsioni parlano, invece, di revenues totali al 2025 pari a US $ 335 miliardi.